Le pranzo-idee della Domenica: parmigiana di melanzane

 

Parmigiana

Parmigiana di melanzane mammachebuono.wordpress.com

Questa è una versione leggera della parmigiana di melanzane che prevede di lessare le melanzane anziché friggerle. Potrete usare per questa preparazione sia le melanzane lunghe che quelle rotonde. Buona preparazione.

Per 4 persone

Ingredienti: 600 g di melanzane,1 cipolla bianca o dorata,1 spicchio di aglio, 250 gr di mozzarella, 500 gr di pomodori pelati, 1 cucchiaino di zucchero, basilico, sale e pepe, 100 g di parmigiano grattugiato
Occorrenti: coltello, tagliere, colapasta, casseruola, carta da cucina teglia cm 25×35
Tempo di preparazione: 1 ora + cottura
Costo del piatto: basso

Preparate il  sugo di pomodoro: affettate la cipolla sottile e mettetela in una padella a rosolare in 3 cucchiai di olio di oliva. Aggiungete l’aglio spellato, i pomodori pelati che avrete prima tagliato a pezzetti, il sale o del dado vegetale, una presa di zucchero e cuocete la salsa per almeno 15 minuti, scoperta.
Pressate la mozzarella tra due fogli di carta da cucina per asciugarla e riducetela a cubetti.
Tagliate le melanzane a fette spesse non più di 3/4 mm. e lessatele fino ad ammorbidirle in acqua bollente salata a cui avrete aggiunto poco aceto bianco, 2 spicchi di aglio e dell’origano fresco. Scolatele su carta da cucina che cambierete almeno una volta per poterle asciugare molto bene.   Accendiamo il forno a 200° C e iniziamo a comporre la parmigiana in questo modo: mettiamo due cucchiai di olio d’oliva sul fondo della teglia e ungiamo bene il fondo e le pareti, mettiamo il primo strato di melanzane, aggiungiamo il sugo, la mozzarella, il parmigiano reggiano, poi un altro strato di melanzane e così via. Chiudiamo la parmigiana con sugo e parmigiano e aggiungiamo a piacere: pane grattugiato e mozzarella.
Potete completare il vostro pranzo con petto di pollo al limone o  pesce al vapore condito con limone e prezzemolo.
La parmigiana dura anche due giorni in frigorifero e fino a sei mesi se congelata. Potrebbe essere l’idea geniale per il vostro pic nic o addirittura il vostro pranzo veloce in ufficio.

Buona Domenica piena di sole a tutti!

 

 

 

Se rimane la colomba pasquale

Vediamo cosa si può fare se rimane la colomba pasquale, non senza aver prima riflettuto a fine cautelativo sui motivi intrinsechi della rimanenza. Può darsi che contenesse troppi canditi; o forse c’erano poche mandorle e qualcuno ha pensato di mangiarsi anche “quelle poche” in beata solitudine; e ancora: troppe erano le mandorle e pochi erano i canditi. In ultima analisi ci è stato detto che  potevamo “fare” meglio.
Quanto è dura la vita di chi deve scegliere la colomba pasquale!
Comunque sia andata la prima possibilità è quella di finirla a colazione, giusto appena appena tostata in forno. Se questo piace, è già un’ ottima soluzione ed anche un bel vantaggio, giacché  giacciono cariole di colombe invendute a prezzi molto interessanti. Ma se poi notiamo che la nostra colomba quasi quasi s’invola a forza di andare e venire dalla credenza, a questo punto è meglio pensare a qualcosa di diverso.
Io vi propongo questa piccola charlotte alle mele caramellate, talmente carina, che potrebbe farci perdonare l’incauto acquisto.
È dura la vita per chi deve comprare la colomba pasquale!

Charlottine di mele caramellate al rum

charlottina di mele

Per 4 charlottine

Ingredienti: 3 mele Golden o renetta, 75 g di zucchero semolato (sono 3 cucchiai), 250 g di colomba pasquale, 3 cucchiai di rum scuro, 40 g di burro fuso, 2 cucchiai di confettura di albicocche, poco succo di limone
Occorrenti: ciotola, coltello tagliere, padella, stampini monoporzione (ottimi quelli in alluminio usa-getta) o stampo unico (rotondo diametro cm 20), pennello
Tempo di preparazione: 30 minuti + cottura
Grado di difficoltà: medio

