La spesa di Luglio: Sapere sempre che pesci pigliare

Sono nata in montagna. Credo sia per questo che non ho una grande dimestichezza con i prodotti ittici. E’ un classico: ogni volta che mi trovo in presenza di un banco del pesce, non so mai che pesce pigliare…ripeto a mente le regole base per la scelta, ma verba volant, come dicevano i saggi latini, meglio prendersi un biglietto dove c’è scritto tutto. Preparo il biglietto, così sarà utile spero a tutti quelli che si perdono nelle indecisioni. Lo dico anche alle mie ragazze. Se siete indecise, scrivete, scrivete , scrivete….

Se avete un pescivendolo di fiducia, il biglietto non servirà. Vi consiglierà ottimamente, e magari potrà darvi anche ottimi consigli per la preparazione dei piatti. Questo mese Ciccio consiglia:

acciuga, cefalo, dentice, nasello, orata, pesce spada, sardina, sgombro, sogliola, spigola, triglia, ricciola, granchi, scampi, cozze.

I pesci si dividono in 4 categorie: pesci di acqua salata, di acqua dolce, crostacei e mollusci e metto anche i prodotti conservati. Tutti i pesci, tranne quelli conservati, dovrebbero essere mangiati freschissimi. E’ molto semplice giudicare la freschezza di pesci interi, mentre filetti,i tranci e pezzi sono molto più difficili da giudicare. Ci aiuterà il nostro odorato: i tranci di acqua dolce profumeranno di fresco e pulito, i tranci di acqua salata profumeranno di mare; e l’occhio ne potrà valutare la consistenza: deve apparire umido e sodo. L’etichetta impressa sulla confezione, o sui cartellini dell’esposizione è un ottimo indizio , deve avere impressi:

1-data di confezionamento e scadenza
2-da consumarsi previa cottura o meno
3-nome del pesce
4-provenienza
5-se è stato pescato o se proviene da allevamenti
6- il prezzo al chilo

Pesce intero

Gli occhi del pesce devono essere sporgenti, pieni, umidi e lucenti. Evitiamo i pesci con gli occhi spenti, asciutti, avvizziti o infossati. Le branchie devono essere intatte, con un bel colore rosso brillante, mai grigiastre e senza secrezioni viscose. Il corpo deve essere sodo levigato e rigido. La pelle deve essere umida, eventuali striature naturali di colore devono essere accese. Ad esempio le triglie, notoriamente rosse, dovrebbero esser di un rosa luminoso; le trote gli sgombri dovrebbero essere iridescenti; i salmoni di un bell’argento vivo.

Molluschi e crostacei

Aragoste e granchi – Se li comperiamo vivi devono essere vivaci e grandi, se invece li acquistiamo congelati controlliamo che abbiano corazza e chele intatte.

Cozze, vongole e muscoli – Evitiamo quelli troppo sporchi, con conchiglie rotte o danneggiate. Scartiamo quelli che non si schiudono se battuti leggermente.

Capesante – Premesso che la polpa della capasanta è grigiastra e non bianca, quindi non intestardiamoci nel volere polpa bianca, ma pretendiamo che la capasanta abbia un profumo dolce e un aspetto umido e sodo.

Ostriche – Le conchiglie devono essere saldamente chiuse. Se colpite leggermente, devono riprodurre un suono pieno. Una volta erano vendute solo nei mesi con la r, per evitare il periodo caldo più favorevole alla proliferazione dei batteri. Ora sono vendute durante tutto l’arco dell’anno, grazie ai metodi più moderni di trasporto e di allevamento.

Gamberi, scampi – sono venduti cotti o crudi, con o senza il loro guscio. Da crudi devono essere sodi con il guscio di un grigio brillante. Scartiamoli senza dubbi se sono neri.

