Chips croccanti di mais

La chip croccante di mais, qualche anno fa, si chiamava raspa e ora si chiama così: chip. Anche il tacos è una chip, ma si chiama da sempre tacos. La chip è una raspa, ma molto più sottile, più sottile anche del tacos. Spero, dunque, mi abbiate capito. E dite voi: ci mancherebbe!
Ciò premesso dire raspa è antico; dire chip è “del futuro” e ha il fascino dell’idea. Non sono d’accordo i cultori della polenta, per i quali le chips di mais, i tacos e tutto ciò che vorrebbe essere una raspa ma non lo è, non lo è. Quindi la chip, tradizionalmente parlando, è pari ad un eresia nella forma e nella sostanza, ed anche nel modo. Perché? Perché  tutto quello che si forma sul fondo del paiolo, cioè la raspa, si forma solo nel paiolo e non diversamente.   Ma i rispettabili cultori, non tengono conto che, ebbene sì, son cambiati i paioli e dunque la raspa (di per sé, ai tempi delle raspe, era  l’ attributo forte e classico di tutte le polente fatte “a modo”) o non c’è, o si attacca e non si stacca. Detto in soldoni: la raspa al giorno d’oggi non e più dentro, ma fuori.
La miglior raspa si otteneva, un tempo,  cuocendo la polenta nel pentolone di rame stagnato appeso nel camino. Una raspa, quasi come la migliore, nel paiolo di alluminio o di ghisa. Ora che i paioli non sono più i paioli di una volta (meglio così, tuttavia) accade spesso, non sempre ma spesso,  che, tra una mescolata e l’altra, la raspa sparisca improvvisamente risucchiata nel vortice vorace del composto che magicamente non si attacca più, ma stacca anche ciò che non dovrebbe.
In tal caso, se la raspa sparisce, ecco apparire la chip.
Quello che vado a proporre alla fine è un ottimo ripiego nel caso di non-raspa. E poi piace. Piace moltissimo anche a tutti i Torquemada della raspa: mia mamma, mia zia… anche a mio zio Giovanni sarebbe piaciuto moltissimo.
Non è in verità una ricetta, ma un modo; un vero sfizio; un vezzo che stupisce. E’ quel qualcosa in più che è bello sapere che c’è e come si fa.
Basta poco per farne abbastanza e far tutti contenti, anche senza la raspa.

Ingredienti  per 4 persone

2 cucchiai di polenta* colmi

2 fogli di carta da forno

semi di papavero (facoltativi)

Mentre state per fare la polenta prelevatene due cucchiai abbondanti e metteteli sul primo foglio di carta da forno che avrete adagiato sulla placca. Coprite con il secondo foglio. Stendete con il mattarello fino a rendere la polenta molto, molto sottile. Sollevate il secondo foglio di carta forno e cospargete con i semi di papavero, se lo desiderate. Infornate a 130° in modalità ventilata e placca del forno sistemata a metà altezza. Lasciate dorare uniformemente. Sfornate e lasciate leggermente raffreddare, quel tanto che basta per poter spezzare la raspa, ops… la chip con le mani, e servite.

*per la ricetta della polenta nelle sue versioni classica e precotta vi rimando a: https://mammachebuono.wordpress.com/2013/10/16/le-vie-della-polenta/

Grazie per avermi letto e felice giornata a tutti!

 

 

 

 

 

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