Uova farcite di stracchino, patate e salsa verde

uova farcite

Un due tre: uovo farcito. Nella sua velocità di esecuzione è un piatto very cool tra i piatti definiti estivi, se non fosse che far lessare un uovo non è tra le azioni più semplici.
Quindi l’affermazione “non sa nemmeno far bollire un uovo” non è azzeccata. Qui lo dico e qui lo nego  che sarebbe  meglio dire: non sa nemmeno fare una bordolese e così via. Non ci credete?
Invece è  la pura verità, poiché questo del lessare un uovo è uno dei casi culinari in cui le procedure: vere, finte, restie, fugaci, fallaci,  menzoniere e altro ancora, superano largamente l’esito, che poi è un uovo lesso.
Anzi no, mi preme altresì far notare che i risultati sono tre: uovo barzotto, sodo, compatto; o forse quattro, se si conta l’ultima e non rara possibilità di ottenere  l’uovo con il tuorlo verde. Già, anche questo è un esito.
Ma non vi è riguardo all’uovo solo  un problema di cottura, bensì di forma. E poiché la forma è sostanza se l’uovo non è cotto secondo le sacralità gliene mancherà un pezzo e sarà ben “sghimbescio”. Un vero guaio: se manca la sostanza cade la forma. Aiuto!
Allora (qui mi chiedono di giungere al dunque) come si lessa un uovo?  E andiamo avanti.

Uovo lesso

Occorrenti: pentolino, cucchiaio

Ingredienti: 1 uovo (a temperatura ambiente), acqua, sale

Portare l’acqua a bollire e prima che arrivi ad ebollizione salarla leggermente. A questo punto introdurre l’uovo con delicatezza aiutandosi con un cucchiaio. Cuocere 10 minuti se lo si desidera molto sodo (compatto) 8 minuti se cotto alla perfezione e 5 minuti se lo desidera morbido (barzotto), iniziando a contare il tempo subito dopo aver messo l’uovo nell’acqua. Nel caso in cui si desideri ottenere l’uovo dal tuorlo  verde è buona cosa dimenticarlo nel pentolino. Provare per credere.
Se dopo aver lessato l’uovo trovate resti di albume nel pentolino, non è affare grave, ma quando lo taglierete sarà come minimo senza testa. Se invece scoprirete il tuorlo accovacciato sul fondo o finito a gambe all’aria è perché il tuorlo, che è più pesante dell’albume, ha faticato a lungo per poi accasciarsi. Quindi bisogna fare in modo che l’albume sia ben vispo e si rassodi in fredda per non permettere al tuorlo di andare qua e là. Come? Mettendo del sale nell’acqua di bollitura che aiuta la coagulazione più rapida dell’albume.
Qualcuno mi sta dicendo che da sempre usa acqua fredda. In effetti è un buon metodo nel caso in cui le uova siano fredde di frigorifero. In questo caso se l’acqua fosse bollente lo shock termico del contatto freddo-caldissimo romperebbe il guscio (non sempre, ma accade molto spesso). Per cui salate comunque l’acqua e contate i minuti di cottura dal primo inizio di ebollizione.

Per 4 persone

Ingredienti: 6 uova lesse compatte, 150 g di stracchino dolce, 2 cucchiai di salsa verde (pronta), 50 g di patata lessa, sale e pepe nero

Occorrenti: casseruola, cucchiaio, coltello, cucchiaini o sac a poche

Tempo di preparazione: 20 minuti

Fate lessare le uova per 10 minuti dall’inizio dell’ebollizione. Poi date un getto di acqua fredda nel pentolino e travasatele delicatamente in un piatto. Con un movimento deciso del coltello tagliatele a metà per il lungo e svuotatele con il cucchiaio. Separate i tuorli dagli albumi.
Mettete i tuorli in una ciotola e schiacciateli molto bene con i rebbi di una forchetta. Aggiungete lo stracchino, la salsa verde e la patata lessa. Dosate a piacere al salsa verde. Regolate di sale e pepe e mescolate molto bene con una spatola.
Aiutandovi con due cucchiaini,  o con la sac a poche con bocchetta tonda o a stella riempite gli albumi. Decorate con ciuffi di prezzemolo e accompagnate con lattughino o misticanza.
Se la farcitura dovesse avanzare potete usarla come salsa per verdure al vapore o come base per panini farciti.

Felice giornata a tutti!