Come conservare il pesce

Il pesce è facilmente deteriorabile, per cui è opportuno consumarlo nel più breve tempo possibile. Procuriamoci una borsa termica e delle glacette per conservarlo durante il tragitto negozio-casa. Puliamolo immediatamente, togliendo le viscere e conserviamolo coperto in frigo, lontano da altri alimenti per non più di un giorno. Se intendiamo consumarlo qualche giorno dopo, congeliamolo dentro a sacchetti di polietilene, chiusi molto bene, per eliminare l’aria dalla confezione. Il tempo di conservazione dipende dal contenuto di grassi, per cui è consigliabile non tenere in congelatore: sgombro, tonno, salmone.

Buona settimana.

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Il pranzo della Domenica: Dalla padella alla brace (1)

Ogni estate arriva il momento del BBQ o barbecue. Al grido di:”Dobbiamo fare la grigliata!” tutta la famiglia si prepara a una vera e propria battaglia. Perché battaglia? Allora: è all’aperto, in terrazza o in giardino. Si scontrano due eserciti: la nostra truppa e l’avversario, pronto a combattere a suon di denti. C’è la macchina da guerra: il barbecue, che può essere più o meno sofisticata. Poi ci sono gli imprevisti: insetti, temporali; infine c’è…l’eroe. Tutte le battaglie hanno un eroe (anche due o tre), chi è il nostro? Naturale! Colui che il barbecue lo fa. Chi mette a ferro e fuoco senza paura di scottature, sudore…. niente lo spaventa. E’ il babbo. Il generale stratega, che solitamente è la mamma, osserverà che tutto proceda per il meglio e allerterà la truppa contro i pericoli del fuoco…bambini molto lontani, a parte gli scherzi.

La cottura alla griglia è antica, a regola d’arte e si può fare su:

Carbone modo più diffuso ed economico
A legna – dà ai cibi un sapore più intenso, è una cottura più difficile, ma è per i più esperti
A Gasè la macchina da guerra(si fa per dire) più sofisticata, è comoda e non sporca, si accende con un bottone
Pietra ollare – on the rocks…. molto trendy, comodamente in tavola e garantisce una cottura omogenea
Piastrain cucina, perfetta per la griglia di tutti i giorni

Dall’antipasto al dessert, perché si può grigliare tutto. Non do ricette, ma possibilità e consigl,i e soprattutto un’idea di fondo molto importante: non si prepara niente in anticipo, perché è una guerra a sorpresa(Rosita????adesso seria).

Attrezzi
pennellessa, per ungere griglia e ingredienti.
Molle,regolabili per girare gli ingredienti.
Guantone, per non scottarsi.
Paletta per girare il cibo.

CARNE

Filetti – scegliamo tra manzo e maiale , possibilmente tagliati a fette di forma regolare, alte al massimo 2cm. Avvolgiamole una per una con una fettina di pancetta, inseriamo degli aromi e leghiamole con spago da cucina, così la carne rimarrà più morbida. Per una cottura al sangue cuociamo 3 minuti per parte il manzo, 5 minuti il maiale.

Pollo – Disossiamo i petti dagli ossicini, mariniamo con succo di limone olio, e profumiamo la marinata con aglio e rosmarino. Cuoci il petto 12 minuti per parte. Se si tratta di galletti o piccoli polli, apriamoli a libro, mettiamoli tra 2 fogli di carta da forno e appiattiamoli leggermente con il batticarne, poi usiamo la stessa marinata usata con i petti di pollo. Cuociamoli 20 minuti per parte.

Hamburger – Possiamo acquistarli già fatti o farli con cappello del prete o reale. In questo caso mescoliamo la carne macinata con un po’ di cipolla, prezzemolo, salsa worcester e pepe. Cuociamo ogni hamburger di 100 g 4 minuti per lato.

Costolette – La più famosa è la squisita fiorentina, costata di manzo completa di filetto, cuoce 6 minuti per parte. Calcoliamo per il vitello 10/12 minuti. Per il maiale, che deve essere ben cotto, consideriamo 14 min per parte. Spennelliamo la carne con olio o marinatura durante la cottura, per mantenerla più morbida.

