Torta di cioccolato al microonde

Potrei vivere tranquillamente senza il forno a microonde, ma di certo ne sentirei la mancanza. Potrei vivere senza la radio – già più faticoso – senza il telefonino, ovvio; assolutamente senza la televisione. Tuttavia se fossi come “quelli là sull’isola”, non diventerei famosa e dovrei solo sperare nell’oblio improvviso di tutte le comodità che caratterizzano la mia vita odierna. Il progresso, perché di progresso si tratta, ci vizia. Meno male.
Nasce negli anni cinquanta, in America, il microonde, ma arriva in Europa dieci anni dopo: è grande quasi quanto una cucina e costa su per giù come mezza automobile. Chi l’ha inventato è stato un genio, un genio romantico, perché ha visto, nello stretto  abbraccio tra le onde elettriche e le onde magnetiche, energia, pura energia, la stessa del sole, la stessa emessa dal nostro corpo; pura energia che poteva cuocere il cibo – più o meno tutto il cibo e con ottimi risultati
Il microonde oggi è assai diffuso. Non è, ripeto, indispensabile come la lavatrice, ma ormai si adatta perfettamente ai nuovi stili di vita: s’è fatto piccolo e costa poco più di un frullatore.  Mi è stato regalato circa tre anni fa e i primi tempi l’ho usato solo per riscaldare e scongelare. Poi è nato l’interesse e di seguito le varie prove, ad esempio questa piccola torta, assai buona e di veloce esecuzione.
Non compratelo apposta per fare dolci, non è nato in particolare per questo. Ma se fate pasticceria è un ottimo ausilio in varie preparazioni. Con il cioccolato poi, che dire, ci fa l’amore.

torta al cioccolato al microonde

 

Ingredienti per una torta di 20 cm di diametro:100 g di cioccolato fondente,100 g di burro,100 g di zucchero, un pizzico di sale, 2 uova, 50 g di fecola di patate, 1 cucchiaio di liquore a piacere, 1/2 bicchiere di latte intero
Occorrenti: ciotole, pirofila, carta da forno, frustino, spatola
Tempo di esecuzione: 20 minuti

Sciolgo il cioccolato a potenza 50 per 2 minuti, aggiungo il burro a pezzetti e inserisco nel forno ancora per 30 sec a potenza 50. Monto con il frustino le uova, lo zucchero e il sale fino a sbiancarle. Aggiungo, sempre montando, il composto di cioccolato e burro e poi la fecola, setacciata. Infine verso il latte, il liquore e mescolo con una spatola. Fodero una pirofila con carta forno, verso l’impasto e cuocio a potenza 75 per 11 minuti.  Lascio riposare per due minuti prima di estrarre dal forno. La torta si sarà leggermente ritirata verso il centro: è normale ed è segno che è cotta. Sformo la torta e la cospargo con zucchero a velo. Posso servirla fredda o tiepida accompagnandola con gelato al fiordilatte. Non aspettatevi la solita torta, ma sorprendetevi.

Una luminosa giornata per tutti!

 

 

 

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Un irresistibile profumo di pesche

Oggi, da Giuliana Lomazzi, un gustosa rivisitazione light di una ricetta tradizionale, buoni consigli sul frutto più profumato dell’Estate: la pesca e un suggerimento per la bellezza della pelle.

peshe al forno e farcit 3

 

I frutti maturi al punto giusto sanno sicuramente come attrarre l’attenzione, con il loro profumo e la loro buccia vellutata (proprio come la pelle che ci piacerebbe avere…). Vi propongo di gustarli sotto forma di un gustoso dessert tradizionale di Piemonte e Lombardia, rivisitato per poter entrare a pieno titolo nel light corner di “Mamma che buono”.

Pesche al forno

4 pesche

60 g di cioccolato fondente (minimo 80% di cacao)

succo di mele

3 cucchiai di mandorle macinate al momento

4-5 biscotti con dolcificante naturale

cannella o menta sbriciolata

Dopo aver lavato e asciugato le pesche tagliatele in due e snocciolatele. Scavatele leggermente con un cucchiaino e raccogliete la polpa in una ciotola. Spezzettate il cioccolato e mettetelo in una casseruolina con qualche cucchiaio di succo di mele. Fatelo fondere a fuoco basso senza smettere di rimestare.

pesche al forno farcite 2

Aggiungete le mandorle, la polpa tagliuzzata, la cannella (o la menta) e i biscotti pestati; rimestate bene. Disponete i frutti su una teglia ricoperta di carta da forno e farciteli. Infornateli a 200° per 15 minuti e mangiateli tiepidi o freddi.

