Come fare il gelato e altre “ghiacce” delizie

Molti aspetti ci rendono umanamente simili e oggi ne ricordo uno in particolare. Siamo in Estate, il romantico solstizio ce l’ha ufficializzato. Tra breve avranno inizio le meritate ferie. Giunti nei nostri luoghi agognati, dopo aver preso visione degli spazi e impattato coi modi bruschi o meno di chi ci ha accolti, avremo un grande, condiviso  desiderio, una comune via maestra da percorrere: quella verso la gelateria. Mari laghi monti fiumi, boschi valli spiagge; cinque quattro tre due una stelle; un mese una settimana un giorno una passeggiata, ci balena la stessa idea: mangiamo un gelato? tutti d’accordo, grandi e piccini; il gelato piace a tutti e ci porta a vibrare all’unisono. Da qui, o meglio dire da lì, si formeranno pluralistiche e divergenti correnti di pensiero: quella dei vellutati e carezzevoli gelati “pannosi”, quella dei magri e sportivi gelati di frutta o sorbetti, e infine la corrente del ghiaccio estremo: quella dei seguaci della granita o del ghiacciolo. Che poi, quasi obtorto collo, irretiti dai colori entusiasmanti, dalle variegate consistenze, dalla canicola insopportabile, s’abbia a variare filosofia, non fa che confermare la possibilità odierna di una scelta sempre più varia e ampia. Ci sono gelati dai gusti insoliti, dalle cromie esasperate o sobriamente eleganti; gelati grassi, magri, magrissimi, ultra-dietetici e per gli intolleranti… Quanto ghiaccio, perdonatemi, quanta acqua è passata sotto i ponti, da quando la mia pallina di gelato al pistacchio, di un verde semaforico, costava 25 lire; da quando i gusti erano due o tre, quattro era vero lusso e cinque…non credo fossero  contemplati.
Ma veniamo ai contenuti. Subito una precisazione: fare gelati in casa non è facile. La vostra domanda nasce spontanea: ” perché dunque farli, con tutto il ben di Dio messo a disposizione da aziende o da magici gelatai?”. Per la stessa ragione per cui tentiamo un infido sufflè, i fagioli con le cotiche o il nocino: trasformare l’ordinario in straordinario, la quotidianità in sorpresa. Ma se, in cuor vostro, già sapete che il nocino vi verrà perfetto, che i fagioli con le cotiche manderanno alle stelle(metaforicamente, si intende) il coniuge perplesso e che il sufflè, alle stelle, innalzerà la vostra autostima, per il gelato sarà diverso: mai otterrete il gelato come in gelateria. Sarà buono, molto buono, genuino e sicuramente incantevole, con i coni e le bandierine. Non è colpa vostra, o mia. A parte gli ingredienti, che le magie hanno i loro bravi trucchi, molto dipenderà dagli strumenti, dalla piccole macchine casalinghe che saremo costretti ad usare. Il mio consiglio è quello di provare, altrimenti rischierei l’incoerenza. Anche se non avete la gelatiera, se sarete assaliti da dubbi e travolti dai soliti ” non è come…”, non perdetevi d’animo. I vostri gelati di casa e le altre “ghiacce” delizie saranno sempre e assolutamente molto graditi.

Granita di caffè con panna

granita di caffè con panna

200 g di caffè ristretto, 100 g di zucchero, panna montata zuccherata

Sciogliere nel caffè bollente lo zucchero e  mescolare. Far raffreddare la miscela e mettere in freezer. Ad intervalli di mezz’ora ciascuno, togliamo  dal freezer e mescoliamo. fino a raggiungere la densità desiderata. Al momento della preparazione montare la panna e zuccherarla a piacere. Sistemare la granita in piccole bicchieri e ricoprirla di panna.

Gelato alla crema casalingogelato alla crema

400 g di latte fresco intero, 100 g di panna, 6 tuorli, 125 g di zucchero, 25 g di latte condensato, 25 g di glucosio (ora si trova anche nei supermercati ben forniti, nella peggiore delle ipotesi corrompete il vostro gelataio…), 2,5 g di maizena o di farina di carrube(la trovate nei negozi di alimenti biologici)

Portiamo il latte, il glucosio e il latte condensato quasi a bollire e lo versiamo a filo sui tuorli montati brevemente con lo zucchero. Riportiamo sul fuoco e mescoliamo fino a quando la crema non velerà il cucchiaio. Aggiungiamo la panna e la maizena, mescoliamo e versiamo in una ciotola molto fredda. Amalgamiamo la crema per 2 minuti con un mixer ad immersione e una volta raffreddata completamente la mettiamo in frigorifero per almeno 12 ore. La mettiamo nella gelatiera e la lasciamo mantecare secondo le istruzioni. Se non avessimo la gelatiera: dopo il riposo in frigorifero trasferiamo la crema in freezer. Ad intervalli regolari di 30 minuti ciascuno la togliamo e la mescoliamo con buona energia. Il gelato è pronto quando è compatto ma non ghiacciato.

Sorbetto di pesca nettarina

sorbetto di pesca nettarina

250 g di succo di frutta alla pesca, 400 g di polpa di pesca nettarina lavata ma non sbucciata, 33 g di glucosio,1/2 limone spremuto

Mescoliamo la polpa al succo di frutta e aggiungiamo il glucosio e il succo di limone. Mescoliamo e facciamo scaldare quasi fino all’ebollizione. Vuotiamo il composto in una ciotola e raffreddiamo rapidamente inserendo la ciotola in  acqua ghiacciata. Mettiamo in frigorifero per almeno 6 o 7 ore. Trasferiamo nel freezer, e a intervalli di mezz’ora ciascuno togliamo dal freezer e mescoliamo. Il sorbetto sarà pronto quando otterrà la densità desiderata.

Un appunto: se siete interessati a notizie storiche sul gelato, in internet c’è molto. Nel mio piccolo posso consigliarvi di sbirciare in ” Freddo freddissimo, anzi gelato”, sempre presso Mamma, che buono!
Grazie di leggermi.

Annunci

3 thoughts on “Come fare il gelato e altre “ghiacce” delizie

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...