La pasta come si deve

Sono cambiati i tempi, e l’opportunità di poter pranzare nei luoghi di lavoro o di studio ha reso difficile per gran parte delle famiglie condividere il pranzo. Nella quasi totalità dei casi l’unica opportunità per riunire la famiglia – a parte il finesettimana – rimane la cena che, se una volta era considerata il pasto meno importante, ora è diventata quello principale. Un motivo in più per continuare sulla strada recentemente intrapresa, che vede commensali grandi e piccoli alla scoperta di nuovi sapori e consistenze. Immaginiamo il bimbo descritto nella poesia di de Amicis, così soddisfatto di ciò che ha gustato: cos’avrà mangiato? Uno stufato e una pasta. La pasta: piace tanto ai bambini, tutti nel mondo ce la invidiano, la mangiamo quasi ogni giorno, ma pochi la sanno cuocere bene. La cottura della pasta prevede alcuni accorgimenti che rendono buona anche una semplice pasta al burro crudo. Prima di tutto prendiamo una pentola capiente, l’ideale è in acciaio, anche
leggera: più lo è, più velocemente l’acqua arriverà a bollore. Poi calcoliamo per ogni 100 grammi di pasta un litro d’acqua (se non avete una brocca dosatrice potete usare una bottiglia vuota di acqua minerale) e 10 g di sale grosso, quantità che può essere variata a seconda della sapidità del condimento. Quando aggiungere il sale? Diverse le scuole di pensiero; io la salo un attimo prima che l’acqua arrivi a bollore, abbassando leggermente la
fiamma per poi riportarla a bollore pieno. A questo punto butto la pasta: spaghetti in piedi, pasta corta a manciate; gli spaghetti scivoleranno da soli e si lasceranno mescolare con una forchetta, la pasta corta va mescolata subito per evitare che si attacchi al fondo.
Per il tempo di cottura ci possiamo regolare con quanto scritto sulle confezioni, che però è indicativo: meglio scolare 1 minuto prima e saltare in padella con il condimento. Se invece condiamo a crudo, scoliamo la pasta nella zuppiera, magari aggiungendo al condimento un po’ dell’acqua di cottura per evitare che la pasta si attacchi.
Molto importante è sempre la qualità. La pasta può essere anche di grano tenero, quella fresca e ripiena per esempio, ma se si parla di pasta secca, la migliore è di grano duro.

Sugo al pomodoro fresco

Questo è il sugo più facile e genuino perchè si fa con i pomodori, ottimo per i nostri piccolini che iniziano ad apprezzare il cibo dei grandi. Tutto bene sul versante polpe pronte, piacciono molto anche a me e  danno un grande aiuto, ma ogni tanto

Per 700 g circa di sugo

7-8 pomodori ramati
1 spicchio di aglio
3 cucchiai di olio di oliva
3-4 foglie di basilico fresco
1 cucchiaino di sale
1 pizzico di zucchero

Laviamo bene i pomodori e li tagliamo a pezzi. Rosoliamo l’aglio nell’olio, uniamo i pomodori e aggiungiamo il sale e un pizzico di zucchero. Mescoliamo, incoperchiamo e facciamo attenzione che non attacchino; se accadesse, aggiungiamo dell’acqua. Lasciamo che cuociano per almeno 20 minuti, fino a che non si ammorbidiscono, poi li passiamo con il passaverdure. Se necessario, possiamo restringere ulteriormente la salsa facendola cuocere ancora per alcuni minuti, ma scoperta. Aggiungiamo il basilico e versia-
mo nella padella gli spaghetti lessati e scolati, unendo un po’ di acqua di cottura.
La salsa si conserva per due giorni in frigorifero e per due mesi in freezer. Inoltre è un’ottima base per qualsiasi sugo contenente la polpa di pomodoro, come ad esempio il ragù di carne.

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