Sbucciate le mele, tagliatele a spicchi sottili, metteteli nella ciotola e irrorateli con poco succo di limone  . Scaldate la padella sul fuoco e versate un cucchiaio di zucchero. Lasciate caramellare e versate un altro cucchiaio di zucchero;  fate caramellare e unite infine anche l’ultimo cucchiaio. Trasferite le mele nella padella e saltatele o mescolatele per almeno un minuto. Versate il rum e fiammeggiatelo ponendo la padella di lato. Lasciate spegnere, unite la marmellata e proseguite la cottura fino a che le mele non si saranno ammorbidite.
Accendete il forno a 170°C e iniziate a comporre le charlotte. Tagliate la colomba a fette alte mezzo centimetro e pennellatele leggermente con il burro fuso. Formate il fondo e le pareti degli stampini (ho tagliato dei piccoli cerchi per il fondo e dei triangoli per rivestire le pareti). Inserite le fette di colomba nello stampino e colmatelo con le fettine di mela. Chiudete con ciò che avanza.

charlottina 1

Mettere gli stampini in forno direttamente sulla griglia (posizionatela a metà)e cuocete per 30 minuti. Se avete usato lo stampo unico, proseguite la cottura per  altri 10 minuti. Nel caso in cui la superficie delle charlottine dovesse scurirsi troppo copritela con pellicola di alluminio.
Si sformano con delicatezza e si servono ancora tiepide, accompagnate con confettura di albicocca, crema inglese o gelato alla vaniglia.

Felice giornata!

 

charlotte di mele 2

Cucina tra le righe: crostata salata di farro

 

È una proposta molto interessante questa crostata salata di farro del blog Cucina tra le righe, che ormai è diventato il “corner leggerezza” di Mamma, che buono!
L’ho cucinata per voi e l’ho trovata molto gustosa, oltre che visivamente  accattivante. Assolutamente da provare.

Il menù di Pasquetta

Eccoci arrivati a Pasquetta, è ora di preparare il cestello del picnic (che poi consumeremo sul divano di casa perché naturalmente pioverà!). Dentro ci metteremo tante cose, magari anche fave e pecorino, un’insalata russa vegetariana (come quella proposta qui http://cucinatralerighe.blogspot.it/2014/03/antipasti-pasquali.html) e questa bella crostata.

crostata di funghi e piselli

Cucina tra le righe-crostata di funghi e piselli

 Crostata di funghi e piselli

400 g di farina integrale di farro

7-8 cucchiai di olio extravergine di oliva

800 g di champignon

1 spicchio di aglio

2 rametti di prezzemolo

350 g di piselli sgusciati

200 g di feta

1 cucchiaino di paprica dolce

2 cucchiaini di timo

pangrattato

Per la pasta, radunate nel mixer la farina, un po’ di sale, metà del timo e 5 cucchiai di olio. Lavorateli finché non diventano granulosi, quindi unite qualche cucchiaio di acqua fredda e continuate a lavorare il composto finché non forma una palla. Trasferitelo in un telo e lasciatelo in frigorifero per almeno 30 minuti.
Intanto preparate alla cottura i funghi, affettateli e metteteli in un tegame con l’aglio e il prezzemolo tritati. Salateli e fateli cuocere a fuoco vivo finché non cominciano a emettere l’acqua di vegetazione. Unite il concentrato stemperato in poca acqua e i piselli. Cuocete a fuoco medio finché il liquido non evapora. Condite con la paprica e il timo rimasto; regolate di sale. Fate intiepidire.
Aggiungete la feta a cubetti e l’olio rimasto; passate il tutto con il frullatore a immersione. Se necessario compattate con poco pangrattato.
Foderate con carta da forno uno stampo del diametro di 26 cm. Mettete da parte un pezzetto di pasta che servirà per fare la “griglia”. Stendete la restante, sistemate il disco ottenuto nello stampo e farcitelo con il composto preparato. Disponete sul ripieno delle striscioline di pasta, infornate a 190° e cuocete per 45 minuti.

