I come indivia: delusione d’amore

E’ diffusa la delusione, tanto quanto sono diffuse le aspettative, ed è strettamente proporzionale ad esse: quanto più sono alte, tanto più è forte.  Sì può essere delusi da un libro o da un film, da una vacanza, da un’amicizia; delusi da pochi, da molti, da sé stessi-capita più spesso di quanto si pensi- delusi dal nostro amore. La delusione da parte dell’amato bene echeggia l’illusione, ne è rima perfetta ed è amara quanto di sovente inaspettata. Per questo ho pensato che le tre indivie: belga, scarola, riccia, possano essere il tramite vegetale per esternarla.
Do per scontato che per confessare la propria delusione, piccola o immensa che sia, possediamo un’arma vincente, anzi, non mi piace definirla arma, preferisco considerarlo una sorta bacchetta magica che spesso giace chiusa in un cassetto con doppia mandata: il dialogo. Ma se la chiave è introvabile e per il deluso è difficile parlare, colui o colei che stanno deludendo facciano buon uso della memoria. Se ieri hanno gustato delle indivie belghe gratinate e oggi stanno per tagliare la pizza di scarola, si fermino un momento, indugino sul taglio e pensino.

Pizza di scarola e caciotta

pizza con le scarole

Occorrenti: ciotola,forchetta, padella
ingredienti per la pasta: 500 g di farina 0, 1/2 cubetto di lievito di birra, 1 cucchiaino di zucchero, 1 cucchiaino da tè di sale, 40 g di burro, 60 g di olio di oliva extravergine, 125 g di latte, 125 g di acqua
Ingredienti per il ripieno: 1 cespo grande di indivia scarola, 4 cucchiai di olio di oliva, 6 filetti di acciuga, 2 spicchi di aglio, 3 cucchiai di olive, 2 cucchiai di capperi, 80 g di caciotta
grado di difficoltà: medio
tempo di preparazione: 1 ora, escluse le lievitazioni

Per la pasta: facciamo la fontana con la farina, lo zucchero, il burro ammorbidito e l’olio in una ciotola. Sciogliamo il lievito di birra nel latte, aggiungiamo l’acqua e lo versiamo nella fontana iniziando ad impastare, aggiungiamo il sale. Appena l’impasto inizierà a formarsi lo rovesciamo sul piano di lavoro e continuiamo ad impastare fino ad ottenere un composto liscio. Lo mettiamo sotto una ciotola e lo facciamo lievitare per circa 2 ore. Per il ripieno In una padella rosoliamo l’aglio con l’olio e i filetti di acciuga che sgraneremo con una forchetta. Aggiungiamo la scarola che avremo lavato asciugato e tagliato a listarelle. Portiamo a cottura e uniamo, quando sarà morbida, le olive i capperi e la  caciotta tagliata a fette sottili. Regoliamo di sale e teniamo da parte. Ungiamo leggermente il fondo di una tortiera quadrata o rotonda,  dividiamo l’impasto in due parti uguali e tiriamo con il matterello fino a formare il primo quadrato che inseriremo nella tortiera e bucheremo con una forchetta. Mettiamo dentro la tortiera il ripieno e chiudiamo con l’altro pezzo di pasta. Sigilliamo bene ai lati pressando con i rebbi di una forchetta, buchiamo la superficie e facciamo lievitare coperto ancora per un’ora. Cuociamo in forno a 200° per 30 minuti. Lasciamo raffreddare su una gratella e serviamo fredda e già porzionata.

Consigli: questo impasto, tipico della Campania è per tradizione farcito con la scarola, ma possiamo usare altre verdure.

Come avrete potuto notare  nel mio Dizionario delle verdure manca la lettera H, o forse è solo momentaneamente sospesa. Sempre grazie di leggermi. Buona giornata!

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