Due parole sulle nostre protagoniste

Dimentichiamo le pesche verdastre che compaiono a Natale e concentriamoci piuttosto sui frutti dolci e succosi che arrivano fra giugno e settembre, cioè nel pieno della loro stagione. Ci sono quelle con la buccia “pelosa” e le nettarine, lisce e luccicanti come rosse mele di Biancaneve; entrambe le pesche possono avere polpa gialla o bianca. Le affiancano le polpute percoche, impiegate sia fresche che per la preparazione di conserve grazie alla carne soda che le distingue anche a maturazione (non vorreste essere delle percoche?). Se però volete un frutto davvero profumato dovete preferire quelli a polpa bianca.
Diuretiche e dissetanti, le pesche favoriscono l’eliminazione delle tossine, promuovendo così la disintossicazione. Aiutano la digestione e l’appetito e sono molto utili per l’intestino pigro grazie alla buona presenza di fibre, in particolare pectina. Interessante poi il contenuto di vitamine (C, del gruppo B, e nella varietà a polpa gialla anche A)  e di minerali come fosforo, magnesio, potassio, ferro e zolfo: una vera e propria ricarica per i sali persi con la sudorazione estiva. Da parte sua la ricchezza vitaminica, associata alle proprietà emollienti e idratanti, rende le pesche buone alleate della pelle secca e delicata.
Schiacciate un frutto con una forchetta e applicatelo sul viso per 15 minuti, infine sciacquate con acqua tiepida. In alternativa potete aggiungere alla pesca schiacciata miele o yogurt.

pesche al forno farcit 1

Grazie infinite a Giuliana per il suo sempre utile contributo. Con una raccomandazione: cerca di mettere ancora  consigli estetici, perché sono molto graditi. Alla prossima.

A voi, miei cari lettori, grazie per leggermi e felice giornata.

 

 

 

 

 

Temo presenze…

Devo essere estremamente sincera: nessuno ha il potere di spaventarmi quanto me stessa. Ciò nonostante mi ritrovo ad essere oggi, vigilia di Halloween, spaventata da altro: temo presenze, presenze assenze, ectoplasmiche entità che mi fanno i dispetti.
E’ da ieri sera che cerco disperatamente il mio stampino a foglia. Se qualcuno lo vedesse, sperduto per il mondo e “girovagante”, gli dica di tornare…da me.
Ho pregato Sant’Antonio, che con la barba bianca mi facesse trovare ciò che mi manca; ho guardato dappertutto, ma niente: la foglia non c’è. Non può essere stato che un fantasma, non oso pensare ad altri se non a lui.
C’è una presenza… un fantasma vendicativo che, in corso d’opera, mi ruba gli stampini.
“Caro fantasma: se mi ridai lo stampino a foglia, ti prometto che ti do un pezzo di torta…”.
“No, No! Che fai? Non mangiare i fantasmini! Cannibale!”

Torta faccia da mummia

mummia

Per il pan di spagna al cacao
Ingredienti:
2 uova intere, 3 tuorli, una presa di sale, 100 g di zucchero semolato, 80 g di farina 00, 20 g di fecola, 15 g di cacao amaro, 5 g di lievito
Per la farcitura: crema spalmabile al cioccolato a piacere
Per fare le fasce: un panetto pasta di mandorla o pasta di zucchero o cioccolato plastico bianco
Per i dettagli: pasta di zucchero bianca, ghiaccia, coloranti, riso soffiato, caramelle
Occorrenti: Ciotola, frustino elettrico o planetaria, spatola

Montare le uova con lo zucchero fino a raddoppiarle di volume, aggiungere i tuorli uno alla volta, fino ad ottenere un composto spumoso e che scenda nastro alzando la frusta. Con una spatola inserire un po’ per volta le polveri setacciate. Imburrare la tortiera e ricoprirla con della carta da forno. Infornare a 170° C in forno statico, placca a 2/3 per 35/40 minuti. Lasciare in fessura a forno spento per 5 minuti, poi raffreddare per venti minuti e sformare sulla gratella.
Per decorare: dopo aver tagliato la torta spalmare le basi di crema e chiudere. Con la pasta di mandorle colorata di rosso formare gli occhi. Stendere la pasta di mandorle e tagliarla con un taglia pasta. Appoggiare le fasce sulla torta a piacere. Mettere la torta su un piatto pieno di riso soffiato e caramelle di Halloween.