Spiedini e arrosticini – Fondamentale è usare ingredienti che abbiano la stessa consistenza, diversamente abbiamo cura di tagliare quelli meno morbidi in pezzetti più piccoli. Bagniamo gli spiedini in acqua fredda per almeno 2 ore prima di cucinarli, così non bruceranno con il calore. Possiamo alternare carne, verdura e formaggi.

I trucchi
Prima di cuocerla teniamo la carne a temperatura ambiente per almeno 2 ore, sarà più tenera. Non saliamo durante la cottura , ma solo alla fine o indurirà. Non si deve bucare la carne, perciò giriamola con la paletta. Per renderla più saporita, riposala nella marinata, a piacere, per un ora. Durante la cottura spennellala sulla carne usando un rametto di rosmarino. Attenzione particolare per le carni grasse: mariniamole nel vino bianco e alloro. Prima di cuocere la carne, ungi bene la griglia con il rosmarino intinto nell’olio. I primi minuti sistemiamo la carne vicino alla brace poi la alziamo non appena prende colore a 15 cm circa, per permettere di cuocere anche ai pezzi più grossi.

Le possibilità
Lasciamo sulla griglia per un minuto prima di finire le cotture il pane e la polenta, in questo modo li serviremo caldi e profumati.

VERDURE

Pomodori – Scegliamoli sodi e rotondi e tagliamoli a metà nel senso della larghezza. Spennelliamoli leggermente di olio e cuociamoli per circa 3/4 minuti per parte, iniziando dal lato del taglio. Se li ruotiamo otterremo un decorativo effetto e gratella. Se vogliamo grigliare i pomodori ciliegini possiamo infilarmi su spiedini, alternati ad altre verdure, ad esempio funghi champignon.

Peperoni – Tagliati a falde, cuociono in 2 minuti. Se vogliamo cuocerli interi, li giriamo dopo i primi 5 minuti, lasciamo cuocere ancora per 5 minuti e poi li infiliamo in un sacchetto del pane e lasciamo riposare per 15 minuti. La pellicina verrà via in un attimo.

Zucchine – Possiamo cuocere intere quelle più piccole, punzecchiandole con uno spiedino. Le ungiamo di olio e lasciamo cuocere, rigirandole per una volta, 8/10 minuti. Tagliamo quelle grosse nel senso della lunghezza. Saliamo le fettine tagliate e le mettiamo a riposare per mezz’ora prima di cuocerle, così si ammorbidiranno e rilasceranno tutta l’acqua di vegetazione. Asciughiamo e cuociamo ¾ minuti per lato.

MelanzaneDividiamole a metà nel senso della lunghezza e incidiamo la polpa con dei tagli a griglia. Poi le cuociamo per almeno 10/12 minuti. Cuociamo intere le melanzane piccole e tenere, dopo avere inciso la buccia(eviteremo che scoppino in cottura). Tagliamo le melanzane grandi a fette spesse 1 cm.. Salòiamo e facciamo riposare per mezz’ora prima di cuocere. Prima di metterle sulla griglia, ungiamo le fette con un filo di olio.

Cipolle e cipollotti – Il gusto a volte è pungente. Se vogliamo che siano più delicati, lasciamoli a bagno per almeno 1 ora in acqua fredda. Poi li asciughiamo. In cottura dobbiamo fissare le falde dei cipollotti con uno stecchino. Trattiamo le cipolle allo stesso modo dei pomodori, riservando qualche minuto di cottura in più.

RadicchioDobbiamo tagliarlo in spicchi o a metà, facendo attenzione e non sfogliarlo. Ungiamo le punte di olio, così non si seccheranno in cottura. Per un sapore più particolare, possiamo passare uno spicchio di aglio su ogni spicchio, oppure avvolgerlo in una fettina di pancetta. Giriamoli spesso durante la cottura, per 4 minuti in tutto.

I trucchi
Ungiamo sempre prime di cuocere e saliamo solo a fine cottura. Preferiamo verdure ricche di acqua, quelle citate e anche: zucca, indivia, lattuga romana e funghi. Possiamo marinare le verdure per mezz’ora prima di cuocerle con olio, limone, erbe aromatiche. Una valida alternativa per aggiungere sapore senza calorie è quella di ripassare sulle verdure uno spicchio di aglio.