L’impasto base

Per preparare la crostata si ricorre normalmente alle paste fresche pronte in commercio: la sfoglia, la brisée o la frolla. A seconda della tipologia, questi impasti possono essere più o meno ricchi di grassi, non sempre di buona qualità (margarine, oli vegetali raffinati). È soprattutto la sfoglia a contenere molti lipidi, ma anche frolla e brisée si difendono.
Della prima sappiamo che la preparazione è lunga e complessa; delle ultime due che bisogna lavorarle brevemente perché esagerando si sbriciolano. Ma i mezzi moderni non vengono per niente: la brisée in particolare può essere realizzata facilmente in casa. Il vantaggio è di poter usare ingredienti base di qualità, come la farina integrale di farro biologica (ma va bene anche di grano o kamut) e un buon olio extravergine in dosi abbastanza contenute. A dare sapore, del resto, contribuisce anche l’erba aromatica. Contrariamente a quanto si possa pensare, utilizzare farine integrali dà risultati molto soddisfacenti anche dal punto di vista gustativo.

Vi consiglio di valutare attentamente il lavoro monumentale che Giuliana ha fatto sul suo blog con le ricette di Pasqua.  E le sue ricette sono sempre una sorpresa di bontà e leggerezza. Molte grazie e alla prossima.

Tutti ci aspettiamo una Pasquetta con il bel tempo. Ma non credo di sbagliarmi nel ricordare un Natale al loco, quindi… Comunque sia io e Giuliana vi auguriamo una soleggiata e serena Pasquetta.

 

Cannelloni con carciofi e formaggi

Se a Pasqua non cucinerete: sono contenta per voi.
Se cucinerete, ma non sapete ancora cosa: faccio il tifo per voi!
Se non cucinerete primi piatti, sappiate che io farò come voi.
Se avete già scelto nelle belle possibilità offerte e non vi interesso: passate oltre, non ce l’ho con voi.
Ma se avete pensato ad un primo piatto che sia lussuoso e non vistoso, che sia facile ma nello stesso tempo goloso, questi cannelloni potrebbero essere l’ideale. Buona preparazione!

 

cannelloni

Cannelloni con carciofi e formaggi

 

Per 4 persone

 

Ingredienti: 4 fogli di pasta per lasagne (fresca) , 250 g di ricotta vaccina, 300 g di cuori di carciofo o altre verdure a piacere, 3 cucchiai di olio di oliva, 1 spicchio di aglio pelato e schiacciato, 1 peperoncino, poco brodo vegetale, 1 cucchiaio di prezzemolo grattugiato, 100 g di provolone dolce tagliato a cubetti, 350 g di besciamella,  poco concentrato di pomodoro, grana grattugiato, sale
Occorrenti: coltello, tagliere, ciotola, padella, frullatore ad immersione o frullatore, casseruola, schiumarola, carta forno, pirofila, pellicola di alluminio
Pulite i carciofi e ottenetene il cuore (se state usando altre verdure pulitele a tagliatele). Tagliateli in 4 parti e metterli in acqua mescolata a latte o in acqua acidulata con limone. Scaldate nella padella l’olio, l’aglio e il peperoncino. Sciacquate i carciofi,  metteteli nella padella e rosolateli a fiamma vivace; regolate di sale, versate poco brodo vegetale e cuoceteli fino a che non si ammorbidiranno. ine cottura aggiungete il prezzemolo, togliete aglio e peperoncino e frullateli conservandone alcuni spicchi interi. In una ciotola mescolate la purea di carciofi con la ricotta, il provolone e il grana grattugiato  dosato a piacere. Regolate di sale.
Accendete il forno in modalità statica a 180°C. Tagliate i fogli di pasta a metà per la larghezza e sbollentateli per 1 minuto in acqua bollente salata. Scolateli con la schiumarola e posateli sulla carta forno. Farciteli con il composto e completate con qualche spicchio di carciofo e fettine di provolone.
Mescolate alla besciamella (non deve essere densa, se lo fosse allungatela con del brodo caldo) poco estratto di pomodoro e ricoprite con il composto i cannelloni. Cuocete in forno per 30 minuti coperto con pellicola di alluminio. Togliete l’alluminio, alzate la temperatura del forno a 250°C e gratinate per 5 minuti.

Consigli: potete usare verdure surgelate e pasta secca al posto di quella fresca. In questo caso sciacquate i carciofi surgelati prima di metterli nella padella e prolungate il tempo di lessatura della pasta.

Buona giornata!

