La spesa di Giugno

A tutta frutta!

La natura è previdente: abbiamo goduto degli agrumi durante la stagione fredda, che ci hanno protetto dai malanni ; abbiamo sfruttato i benefici di mele e pere che, più zuccherine, ci hanno aiutato nel cambio della stagione. Ora la natura ci soccorre nell’affrontare la calura, le ore di sport e di gioco sfrenato e… la famigerata prova costume. La frutta dell’Estate è arrivata: colorata, rinfrescante, dissetante, ipervitaminica e ipocalorica.

Pesche

Dissetanti, saporite e ipocaloriche, quindi ideali per tutte le diete contengono betacarotene, potassio, ferro fluoro e vitamine B, C, E,K. Una pesca al giorno riesce a coprire il 15% del fabbisogno giornaliero di vit. C. Ricca di acqua, costituisce una fonte di idratazione notevole per poter reintegrare i liquidi persi con il sudore. All’acquisto le pesche devono presentarsi turgide e lucide, con poca peluria. Possono essere conservate in frigorifero per 4/5 giorni e una volta tolte, sono da consumarsi in fretta, perchè tendono a perdere la loro fragranza. Ottime per frullati e spuntini, così come per preparare deliziosi dolci. Questo è una specialità francese originaria del Limousin. Si prepara in giugno e con le ciliegie, ma ve ne propongo una gustosa variante, precisando che potete usare per questo saccottino(in francese dialettale il termine clafir significa riempire) tutta la frutta estiva.

Clafoutis alle pesche

800 g di pesche
4 uova
3 dl di latte
140 g di farina 00
2 cucchiai di liquore dolce a piacere
100 g di zucchero semolato
20 g di burro
2 cucchiai di zucchero a velo vanigliato
Un pizzico di sale

Prepariamo le pesche: priviamole del nocciolo, laviamole, asciughiamole e tagliamole a tocchetti. Sgusciamo le uova in una ciotola, aggiungiamo lo zucchero e il sale, poi sbattiamo con una frusta, molto a lungo(10 minuti). Incorporiamo la farina setacciata. Versiamo il latte a filo e il liquore, fino ad ottenere una pastella liscia fluida, ma non troppo fluida. Imburriamo una pirofila da forno del diam di 28 cm, versiamo sul fondo qualche cucchiaiata di pastella. Sistemiamo sul fondo anche i pezzetti di pesca, e versiamo la pastella rimasta in modo uniforme. Cuociamo in forno scaldato a 180°, posizionando la teglia sul ripiano centrale, per 45 minuti. Se dovesse scurirsi troppo in superficie, copriamo con della pellicola di alluminio. Serviamo il clafutis direttamente dallo stampo, dopo averlo fatto intiepidire e cosparso di zucchero a velo.

Albicocche

Il loro nome significa precoce e il colore della loro buccia è talmente particolare, da avere definito una particolare tonalità di colore arancio: l’arancio albicocca. All’acquisto il loro colore deve essere brillante e intenso, non verde, cosa che indica una maturazione non completa. Possono essere conservate in frigorifero per una settimana. Se volete consumarle anche in inverno le potete congelare, dopo averle ben lavate, asciugate, denocciolate e messe negli appositi sacchetti. Una curiosità : potete togliere il contenuto del nocciolo, farlo essiccare e ottenere l’armellina, molto simile all’estratto di mandorla amara(contiene la stessa sostanza) ottima per esaltare il sapore della mandorla nella preparazione degli amaretti, ma da usarsi nelle dosi stabilite( è velenoso); oppure preparare una confettura.

Confettura di albicocca
1 kg di albicocche
600 g di zucchero semolato

Laviamo e denoccioliamo le albicocche. Mettiamole a lessare per 20 minuti. Passiamole al setaccio a mano con i fori grossi. Rimettiamo la polpa sul fuoco, aggiungiamo lo zucchero e lasciamo cuocere a fuoco brillante, schiumando ogni tanto, fino a raggiungere la densità desiderata, che misureremo, facendo cadere un po’ di marmellata su un piattino molto freddo. Versiamo la marmellata bollente nei vasetti ermetici ben sterilizzati(basta toglierli dalla lavastoviglie quando sono ancora caldi) tappiamo e capovolgiamo. Lasciamo raffreddare fino al giorno dopo e poi capovolgiamoli, la capsula emetterà un toc se la pressiamo con il dito. Conserviamo al fresco per non più di un anno.