Le possibilità
Spazzoliamo alcune patate e ricopriamole di brace. Dopo circa 45 minuti, serviamo, accompagnandole a del burro fresco a sali aromatici. Le pannocchie, sono un’ idea in più. Gustiamole dopo averle cotte per 12 minuti, rigirandole, accompagnate con burro, sale e pepe.

Nella prossima puntata: pesce, salse, e frutta.

Buon fine settimana a tutti.

Il buon bere

 

 

Bere molto quando fa caldo e’ importantissimo per la salute di grandi e piccoli, se infatti l’acqua corporea scende del 2-3% rispetto alla quantità necessaria, accusiamo immediatamente una sensazione di fatica e in presenza di forte disidratazione si rischia davvero la vita. Il caldo favorisce la perdita dei liquidi, liquidi che vanno reintrodotti, per riportare ai livelli corretti acqua e sali. Scegliere di bere tanto e bere bene, significa andare contro alle esigenze del nostro organismo nella maniera migliore. Vediamo caso per caso le alternative per placare l’arsura alle quali io darò un voto da 1 a 10, così che risulterà immediato scegliere quella ottimale.

Acqua: la migliore 10/10

E’ perfetta! Non dà calorie, disseta, idrata, reintegra i sali. Spesso la scelta delle acque minerali o delle acque del rubinetto è solo una questione di gusto. Dove l’acqua del rubinetto è fresca e controllata non ci sono motivi per evitarne il consumo. In estate è meglio orientarsi su acque minerali ricche di sali( residuo fisso attorno a 500mg). L’acqua gassata non fa male, va detto che tende a dissetare maggiormente per l’effetto anestetico che il gas esercita sulle mucose del palato. Approfittiamo dell’Estate per imparare a bere molta acqua , noteremo subito i benefici e proseguiremo.

Acqua aromatizzata 9/10

Va fatta una considerazione: l’unica pecca della sana acqua è il gusto, infatti esce sconfitta nei confronti delle cosidette acque aromatizzate: thè, infusi alle erbe, cocktail analcolici. Dopo aver accertato l’assenza di zucchero, possiamo sostituirle all’acqua. Il sapore delicato e il colore invitante sono una buona alternativa.

Latte 7/10

Anch’esso è un liquido. A parte i principi nutritivi senza eguali, è dissetante. Ma va ben dosato perché: 1 litro di latte dà 640 calorie e fornisce più o meno i grassi e le proteine di una fetta di carne. Inoltre non si può considerare un alimento liquido se pensiamo, che una volta ingerito, innesca gli stessi meccanismi digestivi che usiamo per digerire cibi solidi. Quindi ottimo un bel bicchiere di latte come spuntino, mai durante i pasti, perché non è un modo per togliere la sete.

Tè freddo 5/10

Molto di moda, piace tantissimo ai giovani. Ma basta leggere l’etichetta per capire che di vero tè ce n’è molto poco. Il più delle volte si parla di estratto di tè, bevanda al tè. Le aggiunte sono: coloranti, acido citrico e tanto, troppo zucchero. Molto meglio allora fare del buon tè in casa, scegliendo tra le varie tipologie di deteinati e aggiungendo pochissimo zucchero. Il voto cambia: 8/10.

Vitaminizzate 4/10

Nate sull’onda dei benefici dell’integrazione alimentare, integratori idrosalini e bevande multivitaminiche fanno molto”sportivissimo”. Conosco persone che si allenano da pazzi bevendo solo acqua e altre che fanno 20 minuti di palestra e bevono 3 bottiglie di idrosalino. Attenzione: nemmeno Nadal lo fa. Se l’eccesso di vitamine tipo la C e le altre idrosolubili vengono eliminate con le urine, le liposolubili si accumulano nell’organismo e creano danni, mentre l’eccesso di sali mette i reni e il cuore sottosforzo ulteriore. Il modo migliore per integrare vitamine e sali è quello di mangiare frutta e verdura, senza ricorrere a integrazioni, che è molto difficile tenere sotto controllo.