 

 

 

Colombina Paradiso

 

colomba paradiso

Credo di essere piombata in questo posto da piccola, di notte. E sono stata fortunata: potevo sbattere contro il vetro.
Ho detto piombata, sì: non sapevo volare e stavo sulle zampe a malapena. Da noi funziona così: quando appena, appena muovi le ali le madri ti allontanano, senza nemmeno salutarti. Ma, state tranquilli, noi ci siamo abituati. Solo mi dispiace che non so volare.
Sono arrivata di notte e non ho  in mente quasi nulla di cosa facevo prima. Solo il ricordo di becchi aperti a chiedere cibo, almeno cinque, e quel nido troppo stretto, litigioso.
Ora ho una casa tutta mia, un grande vetro, e molto spazio. Ogni tanto avrei voglia di un cielo e di un prato, comunque mi trovo bene.
Sono su un tetto, credo; anzi no, deve essere una terrazza, perché passa molta gente di qua: arriva, fuma e va via. Borbottano alcuni, dicono: guarda, una colomba!
Allora è strano per voi, vedere una colomba bianca, su un terrazzo, che non si sposta da lì. Ma io non mi muovo perché non so volare, altrimenti un giretto, ogni tanto, me lo farei.
L’altro giorno è passato un merlo, gran volatore lui, e modi da giramondo. Dice che giù, insomma qui intorno, si fa un gran parlare di me in questi giorni; che voi mi avete messa in vetrina, che sono il simbolo della pace. Non so. Non so cosa sia “pace”, ma me la figuro più o meno come questa terrazza: tranquilla.
Ah, dimenticavo di dirvi che ho un e un’amica, e che è uguale, uguale a me: bella testa, grande coda, becco giallo e occhio sveglio. Penso che anche lei non sappia volare, perché non salta mai di qua, di qua dal vetro intendo dire…Provo perfino a darle dei colpi, leggeri eh, con il becco.
Forse se sapessi come si chiama…
Posso provare  a darle un nome!
Ma che nome posso darle, se non conosco che il mio…
E se la chiamassi con il mio di nome?
Ora provo: hey tu! Paradiso!

colombaIngredienti per 6 colombe del peso di g 100 l’una: 100 g di fecola di patate o frumina, 120 g di zucchero a velo, 60 g di farina, 2 uova intere, 2 tuorli, 1 bustina di vaniglina, un limone, un cucchiaino raso di lievito per dolci, 150 g di burro, sale
Ingredienti per la farcitura: 250 g di panna, 20 g di miele di acacia
Occorrenti: ciotole, cucchiaio di legno, frustino elettrico o impastatrice, stampo con impronte colombina o stampo colomba, sac a poche o cucchiai

Accendete il forno a 170°C in modalità statica e pesate tutti gli ingredienti. Ammorbidite il burro  e lavoratelo nella ciotola con il cucchiaio di legno aggiungendo la vaniglina e il sale. Montando con il frustino elettrico aggiungete poco per volta lo zucchero a velo. Rompete le uova, ben fredde, in una terrina e battetele leggermente, poi unitele al burro montato poco per volta con il frustino elettrico. Setacciate la farina, la fecola e il lievito e con una spatola unitele al composto. Terminate con il succo e la buccia grattugiata del limone. Imburrate leggermente le impronte e spolverate di farina (anche se di silicone) versate l’impasto a 2/3 dell’altezza e cuocete per 30 minuti se i dolci sono piccoli o per 40 minuti se il dolce è unico.
Per la finitura: mettete una ciotola che possa contenere la panna in frezeer per almeno 10 minuti. Nel frattempo tagliate le colombine a metà. Montate la panna ben ferma aggiungendo non appena inizia ad addensarsi il miele. Inserire in una sac a poche con la bocchetta a stella e coprire le metà delle colombine. Sovrapporre e cospargere con zucchero a velo o decorare a piacere con ghiaccia reale.

Auguro a tutti voi una Pasqua serena e una buona Primavera.

Le pranzo-idee della Domenica: gnocchetti di ricotta con erbe spontanee

 

gnocchi di ricotta

Gnocchetti di ricotta

 

Andar per prati per raccogliere le erbe spontanee è senza dubbio di grande soddisfazione e questo è un buon periodo. Propongo per il pranzo della Domenica dei delicati gnocchi di ricotta conditi con una misticanza naturale. Se non sapete riconoscere le erbe selvatiche –si può sempre imparare- o vi piace solo passeggiare, sostituitele con la stessa quantità di erbette.