Ciliegie

Il fascino delle rosse è irresistibile. Alzi la mano chi non è riuscito a finirsi tutto da solo almeno un chilo di ciliegie, pensando che tutto sommato non erano molte, visto che c’erano i noccioli… vero è che una tira l’altra. Sode, rinfrescanti e, come tutti i frutti dalla polpa rossa, antiradicali liberi. Possono consumarle a piacere anche i diabetici, per il contenuto di levulosio, uno zucchero senza controindicazioni. Inoltre contengono vitamina A e C oltre a ferro, potassio, calcio, ferro, fosforo e magnesio. Infine, come se non bastasse, sono ricche di melatonina, quindi favoriscono la regolazione del sonno e fanno crescere i capelli. Io non riesco mai a conservarle, perché finiscono subito, ma se volete farlo, tenetele in frigorifero per 2 o 3 giorni. Se poi fate parte dei conservatori più accanitii, vi do un consiglio:

Ciliegie allo sciroppo

1 kg di ciliegie
250 g di zucchero
1 limone non trattato

Laviamo accuratamente i vasi e i loro tappi, asciughiamoli e mettiamoli in forno già caldo a 100° per circa 30 minuti, poi spegniamo il forno e lasciamo raffreddare. Sciacquiamo e asciughiamo il limone, peliamolo con il pelapatate, togliendo solo la parte gialla. Mettiamo la buccia ricavata in una pentola con lo zucchero e mezzo litro di acqua. Portiamo a bollore e cuociamo lo sciroppo sul fuoco dolce per 5-6 minuti, fino a che non avrà una consistenza sciropposa. Puliamo le ciliegie, eliminiamo quelle macchiate, tagliamo il picciolo, lasciandone circa 1 cm, poi suddividiamole nei vasetti. Versiamo sopra lo sciroppo, fino ad arrivare a ¾ dell’altezza, poi chiudiamo bene. Trasferiamo i vasetti in una pentola alta e ampia. Disponiamo sul fondo un telo pulito e riempiamola di acqua fredda fino a superare di almeno 4 cm i vasi. Portiamo ad ebollizione e facciamo sobbollire per 20 minuti per sterilizzare i vasetti. Lasciamoli raffreddare nell’acqua, poi mettiamoli in luogo fresco e asciutto a riposare per almeno un mese prima di consumare le ciliegie.

Meloni

Ricco di Sali minerali e vit. A(il colore dice tutto) favorisce una bella abbronzatura, rassoda la pelle e la rinforza e combatte la cellulite, grazie al contenuto di liquidi, che favorendo un buon drenaggio, assicurano l’eliminazione delle tossine. Per acquistare un melone al punto giusto della maturazione bisogna affidarsi al nostro naso: pare che lo si debba infatti annusare, ed è il profumo che ci guida nella scelta. C’è un altro trucco: nel melone maturo la calotta opposta al picciolo risulta morbida al tatto. Se comunque, una volta aperto, il frutto si rivela poco profumato, il segreto è quello ti tenerlo in frigo qualche ora, svuotato di semi e filamenti e spruzzato con del brandy. In questo caso teniamone, uno di riserva da dare ai bambini. Il melone è il re delle macedonie estive, in cucina si abbina al dolce e al salato.

Crema di burrata, melone e pomodori verdi confit

3 pomodori medi verdi
1 burrata
Mezzo melone

Mettiamo la burrata nel bicchiere del mixer e frulliamola, fino a renderla una crema, teniamo in frigorifero fino al momento di usarla. Tagliamo i pomodori a fette alte ½ cm, sistemiamoli in una tortiera e irroriamoli con un filo di olio . Cospargiamo le fette di pomodoro con origano, sale, pepe e un filo di zucchero di canna. Mettiamo in forno a 150° per un’ora. Al momento di servire sistemiamo il melone nei singoli piatti, dopo averlo pulito e tagliato a fette lunghe in verticale con un pelapatate, tanto da renderlo sottile come un velo. Sopra al melone metteremo la crema di burrata a cucchiaiate e serviremo i pomodori confit a parte.

Anguria

Se per il melone è una questione di naso, per l’anguria diventa una questione di orecchio. Mio zio Giovanni diceva che se era buona, cioè matura doveva fare toc quando la battevi con le nocche. Non so, ma gli ho sempre dato retta e devo dire che ho sbagliato poche volte. A molti risulta indigesta e vi spiego perché: data la grande percentuale di acqua, circa il 94%, se viene gustata dopo avere mangiato altri cibi più nutrienti, tende a sciogliere i succhi gastrici rendendoli meno efficaci. Il processo digestivo vieni quindi notevolmente rallentato a discapito dei valori nutrizionali che l’anguria possiede: contiene licopene, che è un antiossidante, è diuretica e disintossicante e, nonostante il gradevole sapore, quasi priva di calorie. Per l’anguria non vi do ricette, ma solo un consiglio o due: gustatela così com’è, tutti insieme e con amici, perché è un classico dei convivi estivi. Non mangiatela subito dopo il pasto e lasciatela per almeno 30 min a temperatura ambiente, una volta tolta dal frigorifero, perché il freddo rallenta ulteriormente le funzioni dello stomaco e del fegato.

Felice giornata a tutti!

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