La torta per la Domenica: tarte Tropézienne

Tarte Tropézienne

Sssttt…Tutti zitti, che papà è di umore nero.
Ma come? Proprio domani che è la sua festa, papà è di umore nero? E mi viene spontanea una domanda, mi viene: di che umore dovrei essere io? Mi hanno tolto: il cellulare, il computer, e tutto ciò che possa essere digitato, meno che il citofono e il pianoforte. Vogliamo mettere? Nessuno si mette nei mieig300 panni. Per un 4 in matematica! Poi! Ma cos’è un brutto voto in confronto a tutto quello che sono io? Nulla.
E dai: musi lunghi!…E: ti tolgo, questo, quello, quest’altro. E papà è arrabbiato. E mamma pure.
Quasi, quasi  vado a dare un po’ di calci al pallone, che è meglio.
Ma, che cos’è questo profumo! Che cosa ha cucinato “la madre”?
Hiiii, che…ma è nera!
Ho fatto una bella tarte Tropézienne, caro, per la festa del papà.
Ottimo, madre!
Ma perché è nera?…Ah, no, niente, mi stavo dimenticando: Sssttt…papà è di umore nero, di un bel nero Tropézienne.

 

Per la pasta brioche

g 300 di farina con carbone vegetale

100 g di farina manitoba

g 15 di lievito di birra in panetto

8 g di sale

40 g di zucchero

2 uova intere

100 g di burro morbido

1 tuorlo per la doratura

Per la crema Tropézienne alleggerita 

300 g di latte intero

150 g di panna

50 g di zucchero

20 g di maizena

5 rossi d’uovo

6 g di gelatina in fogli

250 g di mascarpone

2 cucchiai di acqua di fiori d’arancio

1 cucchiaio di kirsch o Maraschino

150 g di panna montata

Per il crumble di copertura

50 g di burro morbido

50 g di zucchero di canna

50 g di farina di mandorla

50 g di farina

50 g di zucchero in granella

1 pizzico di sale

Preparate la crema Tropézienne: portate il latte, la panna e la vaniglia ad ebollizione. Unitevi, fuori dal fuoco, i tuorli montati con lo zucchero e la maizena. Mescolate e cuocete fino ad addensare. Versate la crema in una ciotola e unitevi la gelatina ammollata in acqua fredda e ben strizzata. Aggiungete il mascarpone, il liquore e l’acqua di fiori di arancio. Mescolate per amalgamare completamente, coprite con pellicola a contatto e refrigerate.
Preparate la pasta brioche: setacciate i due tipi di farina. Mettetene 100 g in una ciotola e unitevi il lievito sbriciolato. Amalgamate con poca acqua tiepida fino a formare un impasto molle. Coprite e lasciate raddoppiare di volume. Nel frattempo mettete nella ciotola dell’impastatrice, con la foglia, la farina rimanente, lo zucchero, il sale, le uova e impastate. Unite l’impasto molle lievitato e continuate ad impastare con il gancio. Aggiungete infine il burro morbido poco alla volta e continuate ad impastare a velocità 1/2 per almeno 20 minuti, o fino a quando l’impasto non tenderà a staccarsi dalle pareti del recipiente. Trasferitelo in una ciotola, copritelo e fatelo lievitare fino al raddoppio. Mescolate con la foglia tutti gli ingredienti per il crumble e tenetelo da parte.
Sgonfiate l’impasto con i pugni leggermente e lasciatelo riposare per qualche minuto.Stendetelo direttamente sulla placca da forno imburrata con il mattarello infarinato.  Sovrapponetevi un cerchio da cottura ( può andare bene anche un piatto) e ritagliatelo perfettamente rotondo. Lasciatelo lievitare per almeno un’ora coperto. Al momento di infornare pennellate la pasta brioche con il tuorlo mescolato ad un cucchiaio di acqua e cospargetela con il crumble. Cuocete 25 minuti a 180°. Per servire: fate raffreddare la brioche e tagliatela a metà in senso orizzontale. Togliete la crema pasticciera dal frigorifero, ammorbiditela con una frusta a mano o con un frustino elettrico e unitevi la panna montata. Cospargete la prima metà con tutta la crema, coprite con l’altra metà e servite. Dopo un riposo in frigorifero di almeno 2 ore la tarte è ancora più buona.

Consigli
La farina può essere tutta bianca, ovviamente, soprattutto se il papà non è di malumore. In questo caso usate 400 g di farina Manitoba, sarà comunque buonissima.  Se non avete un’impastatrice, niente paura. Eseguite la stessa procedura e impastate a mano, fino a quando non otterrete un composto liscio. La tarte Tropeziénne può essere farcita di sola panna montata zuccherata e frutti rossi, in alternativa alla crema classica.

Un po’ di storia…

La tarte Tropézienne venne proposta per la prima volta nel 1950 a Saint Tropez dal pasticcere Micka, di origine polacca, che si rifece totalmente ad una ricetta di sua nonna.  La tarte Tropézienne è una grande brioche, di farina bianca (il nero è dovuto ad una mia variante con farina al carbone vegetale) farcita di una crema composta da crema pasticciera e crema al burro. Il suo nome fu suggerito al signor Micka  dall’attrice Brigitte Bardot durante le riprese del film ” E Dio… creò la femmina” nel 1955, a Saint Tropez. La ricetta originale è segreta e coperta da brevetto.