Signore e Signori: I FANTASMI!

fantasmini

Occorrenti: ciotole, frustino elettrico o planetaria, spatola, teglia rettangolare carta forno
Ingredienti: per il biscotto bianco morbido al cocco:6 albumi, 60 g di farina di cocco disidratato, 25 g di farina 00, 60 g di zucchero a velo, 15 g di panna, 75 g di zucchero semolato, burro per la teglia

Nella ciotola mescolare 2 albumi non montati, il cocco, la farina, lo zucchero a velo, la panna e una presa di sale. Montare i 4 albumi rimasti aggiungendo un po’ per volta lo zucchero semolato. Incorporare gli albumi montati al composto di cocco molto lentamente. Stendere l’impasto nella teglia dopo averla leggermente imburrata e rivestita di carta da forno. Cuocere in forno a 180 °C per 13 minuti. Lasciare in fessura 5 minuti prima di estrare la teglia dal forno.

Per formare i fantasmi: disegniamo il contorno di un fantasma su un cartoncino di buona densità. Appoggiamo lo stencil sulla pasta biscotto e intagliamo il fantasmino. Decorare con ghiaccia colorata e caramelle, a piacere.

Buon lavoro a tutti!

Basta una goccia

Basta una goccia di pioggia per riflettere il cielo,
ed una sola di rugiada per specchiare il sole.
Basta una goccia di pianto a chiamarne altre,
ed una sola di sangue per leggere un uomo.
Basta una goccia a far traboccare il vaso,
ed una sola di pioggia per aprire l’ombrello.
Basta una sola goccia a far la differenza.
A me è servita per immaginare.

goccia

Goccia di couscous al cioccolato fondente e caramello


Per circa: 6 gocce
Occorrenti: bicchiere, casseruola, coppapasta a goccia, ciotola, cucchiaio o spatola, colino fine, frullatore a immersione
Ingredienti: 90 g di couscous, 175 g di cioccolato fondente, 30 g di burro, 1 cucchiaio raso di cacao, 2 cucchiai di zucchero semolato, 8 zollette di zucchero per il caramello, oppure 4 cucchiai rasi di zucchero e un cucchiaio di acqua, 200 g di lamponi
Tempo di preparazione: 20 minuti + sagomatura
Grado di difficoltà: facile

E’ un imperativo categorico: lasciamo scuocere il couscous. Portiamolo a scottura, facendolo bollire per 5 minuti in acqua bollente salata leggermente, poi lo scoliamo.
Trasferiamo il couscous in una ciotola e aggiungiamo il cioccolato fondente, il burro, lo zucchero e il cacao setacciato.  Mescoliamo e facciamo raffreddare.
Prepariamo il caramello: imbeviamo leggermente di acqua le zollette di zucchero, portiamo a caramellare fino al colore biondo miele scuro. Lontano dal fuoco aggiungiamo i 3/4 dei lamponi. Lasciamo cuocere per circa un minuto e fino a che i lamponi non abbiano rilasciato il loro succo, che andrà a mescolarsi con il caramello. Frulliamo con il mixer e passiamo poi il frullato attraverso un colino fine . Otterremo un composto uniforme e vellutato. Teniamone da parte un po’ per la decorazione e uniamo al restante i lamponi rimasti, mescolando una volta sola, affinché i lamponi rimangano interi.
Formiamo il piatto: a piacere coppiamo il couscous all’interno degli stampini e estraiamo con l’aiuto della parte concava di un cucchiaio. Decoriamo con il succo mescolato ai lamponi interi, tracciamo delle linee con quello tenuto da parte.
L’alternativa, se non possediamo un coppapasta a forma di goccia o coppapasta tondo, è quella di formare delle quenelle, trascinando il composto su due cucchiai. Decorare poi il piatto. Come ci piace.

La goccia è come un giocattolo, potrebbe essere quello in più: superfluo, non necessario.
Se non possedete una goccia potrete usare dei taglia-biscotti o addirittura usare due cucchiai per formare delle quenelle.
Gli attrezzi possono aiutare la nostra fantasia, ma quella viene sempre, assolutamente prima. Buona preparazione! E un sereno fine settimana.

