Le vie della polenta

Se nei tempi trascorsi, nemmeno da tanto, è servita a sfamare generazioni intere, ora non si adegua al nostro stile frettoloso, per l’unica ragione che contempla una lunga e paziente cottura: laboriosa, quindi.
Ma le vie delle polenta…no, non sono infinite. Però, posso indicarne almeno tre.
E non abbiate a perdervi per via se volete gustarla nella sua bontà, ché va mangiata calda, mai fredda; forse tiepida, non bollente.

La via della polenta istantanea

La via della cottura breve è sicuramente la più intrigante per i frettolosi: otto minuti – non un secondo di più- e la polenta è in tavola. Unico svantaggio non si formerà la “raspa”.
Raspa divina! Quella crosticina dorata, che si forma sul fondo e sulle pareti del paiolo per effetto della tostatura e che -a casa mia capita- , saremmo disposte a giocarci ai dadi…

Polenta con fagioli e salsiccia in umido

polenta fagioli e lucanica

per 6 persone

Occorrenti: colino, tegame, cucchiai di legno, tagliere, casseruola, forbici, frusta
Ingredienti: 350 g di fagioli borlotti in scatola (peso sgocciolato), 3 cucchiai di misto per soffritto surgelato, 600 g di pomodori pelati, 800 g di salsiccia a nastro, 4 cucchiai di olio di oliva, 1 spicchio di aglio, 2 rametti di rosmarino, 1 bicchiere di vino bianco, 2 pizzichi di sale, 1 manciata di pepe
325 g di farina per polenta istantanea, 1,5 lt di acqua, 2 cucchiaini di sale grosso
Tempo di preparazione: 25 minuti
Grado di difficoltà: facile

Tagliamo a tocchetti la salsiccia e bucherelliamola in più punti. Sciacquiamo i fagioli sotto l’acqua corrente e lasciamoli sgocciolare. Scaldiamo l’olio nel tagame e rosoliamo l’aglio per 30 secondi, lo togliamo e versiamo il misto per soffritto. Insaporiamo il soffritto, mescolando e aggiungiamo i tocchetti di salsiccia. Rosoliamo per due minuti e versiamo il vino, lasciandolo evaporare per 2 minuti. Aggiungiamo i pomodori a pezzi; saliamo. Laviamo un rametto di rosmarino, lo leghiamo e lo uniamo nel tegame. Abbassiamo e copriamo, ma lasciando uno spiraglio. Cuociamo fino a che il sugo non si è ristretto. Togliamo il rosmarino legato dal tegame e tagliamo dall’altro rametto qualche foglia in pezzettini, che lasceremo cadere direttamente nel tegame delle salsicce. Aggiungiamo i fagioli e mescoliamo. Lasciamo cuocere ancora per 5 minuti, mescolando un paio di volte. Regoliamo di sale, spolveriamo un po’ di pepe e spegniamo.

Versiamo nel paiolo l’acqua, aggiungiamo il sale grosso e portiamo quasi a bollore.  Uniamo la farina di mais mescolando velocemente con una frusta. Abbassiamo la fiamma al minimo e proseguiamo la cottura per 8 minuti o per il tempo indicato sulla confezione.

Suddividiamo la polenta nelle ciotole. Distribuiamo sopra il “toccio” di fagioli e salsiccia e serviamo subito.

La via della polenta pronta

Tutta la polenta in blocco, subito, all’insegna della praticità. E’ la polenta sottovuoto, che dobbiamo solo affettare, scaldare e trasformare in gustose fettine: raffinato accompagnamento di formaggi,  salumi e un alternativa al riso per fare gli arancini.