Felice giornata e buona festa ai papà.

 

 

 

 

Annunci

Insalata di fagiolini, fagioli e primosale

Che cosa c’è di bello in un insalata? Molto.
Che cosa c’è di buono in un insalata? Moltissimo.
Tuttavia il senso di Venanzio per l’insalata non è buon senso. Perché? Perché l’insalata gli fa senso.
Sin da quando era piccino tutto ciò che di verde gli mettevano nel piatto lo faceva sbiancare. Ed era tutto un: non mangio l’insalata! Non mi piace l’insalata…
Ora che Venanzio è grande e sposerà Martina è sorto un problema. Certo la coppia è ormai affiatata. Hanno molte cose in comune, la più famosa è l’amore e poi altro: ad esempio mettono gli stessi cucchiaini di zucchero nel caffè. Presto o tardi il problema sarà risolto e per entrare nel cuore del problema, non è un problema di cuore ma un problema di colore: Martina è diventata vegetariana e tutto ciò che è verde la fa impazzire.
Poveri gli animali di qua, poveri gli animali di là…
E i piccioni? Ecco sì mancavano solo i piccioni. Non è che Venanzio li ami moltissimo, anzi nemmeno li ha assaggiati, ma Martina è così solidale con i piccioni, che quasi quasi la cosa potrebbe trasformarlo in un vegetariano estremista. Non sarà così, non sarà. E’ solo il fenomeno di un momento e Martina, da sposati, non farà altro che preparagli stufati, trippe, fagioli con le cotiche, salame da sugo. Insomma, tutte quelle bella cose colorate di quel bel colore di stracotto che tanto gli piacciono. E, forse, anche qualche piccione. Speriamo.
Nel frattempo, si sa, l’amore dev’esser cieco e valgono questi di colori: quelli di un’insalata.

insalata di fagioliniFagiolini teneri 1kg

pomodorini 300 g

Formaggio primosale g 150

fagioli a piacere precotti 250 g

Per il condimento

olio di noce, o olio evo 5 cucchiai

aceto bianco 2 cucchiai

sale e pepe

Mondate i fagiolini, lavateli e buttateli in abbondante acqua leggermente salata e bollente; cuoceteli al dente e scolateli. Lavate i pomodorini e tagliateli in 4 parti. Sciacquate i fagioli sotto acqua corrente e tagliate il primosale a cubetti. Per servire: sistemate i fagiolini in un piatto ovale, disponetevi sopra i pomodorini, i fagioli neri e il primo sale. Mescolate tutti gli ingredienti del condimento; sbatteteli con una forchetta e versateli sopra l’insalata e servite.

Felice giornata!

 

 

 

La torta di mele per la Domenica

Per alcuni è bestiale per altri è subsonica, ma comunque non è un giorno qualunque. Sia che la si passi sul divano, allo stadio o al centro commerciale; in famiglia, con gli amici o con l’amante, Domenica è sempre Domenica ed è il giorno ideale per fare una torta, di mele.
E fu proprio in un pomeriggio spompo di una Domenica dell’anno mille e trecento che fu inventata la prima torta di mele. Era, sì, davvero lo raccontano, un pomeriggio senza nessuna chance per Guglielmo, l’inventore della torta: nemmeno una pulzella, una partita a scacchi o dadi; nessun torneo di soule. Zia Genoveffa maniaca del foraging, che allora era una necessità e non una virtù, gli aveva portato un bel cesto pieno di mele e di cipolle. E lui creò la sua torta di mele e cipolle, la prima, nei secoli dei secoli e la sua chance della Domenica pomeriggio.
La mia torta di mele per questa Domenica non è una creazione, non ha le cipolle: è solo una tra le tante tantissime torte di mele del dopo Guglielmo e la mia chance per questa Domenica. A voi, buona preparazione.torta con pere e mele al marsala

 

Per 10 persone

Farina 300 g

Zucchero 120 g

Burro 120 g

Uova 80 g

1/2 bustina di lievito per dolci

Marsala 50 g

Pere Williams 300 g

Mele Golden 300 g

Sale un pizzico

Ammorbidite il burro, prima a temperatura ambiente e poi con una spatola, così da poterlo lavorare con facilità. Montate il burro con un frustino elettrico o con una impastatrice fino a renderlo spumoso. Unite lo zucchero, il sale e dopo circa 2 minuti aggiungere, sempre montando, le uova leggermente battute. Di seguito versate sul composto il marsala e infine la farina setacciata con il lievito. Sbucciate la frutta e tagliatela a cubetti, lasciando da parte 1 pera e 1 mela che taglierete a fettine. Unite al composto i cubetti  di mela e pera e mescolate con cura. Imburrate e infarinate la tortiera e versatevi il composto fino a 2/3 della capienza. Disponete le fettine di pera e di mela sulla superficie della torta e infornate. Cuocete in forno preriscaldato a 180° in modalità statica per 45 minuti. Questa torta si può conservare in frigorifero per 5 giorni coperta.

Come decorarla: potete cospargerla con zucchero a velo, oppure sciogliere del cioccolato bianco e colarlo con un cucchiaino sulla superficie decorando a piacere.

 

Felice giornata!