Bevande alcoliche 0/10

Non sarebbero nemmeno da considerare, ma le menziono perché molti pensano che vino e birra dissetino. Allora: oltre a far perdere la prontezza di riflessi, forniscono molte calorie, che vanno a finire tutte sulle cosidette”maniglie”, sia per gli uomini che per le donne. Inoltre alzano la temperatura corporea e stimolano la sudorazione, facendo inevitabilmente aumentare la sensazione di sete. Last but not least: per digerire 1 bicchiere di vino servono 100 ml di acqua, che viene tolta dal nostro patrimonio corporeo di liquidi. In pratica, lo ripeto, la sete aumenta anziché diminuire.

Succhi e centrifugati di frutta 8/10

L’ideona dell’estate potrebbe essere, se non l’avete già fatto, l’acquisto di una centrifuga. Infatti per deliziare il nostro gusto è buona norma alternare all’acqua, succhi di frutta, spremute e centrifugati, ricchi di vitamine e di una modesta quantità di zucchero fruttosio, che permette di mantenere la giusta carica di energia. Scegliamo frutta di colore diverso, alterniamola o uniamola: arancio=vitA, rossa= vitC, verde=vitE. Ottimo sarebbe berli leggermente tiepidi, perché dissetano di più, freddi vanno comunque bene, ma mai ghiacciati. Meravigliosi per i nostri piccolini, parlo dei piccoli durante lo svezzamento. Se avete scelto di iniziare più tardi possibile l’introduzione di alimenti solidi, provate comunque ad offrire qualche cucchiaino di centrifugato di frutta: ottimo!

Centrifugati di verdura 9/10

Non sono molto diffusi, capisco che sono impegnativi dal punto di vista del gusto. Ma sono un vero toccasana per integrare Sali e vitamine e se andiamo per gradi, ce la facciamo. Io stessa ho inziato dalla carota, poi sono passata al sedano, alla zucchina, al cetriolo e infine peperone. Ottimo l’abbinamento frutta e verdura. Il succo di pomodoro che era un must degli anni 70, ora è un elegante vintage, anche al bar.

Raccomando per quanto riguarda i centrifugati e i succhi fai da te, di consumarli all’istante, o le vitamine si disperderanno per effetto della luce e dell’aria. Se non possiamo consumarli subito, conserviamoli in frigorifero, in un contenitore chiuso e opaco.

Un grazie a chi mi leggerà e buona giornata.

La spesa di luglio: Hit-Parade

Entrano: cime di rapa, melanzana, peperone, anguria, albicocca, limone, susina

Escono: aglio fresco, asparagi, carote, piselli

Stazionari: cetriolo, cipolla, fagiolino, patata, ravanello, sedano, zucchina, ananas, banana, fragola, ciliegia, melone pesca

Quella tonda o quella lunga?

Si tratta della melanzana, chi non l’ha capito? Ortaggio della famiglia delle solanacee, parente stretta del pomodoro. Cambia spesso per forma, tonalità del colore viola e varietà. Per rispondere alla domanda iniziale: si dice che quella tonda è più dolce e ideale ripiena o alla griglia, mentre quella lunga, leggermente più piccante e adatta a sughi e salse E’ stata importata in Europa da Cina e India, inizialmente senza successo; oggi è invece molto apprezzata in cucina. Si acquista se ha la buccia liscia e brillante, senza ammaccature, con una consistenza soda ed elastica. Si conserva nel reparto frutta e verdura del frigorifero per quattro giorni circa, si presta ad essere congelata e conservata sotto olio. La melanzana, grazie ad un alto contenuto di acqua stimola la depurazione dell’organismo: fegato, reni, pancreas e intestino beneficano delle sostanze contenute nella buccia, che contribuiscono inoltre all’abbassamento del colesterolo. Contiene solo 18 calorie ogni 100 grammi, è ricca di vitamine in particolare A e C e di Sali minerali, fosforo calcio e potassio. Dicevo che è molto apprezzata in cucina, con un unico inconveniente: assorbe molto l’olio, per cui cerchiamo di non eccedere con gli intingoli e asciughiamo molto bene le fritture. Le varietà coltivate negli orti a volte hanno un sapore un po’ amaro. In questo caso, le affettiamo, le saliamo con del sale grosso e le lasciamo riposare dentro un colapasta per 1 ora. Poi le laviamo, le asciughiamo prima di cucinarle. Possiamo pelarle, se la ricetta lo richiede, perché a volta la buccia risulta dura; possiamo affettarle in verticale o in orizzontale.