Forno & fantasia: accessori innovativi per la pasticceria casalinga

Sono in arrivo molte feste del cuore: San Valentino, la Festa del Papà, delle Donne e delle mamme, non tralasciando le nostre feste del cuore personali e  lo stampo a cuore è necessario; anzi non uno, bensì due stampi a cuore. Di cuore non ce n’è mai abbastanza, perchè se ci metti il cuore…hai già vinto.

cuore

La torta 900 è una torta farcita d’antan e l’ho trovata perfetta per utilizzare i miei nuovi stampi a cuore, in allegato al fascicolo 5 di Forno & Fantasia.  Fu inventata alla fine dell’ottocento e la sua ricetta è ancora oggi coperta dal segreto professionale.  Quindi, tutto quello che io vi sto trasferendo, potrebbe essere una bugia.  Ma è una  buonissima bugia e una mia interpretazione  libera o forzata perchè, come dicevo vigono segreti protetti da brevetto.  L’ho trovata perfetta per utilizzare i miei nuovi stampi a cuore, in allegato al fascicolo 5 di Forno & Fantasia.

cuoricini

La reale peculiarità di questa torta è che ancora oggi, dove viene prodotta in modo segretissimo, deve essere farcita al momento del consumo, per garantire le sue più squisite caratteristiche: sofficità dell’impasto e freschezza al palato della crema.  Tenete da parte dischi o cuori e costruite la torta quando la gusterete.

Per il cuore

La versione che sono riuscita a reperire è al cacao, per farla  chiara, così come la mia,  dovete semplicemente aggiungere 30 g di cacao e sottrarre 30 g di farine.  Questa dose è per una torta di diametro 20 cm. e 2 cuori.

300 g di zucchero semolato

250 g di farina

60 g di fecola

10 g di burro

4 uova intere

2 tuorli

Setacciamo la farina assieme ad un pizzico di sale.  Montiamo molto bene le uova con lo zucchero, devono formare un nastro se le sollevate con il frustino.  Aggiungiamo la farina un pugno per volta, sempre mescolando con garbo per non smontare il prodotto.  Aggiungiamo il burro fuso e tiepido molto, molto lentamente.  Unire il burro tutto in una volta significherebbe smontare il tutto ed avere un risultato non gradevole.  Versiamo il composto nei cuoricini e quello che avanza in una tortiera diametro 20/22 cm., dopo averla imburrata e infarinata.  Cuociamo in forno 170°, ci vorranno 25 minuti per i cuoricini, 40 minuti per la torta. Una volta cotti li sformiamo sopra una gratella per rilasciare l’umidità.

Per la crema 900

200 g di zucchero

500 g di latte

6 tuorli

40 g di maizena

250 g di cioccolato fondente

250 g di burro morbido

Montiamo i tuorli con lo zucchero e un pizzico di sale, aggiungiamo la maizena e continuiamo a montare fino ad ottenere un composto bianco e liscio.  Nel frattempo scaldiamo il latte fin quasi all’ebollizione, poi versiamo il composto di tuorli e frustiamo per amalgamare.  Portiamo a cottura mescolando con il cucchiaio di legno, uniamo il cioccolato e togliamo dal fuoco.  Versiamo in una ciotola fredda e aggiungiamo il burro.  Frustiamo molto bene, copriamo con la pellicola e mettiamo in frigorifero.  A composto molto freddo, montiamo con il frustino elettrico.

Per la farcitura:

Pareggiamo i cuori, perché questo impasto tende a salire a cupola.  Teniamo da parte quello che rimane.  Dividiamo i cuori a metà, montiamo la crema molto fredda al momento e la distribuiamo con una a sac a poche con la bocchetta a stella.  In alternativa possiamo posare la farcitura con l’aiuto di due cucchiai, molto naif in questo caso, ma altrettanto picevole.  Uniamo i cuori e decoriamo la superficie : con scritte di cioccolato, piccoli confetti, zucchero a velo…ci si può sbizzarrire.  A un cuore così, non si resiste.

Buona serata!

