Per amore si cambia

E’ un dato di fatto. Se ai miei tempi un bambino grassottello costituiva un’eccezione, ora costituisce la regola. Abbiamo aumentato le quantità del cibo durante i pasti? Non credo sia questo il motivo. I bambini fanno meno attività fisica? Non direi, perché i nostri figli fanno molta ginnastica a scuola e di norma seguono corsi sportivi di una o più discipline. Allora perché molti sono in sovrappeso? Avete mai sentito parlare della” sindrome del pollo da batteria “? Si tratta di una metodologia inquietante quanto insana applicata nell’allevamento dei polli per sveltirne la commercializzazione. In breve: i futuri polli vengono allevati dandogli continuamente da mangiare becchimi ad alta concentrazione di nutrienti, vengono stipati, così da non avere la possibilità di muoversi e vengono bombardati di luci e suoni. Nel giro di due mesi si ottengono polli che si avrebbero nel giro di dodici. Per i nostri bambini: la televisione costituisce la fonte di luce, il divano la gabbia in cui li stipiamo e gli snack e le merendine costituiscono il becchime, perdonate la schiettezza. Può essere una spiegazione? Sì, perché eliminati problemi di salute, quali potrebbero essere disfunzioni , non c’è altro motivo. Veniamo al “becchime”. A parte i pasti, le occasioni di nutrimento per un bambino che sta a casa sono troppe, apre la credenza e si soddisfa, ogni volta lo desideri. Lo stordimento dato da televisione computer e videogiochi fanno il resto, risultato: noia+sedentarietà+fretta (il nostro è un tempo che corre)= scarsa qualità. L’abitudine prende il sopravvento, tanto che mangia sempre e non si sente mai sazio. Sono tre le categorie di alimenti che apportano scarsa qualità al cibo, ovvero quelle che vengono considerate calorie inutili: zucchero, farine raffinate, grassi, perché riempiono ma non saziano se non vengono bilanciate con altri alimenti. Se poi un bambino arriva per sovrappeso a vergognarsi di fronte ai coetanei, non vorrà nemmeno fare attività fisica perché si sentirà osservato e il divano diventerà un abbraccio accogliente e consolatorio. E’ arrivato il momento di intervenire e non solo per una questione estetica: essere magri significa essere più sani, questo è il vero motivo su cui basare la nostra azione incisiva. Educare i nostri figli a nutrirsi correttamente non è punirli o privarli, ma significa aiutarli, ed è nostro dovere sin da quando sono piccolissimi, perchè i primi contrasti su quello che vogliono nel piatto iniziano a partire dai due anni e, più il bambino cresce, più sarà difficile sradicare certe abitudini viziate. Rimando ad un ricordo della mia infanzia. Mia sorella aveva una leggera e sottolineo leggera propensione al sovrappeso. Mia mamma, che era una donna semplice, ma forte dei suoi valori tra i quali spiccavano l’esempio e la tenerezza verso i suoi cari, osservò che mia sorella al mare si sentiva a disagio. Detto e fatto. Le case di una volte in fatto di dolciumi erano sguarnite e le nostre abbuffate di dolci molto rare, al top del gusto dolce c’era qualche torta secca, i ciambelloni, i dolci dell’Oratorio, chi non ricorda la farina di castagne da mangiare con lo stecco di liquirizia, le crema Novi(tipo nutella) e i biscotti.
La strategia di mia mamma per Patrizia fu lapidaria: abolire i dolci , anche se pochi, dalla credenza. E per amore di mia sorella fummo tutti solidali, compreso papà. Se un problema viene considerato e preso in tempo, la sua soluzione sarà meno dolorosa e se tutti i componenti della famiglia sono solidali, quasi che il problema fosse comune, diventerà naturale risolverlo.
Bilanciamo l’alimentazione dei bambini: riservando ad esempio il consumo di dolci al mattino, per un’energetica colazione, così che avranno tutto il giorno per poterli trasformare in energia.
Incentiviamo il consumo di frutta e verdura quando gli sembra di avere lo stomaco vuoto, teniamola sempre a portata di mano, già pulita e tagliata.
Eliminiamo le bibite gassate e sostituiamole con succhi di frutta, meglio non zuccherati.
Permettiamo ogni tanto la deregulation, per merende tra amici, feste, pranzi in famiglia, gustata con lentezza e attenzione ai sapori, proprio perché ne vale la pena. Mai abbuffarsi!
Facciamo in modo che abbiano interessi diversi dalla televisione e altro gioco “fisso”. Evitiamo anche noi di guardarla, se fosse necessario.
Non sono una nutrizionista e queste strategie non sono una dieta; ma prevenire è meglio che curare, si suole dire, ed è sempre vero. Mettere a dieta un bambino è molto difficile oltre che pericoloso perché si innesca la spirale negativa della privazione come proibizione, alla quale corrisponde inevitabilmente la trasgressione: fuori casa, vorrà permettersi tutto ciò che gli è negato. Questi sono i miei sono consigli, per fare in modo che i nostri figli, una volta adolescenti, non ricorrano a diete”fai da te” poiché si sentono a disagio tra i pari, favorendo l’insorgere di problemi più grandi. E il divano? Non si può eliminare il divano. Allora, sostituiamolo con l’unico vero abbraccio che i figli desiderano:  il nostro.

Felice giornata a tutti!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...