Per 4 persone

Ingredienti per gli gnocchi: 100 g di ricotta vaccina, 50 g di grana grattugiato, 1 uovo, 200 g di farina, sale

Ingredienti per il ragù di erbe spontanee: circa 200 g di erbe spontanee miste (borragine, tarassaco, ortica),1 cucchiaio di cipolla tritata molto sottile

Ingredienti per completare: 4 cucchiai di panna fresca, 30 g di grana grattugiato, acqua di cottura degli gnocchi

Costo del piatto: basso

In una ciotola amalgamate gli ingredienti per gli gnocchi  con l’aiuto di una forchetta. Rovesciate l’impasto sul piano di lavoro e lavoratelo fino ad avere un insieme liscio. Suddividetelo in pezzi della stessa grandezza e arrotolateli sul tavolo per formare dei cordoncini. Tagliateli a tozzetti grandi a piacere e disponeteli staccati su un vassoio leggermente infarinato.

Per il ragù di erbe spontanee Lavate le erbette e lessatele per un minuto in acqua bollente salata, raffreddatele sotto acqua corrente fredda ,strizzatele leggermente e tagliatele sottili. Nella padella scaldate l’olio e rosolate la cipolla, poi versate le erbe. Lasciate ben insaporire e tenete da parte. Lessate gli gnocchi in acqua bollente salata e non appena tendono a salire scolateli direttamente nella padella. Aggiungete la panna, il grana e un po’ di acqua di cottura, regolate di sale e pepe e mescolate molto bene per dare cremosità. Servite ben caldo. Potete completare il vostro pranzo con un carpaccio di pesce condito con olio sale e limone.

Buona Domenica!

Il pesce rosa

trota cotta e tagliata Sarebbe stato bello conoscere un pescatore, un pescator dell’onda dolce, che mi portasse in regalo delle trotelle fario dai torrenti delle mie montagne o dai miei laghi – ma non annovero pescatori tra i miei amici.
Il pesce che vi propongo è rosa dunque, rosa come una trota salmonata, che non è selvaggia bensì immessa o allevata – mancando il pescatore mi adatto al pescivendolo.
La ricetta, riesumata dalle mie di casa, è perfetta per il mio pesce rosa, che arriva sul mio tagliere dopo un cammino non tanto avventuroso – non è salmone è trota salmonata.
E immaginando che abbia risalito non di certo il mare ma almeno un pacifico torrente, mi appresto a prepararlo in modo sorprendente, apportando pure una piccola variante in cui risiede la sorpresa, perché mangiarlo ai miei tempi era un’ardua impresa – ho tolto le lische.

Trota Ripiena

 

Ingredienti per 4 persone: 3 trote di grandezza media (400 g l’una), sale e pepe, 6 cucchiai di pane grattugiato, 3 cucchiai di grana grattugiato, 3 cucchiai di pasta di salsiccia a nastro,  1/2 spicchio di aglio, 1 cucchiaio di prezzemolo grattugiato, 1 cucchiaio di olio evo (extravergine di oliva), un po’ di brodo vegetale.

Occorrenti: ciotola, forchetta, coltello a punta, tagliere, pinza, carta forno, pellicola di alluminio, spago da cucina (facoltativo) tempo di preparazione: 30 minuti + cottura

 

Grado di difficoltà: l’unica probabile difficoltà è quella di togliere le lische dal ventre del pesce.
Eviscerate il pesce con molta cura, togliendo anche le branchie. Con un coltello a punta e sollevandole con delicatezza iniziate a togliere le lisce prima da una parte poi dall’altro lato. Una volta ben pulita la trota si presenterà così: trota aperta In una ciotola mettete: il formaggio, il pane, la salsiccia, l’aglio tagliato molto sottile, il prezzemolo e l’olio. Mescolate con una forchetta e aggiungete del brodo vegetale per amalgamare il ripieno. Salate e pepate leggermente il ventre della trota, inserite il ripieno e chiudete. Se  preferite potete fare due giri di spago da cucina, ma senza stringere (il ripieno non esce comunque). Sistemate la carta forno all’interno della teglia e posatevi sopra le trote. Avvolgete la coda in un po’ di pellicola di alluminio per non farla bruciare (la coda è la parte più sottile). trota pronta da mettere in forno Irrorate con abbondante olio di oliva, spruzzate con poco succo di limone e fate cuocere a 180°C mezz’ora (tempo di cottura indicativo del pesce cotto in forno a 180° è  di circa 30 minuti al chilo). trota appena sfornataPotete servire le trote fredde tagliate a piccoli tranci, accompagnandole con insalata fresca di stagione. Sono però molto buone anche calde.
Devo dare il merito della variante indispensabile alla maestra AICI Susanna Badii.

Buona giornata!