Le verdure parlano per noi

tarassaco

Siamo alla D, con il Dente di Leone, nome comune del tarassaco officinale,  erba perenne spontanea. E’ forse la più diffusa tra le erbe selvatiche  che si raccolgono in Primavera:  ne sono pieni i giardini,  i parchi, i prati in collina e in montagna, perfino i cigli delle strade cittadine; fa un bel fiore giallo intenso, commestibile e un’infiorescenza che i bambini amano soffiare per farla volare.  Nel mio linguaggio segreto delle verdure rappresenta, se offerto  ricevuto o cucinato, la sincerità e le sue varie accezioni, che molto ha di attinente: è scomodo da raccogliere- bisogna stare chini, usare un coltellino, cercare di recidere nel punto giusto per non strappare o non crescerebbe più- cosi come sono scomode da raccogliere le verità. A volte è prezioso a volte è buttato come le parole sincere di un amico; è spontaneo così com’è la franchezza; è forte a tutte le intemperie come l’onestà. Quindi, da tutto ciò, ben si comprende come il dente di leone non solo è un medicamento portentoso per il corpo curando fegato, reni, stomaco e ossa, ma ci darà quel piccolo, piccolissimo slancio che ci manca per dire tutta la verità, o quelle poche, pochissime gocce di sangue freddo in più per essere pronti  a sentirla. Abusiamone!

Tagliatelle di castagne al pesto di dente di leone e nocciole

tagliatelle alle castagne

Interessante, è un pesto strano che va scaldato. L’ideale sarebbe avere del tarassaco appena colto, perchè in questo caso non sarebbe necessario prelessarlo, e il pesto risulterebbe essere oltremodo saporito.   La mia è una prova tramutata in ricetta Siete comunque liberi, anzi vi invito, a lavorare sulla tavolozza degli ingredienti o sulla tela d’esecuzione. Il paragone con l’arte pittorica mi viene spontaneo, abbiate pazienza. Il colore in cucina è importante e costituisce spesso un valido aiuto nella scoperta di nuovi accostamenti. Infatti mi capita che per raggiungere il cromatismo desiderato aggiungo un nuovo ingrediente,che poi risulta essere ben accostato sia dal punto di vista del colore che del gusto.

Per 4 persone

Per le tagliatelle

280 g di farina 00

120 g di farina di castagne

3 uova

Per il pesto di tarassaco

100 g di tarassaco prelessato

60 g di nocciole tostate

80 g di parmigiano grattugiato

1 spicchio di aglio schiacciato

40 g di burro

4 cucchiai di olio di oliva

Sale, pepe

Acqua di cottura q.b

Formiamo la fontana con le farine e sgusciamo  al centro le uova. Con l’aiuto di una forchetta sbattiamo leggermente le uova cercando di amalgamare più farina possibile. Iniziamo quindi ad impastare, fino a formare un impasto liscio che lasceremo riposare avvolto ben stretto con pellicola in frigorifero per almeno 30 minuti. Con il mattarello infarinato iniziamo a tirare la pasta sul piano fino a formare un rettangolo spesso circa 1 mm. Lasciamo asciugare 20 minuti. Pieghiamo la pasta avvolgendola e formando una striscia larga circa 8 mm, poi con l’aiuto di un coltello tagliamo delle strisce che apriremo e metteremo su un vassoio coperto con carta da forno cosparsa di farina. Mentre l’acqua per la pasta arriva ad ebollizione prepariamo il pesto di tarassaco. Tagliamo il tarassaco incorporando l’aglio e uniamo anche le nocciole. Scaldiamo olio e burro e rosoliamo il pesto per 2 minuti a fuoco vivace. Regoliamo di sale e pepe e teniamo da parte. In una zuppiera mettiamo il grana e versiamo acqua di cottura per formare con la forchetta una cremina. Lessiamo la pasta per circa 8 minuti, la scoliamo e la ripassiamo nel pesto, poi versiamo nella zuppiera e amalgamiamo con la crema di grana. Serviamo immediatamente.

Un appunto: il dizionario non segue un elenco riferito alle stagionalità, ma un ordine alfabetico. Spesso non mi sarà possibile, credo, reperire alcune verdure. Il caso ha voluto che avessi del dente di leone congelato.

Buona giornata!

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