Arancini di polenta con caciotta

arancini di polenta

Per 4 persone

Occorrenti: ciotola,  cucchiaio, padella, schiumarola
Ingredienti: 500 g di polenta pronta, 150 g di pane grattugiato, 1 uovo, 50 g di grana, 50 g di caciotta, olio di semi di arachide per friggere, un rametto di rosmarino lavato e molto ben asciugato
Tempo di preparazione: 20 minuti
Grado di difficoltà: facile

Togliamo della polenta dal  blocco di polenta con il cucchiaio e, schiacciando e impastando con le mani, formiamo delle pallotte di 3/4 cm di diametro. Inseriamo in ogni pallotta un pezzettino di caciotta e lo ricopriamo di polenta, chiudendo molto bene.
Battiamo l’uovo, mescoliamo al pane il grana. Paniamo le pallotte di polenta passandole prima nell’uovo e poi nel pane. Friggiamo in olio di semi ben caldo. Preleviamo con la schiumarola. Serviamo accompagnando con sugo di pomodoro.

La via della polenta tradizionale

In assoluto è la mia preferita.
La prima necessità è procurarsi una buona farina. Ne esistono varie tipologie: gialla bramata, fioretto, integrale e bianca, più delicata e ottima per accompagnare il pesce.
La seconda necessità è quella di possedere un paiolo. Ricordo i paioli antichi, quelli da mettere sul fuoco o sulla stufa: erano di rame. Poi lo scomodo rame è stato soppiantato dal sicuramente più pratico ed eclettico alluminio. Un’ ottima soluzione è ora costituita dall’antiaderente, che può essere adatto anche ai piani di cottura a induzione.
Terza e, non meno importante, un buon cucchiaio di legno, così da poterla mescolare con buona energia, esercitando ad un tempo i muscoli delle braccia.
Esistono pure dei mescolatori elettrici, ottimi, ma solo in caso di grandi quantità.
E infine la quarta: il tagliere di legno, che possiamo sostituire con una zuppiera.
La cultura della polenta, che mi appartiene,  mi impone di trasmettervi questo “modo di casa mia” per gustare la polenta. Una “chicca” che ho in serbo per i golosi della polenta con il latte: in verità molto pochi.

Polenta e latte, con panna e raspa

polenta e latte

per 4 persone

Occorrenti: paiolo, frusta, cucchiai di legno, frustino elettrico
Ingredienti: 1,5 lt di acqua, 300 g di farina bramata, 2 cucchiaini di sale grosso, un pizzico di zucchero, due cucchiai di olio di oliva, 200 g di panna, latte freddo q.b
Grado di facilità: facile
Versiamo nel paiolo l’acqua. Portiamo quasi ad ebollizione e aggiungiamo il sale, lo zucchero e l’olio. Uniamo la farina a pioggia, mescolando con la frusta.
Cuociamo per almeno un ora, mescolando ogni tanto, su fiamma al minimo.
Montiamo la panna, non densa. Distribuiamo la polenta nelle tazze o nelle fondine. Versiamo sulla polenta del latte freddo di frigorifero. Aggiungiamo la panna e un po’ di raspa.
C’est tout.

P.S. Mentre preparavo questo post, ho avuto notizia che la polenta è stata definita cancerogena. Lascio a  voi  la scelta se evitare di mangiarla o meno.
Per ciò che mi riguarda, viste le “povere” argomentazioni a sostegno della sua pericolosità, continuerò a mangiarla.

Buona giornata!

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2 thoughts on “Le vie della polenta

  1. sarà ma io non credo che la polenta sia cancerogena, per molti anni era il solo pasto per tanti contadini del nord accompagnata dal latte ,magari alle feste comandate univano la carne o se ammazzavano il maiale univano il cotechino o il salame da pentola o le salsicce.
    E’ altro che porta il cancro per me,.i conservanti, i dolcificanti, la raffinazione di prodotti come lo zucchero e le farine, lo smog e l’inquinamento delle falde acquifere per pesticidi o altro.
    Però devo farti un appunto non hai parlato della polenta teragna ( non della farina taragna della Valtellina) ma la polenta con tantissimi formaggi ( per me anche uno svuota frigorifero) e alla fine con abbondante burro fuso con salamella o pancetta arrostita.
    Non per niente noi del Nord veniamo anche chiamati Polentoni

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