Dolce come il miele, ma il miele non è solo dolce

Se fossi un’ape sarei disorientata.  Infatti, se dovessi pensare di scegliere quel’è il fiore più bello per il miele migliore, sarei disorientata, volerei di fiore in fiore.  Si chiama millefiori il miele prodotto dalle api indecise.

Dolce, leggero e nutriente, non c’è niente di meglio che iniziare la giornata, anche e soprattutto nei periodi caldi, con del miele spalmato sul pane.  Scegliamo quello che più ci piace perché anche se differisce nel gusto non varia nella composizione:saccarosio, glucosio, fruttosio  e acqua anche fino al 90%.

L’apicoltura è un processo di lavorazione molto diffuso nel nostro paese, il miele però e spesso considerato un alimento pesante.  Invece è leggero e nutriente per tutti.  Per la presenza del fruttosio, zucchero della frutta, ha un potere dolcificante superiore a quello dello zucchero, ed è un distributore di energia a lento rilascio, mi spiego: il nostro organismo sfrutta per lungo tempo l’energia che gli dà il miele, perché prima di essere sfruttato deve essere trasformato in glucosio, la benzina dei nostri muscoli.  Per questo il miele è o consigliato a chi pratica sport come  modo naturale per compensare i deficit di zuccheri.

Il miele soddisfa tutti i gusti: acacia, delicato poco colorato, si usa molto in pasticceria;  passando poi a mieli più profumati, eucalipto, castagno, lavanda, agrumi, rosmarino ognuno con un’ alchimia diversa.  Grazie alle quantità di antibatterico, il miele si conserva per molto tempo.  I suoi nemici  possono essere l’umidità, o troppa luce o  troppo caldo.  Infatti l’umidità viene sfruttata per la fermentazione del miele che diventa idromele.  Un miele di qualità si riconosce principalmente con una degustazione, o analisi sensoriale, che per essere completa deve essere anche visiva: diffidiamo da un miele che ha subito la separazione tra la componente acquosa e quella zuccherina, da un miele eccessivamente trasparente. Prediligiamo un prodotto artigianale, locale garantito a quello industriale, giusto?! ma i mieli industriali che espongono una bella etichetta, illustrando tutte le caratteristiche e i metodi di lavorazione, tra i quali gode di grande importanza il trattamento termico, a me piacciono molto.  Infatti, la legge italiana prevede delle norme ben precise nella lavorazione del miele. Il prodotto raccolto non può subire aggiunte. Gli unici trattamenti cui il miele può essere sottoposto sono: estrazione dei favi per forza centrifuga, la decantazione, il filtraggio e la cristallizzazione guidata.  Quest’ultima è direttamente proporzionale alla concentrazione di zuccheri.  Servono infatti poche settimane di cristallizzazione per i mieli molto zuccherini: colza, edera;  ma più di un anno per miele di castagno, melata( derivato dalla linfa degli alberi), acacia, che sono ricchi di fruttosio.  Al di fuori del periodo di produzione sarebbe meglio usare mieli cristallizzati, perché i trattamenti termici usati per mantenere la trasparenza ne limitano il contenuto di nutrienti.

Quando abbiamo mal di gola il miele è un vero toccasana.  La spiegazione di questo sta nelle componenti  più piccole di questo alimento, dette anche microelementi.  I più importanti sono due flavonoidi: pinocembrin, un antibiotico resistente al colore e acido caffeico, antinfiammatorio naturale.  Il miele inoltre contiene le combinazioni conservanti di acido benzoico e formico, oltre all’enzima glucosiossidasi che libera un po’ di acqua ossigenata, altamente disinfettante.

Ho appena fatto la sfoglia…mi sono annusata le mani e ho sentito il profumo di una pasticceria al mattino.

Non c’entra niente con tutto quanto sopra scritto, ma mi piace comunicare la mia sensazione, e poi io salto di palo in frasca, fa parte del kit.

Buona giornata!

P.S.  la prossima, giustificherò la sfoglia

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