Mini parmigiana

Per 4 persone

2 melanzane tonde
2 mozzarelle di bufala
300 g di sugo di pomodoro
4 cucchiai di pane grattato
100 g di ricotta dura
1 spicchio di aglio
Origano, sale e pepe
Foglie di basilico

Tostiamo il pane grattugiato in una padellina antiaderente leggermente unta di olio. Sgoccioliamo le mozzarelle, le asciughiamo con della carta assorbente, le affettiamo in senso orizzontale e le sistemiamo in un colino per eliminare l’acqua residua di vegetazione. Condiamo la salsa di pomodoro con sale pepe origano e 2 cucchiai di olio di oliva. Laviamo e asciughiamo le melanzane e tagliamole a fette di circa ½ cm di spessore in senso orizzontale. Scaldiamo ½ dito di olio con l’aglio in una larga padella, e non appena è caldo aggiungiamo le fette di melanzana, cuocendole per circa 5/6 min. Poi le mettiamo da parte tra fogli di carta da cucina per assorbire l’olio in eccesso. A questo punto stratifichiamo: melanzana, salsa di pomodoro(a piacere), mozzarella, pane grattato. Continuiamo con uno strato ancora e terminiamo con: pane grattato . Cuociamo in forno già caldo a 180 ° nella tortiera unta di olio, per 20 min. circa. Per servire sistemiamo in un piatto e cospargiamo con ricotta dura tagliata e fettine sottilissime con un pelapatate, una foglia di basilico e un filo di olio crudo.

Pasta alla Norma

Questo è un grande classico della cucina Catanese. L’aneddoto che ne spiega il nome è molto carino. Si racconta che davanti a un piatto di pasta servito in casa di amici il noto commediografo siciliano Nino Martoglio, si complimentò con la sua ospite esclamando:”Signura, chista è ‘na vera Norma”. Evidentemente era stato conquistato dal connubio di sapori sopraffini, tanto da paragonare il piatto, alla famosa opera del grande musicista Vincenzo Bellini, anch’egli catanese.

Per 4 persone

350 g di pasta tipo penne
1 melanzana tonda, o 2 melanzane lunghe(circa 400g)
8 pomodori di tipo ramage
Olio di oliva
Foglie di basilico
1 spicchio di aglio
Sale, pepe
Ricotta dura

Tagliamo le melanzane a fettine rotonde dello spessore di 2 o 3 mm. Sistemiamole a strati in un colapasta, cospargendole di sale grosso; sopra dobbiamo appoggiare un piatto con il batticarne appoggiato, per fare peso e lasciamole così per un’ora, così che avranno rilasciato tutta l’acqua amarognola. Prepariamo una salsa classica di pomodoro( ricetta sul Blog), avendo l’accortezza di mettere alla fine il basilico(possiamo prepararla anche con una passata di pomodoro già pronta). Friggiamo le melanzane, dopo averle lavate, sciacquate e asciugate molto bene, in un dito di olio di oliva per 5/6 min.. Sistemiamo le melanzane su un largo piatto coperto con carta assorbente e regoliamole di sale, poi le teniamo da parte al caldo( evitando di coprirle ). Lessiamo la pasta, scaldiamo la salsa di pomodoro, uniamo la pasta scolata ben al dente e mescoliamo molto bene. Aggiungiamo fuori dal fuoco le melanzane fritte e la ricotta salata tritata con una grattugia a fori grossi e senza mescolare di nuovo, serviamo ben caldo nei singoli piatti.