 

Straccetti alle vernaccia con maionese tonnata

Non è uno spezzatino, ma una stracciatino. Non è così famoso ma è altrettanto gustoso.  Lo trovo un modo di cucinare la carne veloce e alternativo, non fosse altro che per la cottura relativamente lunga.

straccetti di scamone 1

Per cucinarlo devi letteralmente stracciare la carne, tirandola con le mani e riducendola in artistici pezzetti chiamati straccetti, tutti uno diverso dall’altro. Anche questa è arte.
Non è difficile. Pensa che con le mani sbucci le cipolle o accarezzi il gatto, con le mani. Ecco, magari nel seguente ordine: prima cipolle poi gatto. Potrai far provare nuove sensazioni e farti trasportare dalle emozioni facendo gli straccetti, con le mani.
E così è stato provato che anche nel salato un po’ di Zucchero non fa mai male. Buona preparazione!
straccetti di scamone 2

 

Per 4 persone

Ingredienti: 400 g di scamone di manzo, 1 peperone rosso, 20 olive nere denocciolate,  2 zucchine medie, 3 cucchiai di olio, 2 cucchiai di farina bianca, 1 spicchio di aglio, 2 dl di Vernaccia, 200  g di maionese, 120 g di tonno, 10 capperi sotto aceto

Occorrenti: coltello, tagliere, padella, batticarne, pellicola alimentare, frullatore ad immersione

Tempo di preparazione: 40 minuti

Costo del piatto: basso

Taglia la carne a fette, battile le fette tra due fogli di carta forno o pellicola alimentare e rendile molto sottili.  Strappale quindi con le due mani e forma gli straccetti.
Lava il peperone e le zucchine. Priva il primo dei filamenti e spunta le zucchine. Taglia il peperone a listarelle e la zucchina a cubetti. Taglia le olive a rondelle.
Infarina leggermente gli straccetti e scuotili l per togliere l’eccesso di farina. Scalda l’olio e l’aglio nella padella e unisci la carne. Rosolala uniformemente per qualche minuto a fuoco vivace, poi sfumala con la vernaccia.  Aggiungi tutte le verdure e inserisci le olive. Regola di sale e pepe e mescola per insaporire. Abbassa la fiamma e porta a cottura, coperto per 30 minuti, versando poco brodo caldo se il condimento dovesse restringersi troppo. Nel frattempo metti nel bicchiere del frullatore ad immersione la maionese, il tonno, i capperi e 3 cucchiai di brodo. Frulla fino ad avere una salsa non troppo densa.
Servi gli straccetti caldi o tiepidi con la maionese tonnata a parte e accompagna con patate lesse.

straccetti in padella frabosk

Come potete vedere io cucino molto bene con la mia padella antiaderente Frabosk.
Sempre grazie di leggermi e buona giornata a tutti!

 

 

Crackers leggeri con farina integrale

crackers

Questi crackers casalinghi con farina integrale sono davvero molto leggeri, ottimi al posto del pane per la colazione del mattino  o come spuntino.
Di seguito potete ricevere una testimonianza diretta della loro bontà.

Si dice che il coccodrillo mangi troppo e che poi spesso pianga. Posso confermarlo: io sono uno di quei coccodrilli che mangia molto e poi piange.  Non che io pianga lacrime vere, intendiamoci,  son tutte lacrime di coccodrillo. Ma,  per farla breve, i miei morsi sono pregni di rimorsi, soprattutto da quando sono stato messo a dieta.
Il mondo sta cambiando, anche questo di noi coccodrilli.
Alle coccodrille di una volta piacevano le pance di coccodrillo, le lacrime e tutto il resto. Ora, non più. Anzi, ci chiedono le tartarughe  sulla pancia.
Sulla pancia? Qualcosa non quadra. Mio nonno mangiava tartarughe. Mio padre mangiava tartarughe. Tutta la mia nobile stirpe di coccodrilli mangiava tartarughe. Va da sé che le tartarughe le abbiamo in pancia e non sulla, pancia.
“Provati il costume!” ha intimato. E il costume non mi andava più. Così la mia cocca(drilla) mi ha messo in riga; o scappavo di tana o l’accontentavo.
Mai più quelle belle abbuffate, come se mi  restasse un solo giorno di vita da coccodrillo. E basta lacrime.
Ora questo è il mio régime: verdurine e verdurine e verdurine. Qualche frutto, poco di tutto.  Pasta e pane sono veleno.  Solo dei piccoli crackers mi ha permesso: me li fa lei stessa con le sue zampotte di coccodrilla.
Buoni però!  E io do un bel morso… senza rimorso.

Per  30 crackers

Ingredienti:175 g di farina di grano duro, 75 g di farina integrale, 50 g di olio di oliva extravergine, oppure olio di semi di arachide, 3,5 g di carbonato di ammonio + 10 g di latte, acqua gasata quanto basta per ottenere un impasto morbido, un cucchiaino di zucchero, 3,5 g di sale

Occorrenti: ciotola, forchetta, rotella dentata, teglia, bicchiere, pennello

Tempo di preparazione: 30 minuti

In una ciotola fate la fontana con le farine, aggiungete gli altri ingredienti, il carbonato sciolto nel latte e impastate per almeno 10 minuti. Otterrete un impasto morbido. Infarinate leggermente una teglia di cm 30×40 e con i polpastrelli stendete nella teglia una sfoglia abbastanza sottile. In un bicchiere versate 2 cucchiai di acqua, due cucchiai di olio di oliva e 1 cucchiaino di sale grosso. Miscelate con la forchette per ottenere un emulsione. Bucherellate con la forchetta la sfoglia e con la rotella dentata tagliatela a rettangoli. infine pennellate con l’emulsione. Infornare a 200°C in modalità statica per 20 minuti o fino a doratura, tenendo il portello in fessura.
Per conservarli chiudeteli in un sacchetto per alimenti. Se dovessero diventare morbidi scaldateli brevemente in forno.

