Mescolando ricordi: la frittura di latte

Tra gli scaffali del supermercato un mio caro amico mi ha detto:-sai, mi piacerebbe molto la frittura di latte, mangiarla ancora, non l’ho più fatto da quando non c’è più la mia mamma…-. Stupita, colpita, intenerita, senza riserve. Gli ho chiesto di pazientare e ora la frittura di latte è arrivata, per lui è per molti che se la ricordano. Un dolce della memoria, facile da eseguire, fatto con ingredienti poveri, ma sempre disponibili: uova, latte, zucchero, farina, pane grattugiato. Tra i grandi pregi della cucina c’è quello di aiutare, che dico, ricostruire, ridare forma ai sapori, corroborare il ricordo dei gesti amati di chi non è più con noi. Mi succede molto spesso, quando cucino i piatti preferiti da mio padre, di arrivare addirittura a parlargli: mescolo il risotto con gli asparagi e penso a quanto l’avrei fatto felice; mi ricordo di quando me lo allargava nel piatto –così si raffredda prima-, mi diceva, e io gongolavo sulla seggiola, pronta a buttargli le braccia al collo.  Oggi come ieri, uguale; quante volte ho ripetuto lo stesso gesto per le mie figlie piccole con la  coazione a ripetere positiva della tenerezza. I piatti del ricordo sono un dono, sia per la cucina dei grandi cuochi, che per quella delle nostre case , le mettono sullo stesso piano, perché ne sono il fondamento. Non c’è mai lo spettacolo dell’alta cucina nei piatti delle mamme, ma solo cura e nutrimento, e il regalo di una dolce, infinita carezza. Mio caro amico, spero di averti accontentato.

frittura di latte

400 g di latte intero, la buccia grattugiata di ½ limone, 100 g di zucchero semolato, 100 g di uova sgusciate pesate, 100 g di semolino, 20 g di farina00, 1 g di sale, 30 g di burro, arancia candita(facoltativa).

Per ultimare: albume sbattuto, pane grattato, olio di semi di arachide.

Mettiamo in un pentolino il latte con la buccia del limone portiamo ad ebollizione poi spegniamo, copriamo e lasciamo in infusione per 10 minuti.  Prepariamo nel frattempo una crema con la farina di semolino lo zucchero, il sale e le uova, mescolando fino a farla diventare liscia. La stemperiamo con il latte filtrato e la cuociamo fino a che non si addensa e diventa simile ad una polenta. A questo punto togliamola dal fuoco aggiungiamo il burro, mescolando fino a completo assorbimento; aggiungiamo anche i canditi, se previsti.

Proteggiamo la teglia rettangolare con pellicola e versiamo la crema livellandola. Una volta raffreddata(possiamo tenerla in frigorifero coperta), la tagliamo a rombi e la passiamo prima nell’albume leggermente battuto, poi nel pane pressando bene. Friggiamo i rombi in olio caldo e appoggiamoli su carta da cucina. Serviamo tiepidi  cosparsi con zucchero a velo.

A voi tutti una buona Domenica.

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