La spesa di Settembre – Tempo di uva: dolcezza ed ebrezza

Autori del calibro di Virgilio o D’Annunzio l’hanno celebrata nei loro versi e nei caravaggeschi cesti di frutta non manca mai.  All’ uva sono collegati molteplici significati : abbondanza, basta solo vedere la sua bella conformazione a grappolo che pare che non finisca mai;  generosità: dall’uva si ricavano il vino, le grappe i distillati,  l’uva passa, i succhi, le marmellate e per ultimo l’olio di vinacciolo(ricavato dai semi), molto amato in cucina.  Della vite (vitis  vinifera) esistono oltre sessanta specie alcune delle quali sono definite “americane”. Tra le varietà più amate si possono ricordare: la Regina, L’Italia (detta anche Ideal), la Cardinal, la Pizzuttella e la Moscato.   A seconda della destinazione, l’uva si distingue in uva da vino e uva da tavola; con  colori che spaziano dal giallo al verde, dal viola al nero, dal rosato al rosso.  L’uva da tavola è caratterizzata da buccia sottile,  polpa compatta e la presenza di pochi semi all’interno degli acini; quella da vino presenta invece polpa più tenera e succosa.  Il  periodo di fruttificazione inizia a Luglio e si protrae durante tutto l’inverno, perché il suo habitat detto anche ”zona della vite”, si spinge più a Nord rispetto a quello degli agrumi e dell’ulivo in quanto è dotata di buona resistenza al freddo.   l’Italia detiene il primato assoluto della produzione, seguita da Cile e California a cui dobbiamo la presenza dell’uva fuori stagione.

La salute in un chicco

Energetica, disintossicante,  rimineralizzante, diuretica, depurativa e lassativa, quindi perfetta.   Senza dubbio è molto ricca di zuccheri soprattutto fruttosio e glucosio(chiamato infatti zucchero d’uva), mediamente calorica(80 calorie per 100 grammi), ma molto digeribile.  Ottimo il contenuto di sali minerali, ferro, calcio, fosforo e potassio e di vitamine: A, B1, B2,C, concentrati soprattutto nella buccia.  Da ricordare infine le proprietà antiossidanti contenute nei semi, ben venti volte più potenti di quelle della vitamina E o C.  L’uva è molto completa dal punto nutrizionale,  non è un paradosso affermare che potremmo nutrirci di pane e uva per un tempo anche prolungato senza alcun problema, così come facevano i nostri nonni d’Estate.  Eclettica in cucina, anche se viene usata particolarmente nelle preparazione dolci, è molto adatta per esaltare il gusto di  carni e formaggi.

Uva bon bon

Per 4 persone
80 g di noci tritate grossolanamente
50 g di mascarpone
100 g di gorgonzola morbido
1 grappolo di uva bianca

Tritiamo grossolanamente le noci. Mescoliamo il gorgonzola e il mascarpone fino ad ottenere una crema.  Sgraniamo l’uva, laviamo e asciughiamo gli acini,  li tagliamo a metà, li farciamo con la crema e li ricomponiamo.  Infine li passiamo nel trito di noci e li sistemiamo in pirottini di carta.

Filetto di maiale all’uva mista

Per 6 persone

1,2 kg di filetto di maiale
4 spicchi di aglio grandi
Un bicchiere di vino bianco
50 gr di prosciutto crudo di Parma
200 g di acini di uva bianca
200 g di uva rosata
3 rametti di rosmarino
2 foglie di alloro
Olio evo
sale grosso, pepe nero

Condiamo il filetto con il sale grosso il pepe e le foglie di un rametto di  rosmarino tagliate piccolissime con le forbici.  Scaldiamo tre cucchiai di olio in una padella e rosoliamoci la carne su tutti i lati, bagniamo con il  vino bianco e lasciamo evaporare.   Mettiamo il filetto rosolato in una teglia da forno assieme al  fondo di rosolatura, aggiungiamo l’alloro  il rosmarino rimasto e metà uva.  Proseguiamo la cottura in forno per 35 minuti a 160°, se necessario aggiungere del brodo.  Togliamo il filetto dalla teglia e avvolgiamolo nell’ alluminio per tenerlo caldo.  Nel frattempo prepariamo la salsa: filtriamo il fondo in  una casseruola,  aggiungiamo il prosciutto crudo tagliato a pezzi piccoli e lo facciamo rosolare, uniamo l’uva rimasta e proseguiamo la cottura per 5 minuti.  Tagliamo il filetto a fette spesse e lo serviamo irrorato con la salsa e gli acini di uva.

Schiacciata con l’uva nera

Per 6 persone

420 g di farina 0
10 g di lievito di birra fresco o altrettanto secco
800 g di uva nera da vino
300 g di zucchero
Olio extravergine di oliva
Burro
Sale

Stemperiamo il lievito in un bicchiere di acqua.  Setacciamo 400 g di farina dentro ad una ciotola grande, facciamo la fontana e versiamo al centro il lievito stemperato, 80 g di zucchero, 4 cucchiai di olio e un pizzico di sale.  Lavoriamo rimescolando dentro la ciotola, poi rovesciamo l’impasto sul piano di lavoro e impastiamo fino ad ottenere una palla che rimetteremo nella ciotola.  Copriamo l’impasto con pellicola e facciamo lievitare a temperatura ambiente, fino al raddoppio del volume, circa 2 ore.  Nel frattempo laviamo l’uva, la asciughiamo e stacchiamo gli acini.  Riprendiamo l’impasto e lo dividiamo in due parti, una delle quali deve essere più grande.  Prendiamo la parte più grande e la stendiamo con le mani in una teglia rettangolare a bordi alti leggermente unta di olio, facendola aderire molto bene.  Distribuiamo metà degli acini, spolverizziamo con 3 cucchiai di zucchero e condiamo con un filo di olio.  Stendiamo la parte più piccola sul piano di lavoro e la adagiamo sull’altra base farcita sigillando bene le giunture.  Decoriamo con l’uva rimasta, spolverizziamo con lo zucchero e condiamo con poco olio.  Mettiamo in forno preriscaldato a 180° e facciamo cuocere per 1 ora circa. Una volta cotta, la mettiamo a raffreddare su una gratella.  Serviamo tiepida o fredda tagliata a quadrotti.

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