Giusto per il freddo…

brownies Il brownie non è un biscotto, non è un dolcetto, non è neppure un simil-cioccolatino. Il brownie è un composto. Così come si possono definire la pasta frolla, il pan di spagna, la sfoglia, la meringa; da esso si parte e non si sa dove si arriva. E’ “overcalorico”, l’ideale per il freddo. Ma se gustato a colazione, accompagnato da un buon caffè, non originerà sensi di colpa. Contiene quasi il triplo di zucchero rispetto alla farina, e una discreta dose di cioccolato, sempre in minoranza rispetto allo zucchero. Il brownies ha molte versioni, ma quella originale è una sola e americana. Per cui io vi do quella che per me è la migliore. Non fate considerazioni del tipo: troppo di tutto, sarebbe un peccato mortale eliminare qualcosa o parte di qualcosa. Prendetelo così com’è: pericoloso…e provatelo. Troppo veloce da fare, troppo intrigante… Partiamo dal composto e nel composto possiamo aggiungere esageratamente o con moderazione: frutta secca, essiccata o niente, oppure prendere il composto e metterlo in un guscio di frolla, usarlo come base di una cheesecake, usarlo come cialda sotto ad una pallina di gelato. Il brownie di oggi è con frutta secca mista, quello di domani non so, magari ci metterò delle castagne. Non ha pretese estetiche, ma ha una caratteristica: dentro è morbido e fuori ha una crosta leggera, leggera, preludio a una ottenebrante consistenza. Solo 10 minuti, 10 minuti per prepararlo: Ci serviranno: 2 ciotole, 1 teglia quadrata o rettangolare 225 gr di zucchero 120 gr di cioccolato fondente 90 gr di burro 2 uova sbattute 90 gr di farina 00 70 gr di frutta secca mista tostata e spezzettata Riscaldiamo il forno a 180°. Imburriamo uno stampo quadrato di circa 20 cm per lato, o rettangolare più o meno della stessa superficie. Facciamo sciogliere il burro con il cioccolato nel forno a microonde o a bagnomaria e lasciamo raffreddare leggermente. Aggiungiamo le uova sbattute, poi lo zucchero e la farina. Mescoliamo delicatamente e aggiungiamo la frutta secca. Versiamo nello stampo e facciamo cuocere per mezz’ora circa. Tagliamolo appena tolto dal forno, poi  tagliamo e sformiamo. Incredibile la sua bontà…buon pomeriggio.

Tigri e orsacchiotti…

Tigri e orsacchiotti…

credo possano convivere solo quelli di peluche, tanto cari ai bambini.  Ma nei giorni scorsi è sorto un dibattito in ambito pedagogico: meglio avere la mamma tigre che avere un papà orsacchiotto?  Meglio una madre autoritaria e addirittura aggressiva di un padre immaturo ed eccessivamente protettivo con la sua  prole?  Ne l’ uno, ne l’altro per una semplice ragione:   una donna aggressiva e un uomo immaturo non possono costituire una coppia, se non sono coppia non possono essere buoni genitori.  L’ideale per i  nostri figli è l’equilibrio, ce lo chiedono ogni giorno, chiedono poche buone regole e l’esempio, che le renda valide per tutti.    Né l’amore sviscerato, né l’assenza di amore portano al sano e fondamentale senso di appartenenza, ma un costante accompagnamento: l’esserci l’uno per l’altro, sempre.  Non mi dilungo (che questo è un che questo è un blog di cucina) ma permettetemi un’altra divagazione che giustifica la prima e per la quale mi ispiro alle parole di un frate Francescano: scopriamo il significato del verbo accompagnare e facciamone  tesoro.  “Accompagnare” significa mangiare pane assieme e non c’è nulla di più rassicurante e straordinario  dell’dea di condividere del pane e una tavola, per crescere e insieme programmare la vita.

Il pranzo della Domenica: tutti attorno a un piatto         

La Paella

Serve una padella a due manici che si adatta alla cottura in forno, ma in mancanza possiamo usare una pirofila grande.  Questo è un piatto abbastanza laborioso da preparare, che può incentivare lo spirito collaborativo, data la quantità di ingredienti e le cotture effettuate in tempi diversi.  Quindi  sarà divertente eseguirlo alla perfezione con l’aiuto dei nostri figli.  Molto tempo per prepararlo e tre minuti per mangiarlo…

Per 8 persone

460 gr di riso vialone nano

1 cipolla e 4 spicchi di aglio spellati

200 gr di pomodori a dadini

200 gr di peperoni arrostiti

150 gr di piselli(vanno bene anche quelli surgelati)

300 gr di carne di maiale e pollo tagliata a cubetti

200 gr di anelli di calamari, 1 kg di vongole, 20 cozze, 20 gamberi, 12 scampi

1  l di di brodo vegetale

2 bustine di zafferano

peperoncino tritato

prezzemolo tritato

olio d’oliva

olio extravergine di oliva

sale, pepe

:

1)Puliamo il pesce: facciamo aprire cozze e vongole in una larga padella, dove avremo fatto soffriggere 1 spicchio di aglio e poco olio.  Aggiungiamo mezzo bicchiere di vino bianco e chiudiamo fino a che non si saranno aperte, circa 5 minuti a fuoco vivace.  Togliamo il guscio ai gamberi e togliamo il filetto nero.