Involtini di pesce e melanzana su crema di patate e bottarga

Per 4 persone
2 melanzane lunghe
8 filetti di sogliola o di orata
1 spicchio di aglio
3 patate medie
Olio extravergine di oliva
2 rametti di timo
Sale e pepe

Tagliamo le melanzane a fette sottilissime, con l’aiuto di una mandolina affettaverdure. Mettiamole in un colapasta e cospargiamole di sale grosso. Lasciamole per 30 minuti poi le sciacquiamo e le tamponiamo con della carta da cucina. Mettiamo a lessare le patate in brodo vegetale, poi le scoliamo e le passiamo al mixer assieme a due cucchiai di olio di oliva e, brodo vegetale, tanto quanto basta ad ottenere una crema morbida che metteremo da parte. Prepariamo gli involtini: appoggiamo su ogni fetta di melanzana un filetto di sogliola condiamo di pepe e timo e chiudiamo con l’aiuto di uno stecchino. Versiamo in una pirofila da forno 3 cucchiai di olio di oliva , lo spicchio di aglio tagliato a pezzetti e adagiamo all’interno gli involtini; regoliamo di sale e inforniamo a 180° per 20 min. Una volta cotti serviamoli in piatti singoli, nappati di crema di patate cosparsa con la bottarga su cui adageremo l’involtino.

Melanzane con crema di ricotta e noci

4 grosse melanzane
200 g di ricotta fresca
100 g di ricotta stagionata grattugiata
1 spicchio di aglio
50 g di gherigli di noce
1 uovo
Olio extravergine di oliva
Sale

Puliamo le melanzane e ne togliamo la polpa, facendo attenzione a non romperle. Disponiamo le melanzane svuotate sulla placca del forno, irroriamo con un filo di olio e cuociamo a 160 ° per 20 minuti, poi lasciamo raffreddare. Facciamo scaldare 2/3 cucchiai di olio di oliva con l’aglio e uniamo la polpa della melanzane spezzettata, portiamo a cottura(deve diventare morbida) poi togliamo dal fuoco e lasciamo da parte. Prepariamo il ripieno: mettiamo in una terrina i due tipi di ricotta, incorporiamo l’uovo, i gherigli di noce tritati grossolanamente, aggiungiamo la polpa di melanzana e mescoliamo per amalgamare. Distribuiamo il composto nelle melanzane svuotate e cuociamo a 200° per 20 minuti. Serviamo tiepide.

Crocchelle

2 melanzane tonde
150 g di mollica di pane
Brodo vegetale
Sale, pepe
100 g di parmigiano grattugiato
1 uovo sbattuto
Farina bianca, quella che basta
Pane grattato, quello che basta

Ammolliamo la mollica del pane con il brodo vegetale scaldato. Scaviamo le melanzane e togliamo bene la polpa, useremo la buccia per altre preparazioni. Lessiamo la polpa in 3/ 4 dita di brodo vegetale a cui avremo aggiunto aglio pelato e un mazzetto di origano fresco. Lessiamo fino a che la polpa non sarà morbida, poi scoliamo e lasciamo da parte. In una terrina mettiamo il pane ben strizzato con le mani, la polpa delle melanzane, l’aglio lessato con la polpa e un po’ di origano, aggiungiamo anche il parmigiano e impastiamo. Se l’impasto delle crocchelle dovesse risultare troppo morbido aggiungiamo del pane grattugiato. Mettiamo a raffreddare in frigorifero per almeno una mezz’ora. Poi scaldiamo dell’olio di semi, e mentre raggiunge la temperatura prepariamo le crocchelle. Preleviamo un cucchiaio di impasto, lo modelliamo rotondo con le mani, lo passiamo nella farina bianca, poi nell’uovo battuto, poi nel pane grattato e friggiamo la crocchella fino a doratura. Appoggiamo sulla carta per fritti giusto il tempo che basta a colare l’olio in eccesso, poi serviamo ben calde, su un piatto riempito di insalatina.

Credo di avervi dato qualche idea. Felice giornata a tutti!