Pare che i giorni dell’Estate passino due alla volta.
Miei cari lettori, vi immagino già tutti al mare o nei luoghi di vacanza sognati. Se invece siete a casa, come me del resto, lascio a voi il piacere di immaginarli. Felice giornata a tutti!

Crostata di mele con frolla senza tuorlo

Ebbene sì: l’uovo mi turba. Questo esempio di miracolo naturale, composto in forma primigenia e perfetta ha il potere di infittire la mia pur piccola testa  di dubbi e pensieri, di far sorgere sorprese, o far crollare illusioni. E tra  le due parti la più colpevole dei sì o dei no è l’albume. Perché?
Perché fin troppo s’è legiferato sui suoi comportamenti sui suoi tempi e le sue età, su tutti i miglioratori o meno della sua resa. Per dirla in modo semplice che cosa c’entrano con l’albume il limone o il sale? Inoltre,meglio usarlo: vecchio nuovo freddo caldo (?) a temperatura ambiente? Son domande importanti queste, sono.
Ma non vi è risposta, almeno per ora. Discuteremo poi di questi comandamenti che non sono dieci, bensì più di mille: cambiano di frequente e ci inducono in confusione. E per questa volta non vi sarà turbamento alcuno, ché l’albume va preso così, vecchio o nuovo, bello o brutto, direttamente dal frigorifero.

crostata di mele

Ingredienti: 125 g di burro morbido, 80 g di zucchero a velo, 45 g di albume(direttamente dal frigorifero), 250 g di farina debole (Proteine 10%), sale 1 g, buccia di limone grattugiata, 2 mele golden, 2 cucchiai colmi die confettura a piacere,  1 cucchiaio di zucchero semolato

Occorrenti: ciotola, cucchiaio di legno o spatola rigida, pellicola alimentare, mattarello, tortiera rotonda cm 22 di diametro

Tempo di preparazione : 20 minuti + riposo + 35 minuti cottura

Mettete nella ciotola il burro, il sale, la buccia del limone e mescolate con il cucchiaio di legno o la spatola rigida. Aggiungere lo zucchero e amalgamare senza inglobare aria. Aggiungere parte della farina (circa la metà) e schiacciare il composto per unirla. Versare parte dell’albume e altra farina. Incorporare gli ingredienti rimasti  e amalgamare nella ciotola. Rovesciare sul piano di lavoro impastare quel poco che basta a rendere l’impasto uniforme. Appiattite e avvolgere in pellicola alimentare o carta da forno. Mettete a riposare in frigorifero per almeno 2 ore.

Passato il tempo, accendete il forno a 180° in modalità statica e posizionate la griglia a metà. Lavorate brevemente l’impasto, tiratelo con il mattarello infarinato ad un altezza di 4 mm. e inseritelo nella tortiera imburrata. Copritene il fondo con la confettura e gli spicchi di mela (potete tagliarla al momento). Cospargete con poco zucchero semolato e cuocete per 35 minuti.

crostata di mele 2

Solo una premessa: quando montate l’albume non è necessario mettere il limone e nemmeno il sale.
E che sia una giornata ottima per tutti.

Come fare il gelato e altre “ghiacce” delizie

Mamma,che buono!

Molti aspetti ci rendono umanamente simili e oggi ne ricordo uno in particolare. Siamo in Estate, il romantico solstizio ce l’ha ufficializzato. Tra breve avranno inizio le meritate ferie. Giunti nei nostri luoghi agognati, dopo aver preso visione degli spazi e impattato coi modi bruschi o meno di chi ci ha accolti, avremo un grande, condiviso  desiderio, una comune via maestra da percorrere: quella verso la gelateria. Mari laghi monti fiumi, boschi valli spiagge; cinque quattro tre due una stelle; un mese una settimana un giorno una passeggiata, ci balena la stessa idea: mangiamo un gelato? tutti d’accordo, grandi e piccini; il gelato piace a tutti e ci porta a vibrare all’unisono. Da qui, o meglio dire da lì, si formeranno pluralistiche e divergenti correnti di pensiero: quella dei vellutati e carezzevoli gelati “pannosi”, quella dei magri e sportivi gelati di frutta o sorbetti, e infine la corrente del ghiaccio estremo: quella dei seguaci della granita o del ghiacciolo. Che poi, quasi obtorto collo, irretiti dai colori entusiasmanti, dalle variegate consistenze, dalla canicola…

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