2) Scottiamo i piselli in un po’ di acqua bollente leggermente salata per 10 minuti, e spelliamo i peperoni scaldandoli con una forchetta sulla fiamma del gas o mettendoli in forno, mentre prepariamo il resto.

3)Rosoliamo la carne nell’olio, saliamo pepiamo e mettiamo da parte.

4)Nella stessa padella dove avremo fatto soffriggere la carne  mettiamo la cipolla,  l’altro spicchio di aglio  e facciamo saltare i calamari, che avremo privato della spina dorsale, lavato bene e tagliato ad anelli.  Facciamoli saltare per un minuto a fuoco vivace e aggiungiamo i pomodori e un po’ di sale.  Portiamo a cottura, bagnando se è necessario con poca acqua per 10 minuti.

5)Tostiamo il riso in 3 cucchiai di olio, bagniamolo con 1 bicchiere di vino bianco bollente, lasciamo evaporare, uniamo lo zafferano e portiamolo a cottura per 5 minuti aggiungendo il brodo bollente un po’ per volta, come per fare un risotto.  A questo punto aggiungiamo i peperoni e la carne.   Mescoliamo bene e travasiamo nella padella da forno, copriamo con il brodo rimasto e facciamo cuocere in forno già caldo a 200° per 12 minuti.

6) Togliamo la teglia dal forno aggiungiamo i calamari, i crostacei, le vongole e le cozze che avremo sgusciato, ma non tutte, mescoliamo bene con due cucchiai, cercando di amalgamare, e rimettiamo in forno per altri 3 o 5 minuti.  Una volta cotta facciamo riposare per 10 minuti, cospargiamo di prezzemolo e mettiamo in mezzo al tavolo.

La carbonata con polenta

Rielaborazione della più celebre Carbonade Flamande  , uno spezzatino di manzo fatto rosolare nello strutto e cotto con aggiunta di birra.  Viene poi servito accompagnato con fette di pane speziato cosparso di senape forte.  Può essere praparata il giorno prima e il sugo, che è abbondante può diventare un condimento  perfetto per i primi asciutti.  La carne cotta a lungo nella birra acquista un’indicibile morbidezza, e una volta cotta si taglia con la forchetta.  Ma il bello di questo piatto è che se versato sopra la polenta messa direttamente in una zuppiera ognuno può servirsene da solo.

800 gr di scamone di manzo a fettine

1lt di birra chiara

1 cucchiaio di farina

1 cipolla bianca tagliate a rondelle sottilissime

sale, pepe

olio di oliva

Rosoliamo  le cipolle nell’olio di oliva facendo attenzione di non bruciarle, aggiungiamo la carne ben battuta e privata dei bordi laterali, rosoliamola da ambo i lati, saliamola, pepiamola e aggiungiamo la birra; lasciamo cuocere per 1 ora e mezza, poi togliamo la carne dalla padella e aggiungiamo1 cucchiaio raso di farina al sugo sciogliendolo prima in poco liquido freddo(potrebbe essere altra birra), facciamo addensare per 4 minuti, poi rimettiamo la carne nella padella e insaporiamola bene.  Si serve ben calda con polenta.

Torta Morbida di cioccolato al cucchiaio

Non si può capovolgere.  Questa torta deve essere tolta con il cucchiaio, ideale per la tavolata, senza la preoccupazione del risultato finale,  delle decorazioni o presentazioni.  Tutti insieme dallo stesso piatto.

Per 8 persone

250 gr di burro

250 gr di cioccolata

250 g di zucchero semolato

6 tuorli

6 albumi

Facciamo sciogliere il burro e il cioccolato a bagnomaria, o nel microonde.  Sbattiamo molto bene i tuorli con lo zucchero e aggiungiamoli al composto di cioccolato e burro intiepidito.  Mescoliamo gli albumi montati a neve molto delicatamente.  Versiamo in uno stampo di 30 cm di diametro e facciamo cuocere a 190° per 20 minuti circa.  Serviamo, come detto nella tortiera.  Credo che sia molto indicata una tortiera in ceramica da forno.  Questo dolce è perfetto da servire tiepido.

Per quanto riguarda l’argomento introduttivo consiglio due libri : “IL PADRE L’ASSENTE INACCETTABILE”-Claudio Risè  e “I FIGLI NON CRESCONO PIU'”-Paolo Crepet

Buon fine settimana!