Biancomangiare di latte con frutta e canditi

biancomangiare di latte

Sono tra coloro che hanno avuto il piacere di sentire il sapore del latte appena munto e che sicuramente non lo dimenticheranno mai. C’erano una volta mille motivi per bere latte e in casa non doveva mai mancare. Tanto che farsi mandare dalla mamma a prenderlo diventava la scusa per un uscita fuori programma. Il latte era obbligatorio a colazione, frequente a merenda e spesso diventava la cena, macchiato di caffè e con il pane biscottato.
Io bevo ancora molto latte. Gli sono affezionata, come Linus alla sua coperta. Non so se per via della fedeltà al mio animo fanciullo o per la persistenza alla lattasi, ma latte e biscotti, riso con il latte, polenta con il latte, minestra di latte e castagne – se c’è anche la zucca è una vera leccornia – frittura di latte, sono tuttora i miei cibi consolatori.
Ci sono adesso, almeno pare, mille motivi per non bere più latte. Tuttavia, tra la fiducia nelle sue enormi qualità e il moderno scetticismo, il latte vince. Non smetteremo mai di berlo almeno fino a quando esisteranno il cappuccino, il macchiatone, il tè col latte, il latte e menta e…il biancomangiare di latte. Buona preparazione.

Per 4 persone

250 g di latte intero

50 g di panna

1 pizzico di sale

10 g di zucchero semolato

20 g di maizena

2 cucchiai di arancia candita

1 punta di vaniglia in polvere

1 punta di cannella in polvere (facoltativa)

Frutta semicandita a piacere per servire

Preparate la frutta semicandita: tagliate la frutta e mettetela in una ciotola con zucchero semolato e succo di limone a piacere. Lasciatela ad insaporirsi per almeno 6 ore in frigorifero, poi scolatela e conservate il succo.
Per il biancomangiare: unite al latte la panna, il sale, lo zucchero, la cannella, la vaniglia  e la maizena. Miscelate con una frusta e cuocete fino ad addensare. Fate raffreddare, mescolando ogni tanto. Unite i canditi e amalgamateli. Stratificate nei bicchieri o nelle coppette il biancomangiare e la frutta.
Per servire: fate raffreddare la preparazione in frigorifero  per almeno 2 ore. Irrorate con il succo della frutta e decorate con la frutta semicandita a piacere.

Il mio consiglio: se non vi piacciono i canditi potete sostituirli con frutta secca macinata grossolanamente. In questo caso aumentate la quantità di zucchero nel biancomangiare.

Felice giornata a tutti.

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Biscotti girandola alle nocciole

 

biscotto giravolta

Questa mattina c’è un beato tra le donne capelli a spazzoletta e sguardo volitivo che fa colazione con noi…mangia latte e biscotti. Dice che i biscotti sono delle girandole e sta provando a lanciarli direttamente nella tazza per verificare se faranno come quei sassi piatti che getta lontano nel lago. Prova e riprova riesce davvero a farli volare e proprio nel lago di latte che avanza debordando dalla tazza.
L’aspetto ventoso di questo biscotto conferma la sua leggerezza, la grana fine della sua consistenza.  Quindi non posso che dargli ragione se, dall’alto dei suoi  anni, pochi ma molto autorevoli in materia, ne ha fatto una sorta di frisbee.
Ora è pronto per l’asilo. Di biscotti ne ha voluti due da mettere dentro una piccola scatola, che stringe forte con le sue manine per portarli alla sua fidanzata.
E di nuovo devo dar ragione a lui, perchè ci vuole niente, proprio niente a passare dal latte ai biscotti, dal lago ai sassi, dal vento ai frisbee e dai biscotti all’amore. Niente.

ingredienti: 210 g di farina 00, 200 g di burro morbido, 70 g di zucchero a velo, 2 prese di cannella, 5 gocce di estratto di vaniglia, 140 g di farina di nocciole, 40 g di zucchero semolato, 2 albumi, 5 g di lievito in polvere
Occorrenti: Ciotole, frustino elettrico o impastatrice, spatola, sac a poche e bocchetta a stella aperta o siringa per biscotti
tempo di preparazione: 30 minuti + cottura

In una ciotola monta il burro per qualche minuto. Aggiungi la metà dello zucchero a velo, il sale, gli aromi e continua a montare. Setaccia la farina con il lievito. Trita la farina di nocciole con lo zucchero a velo rimanente e setacciala; poi uniscila al composto di burro, continuando a montare con il frustino. Aggiungi anche metà della farina un poco alla volta. Monta gli albumi a neve con lo zucchero semolato. Con una spatola inserisci al composto la farina rimanente, alternandola con gli albumi montati. Metti l’impasto in una sac a poche o nella siringa da biscotti e modella degli anelli sulla placca del forno leggermente imburrata. Cuoci in forno statico a 170°C placca a metà per 15 minuti; poi alza la temperatura del forno a 200° C e prosegui la cottura per altri 5 minuti con il portello del forno in fessura. Se vuoi che il tuo biscotto non si allarghi, ma risulti più contenuto nella forma, cuocilo in uno stampino da muffin.
Questa ricetta è stata liberamente tratta dalle molteplici e fantastiche ricette di biscotti del maestro Iginio Massari e leggermente modificata. Questo, non perché non fosse valida, ma per meglio adattarla ai forni casalinghi.

Buon fine settimana!

 

 

 

Panzanello

panzanelli
Il nome uno non se lo sceglie. Il nome te lo porti addosso: lo trascini come un masso o lo sollevi con una mano e lo fai volare a soffio. Per me è sempre buona la prima.
Come mi chiamo lo dico prima di tutto, così mi libero, mi tolgo il pensiero. Fosse mai che poi mi si venga a dire perché non me l’hai detto prima.
Salve. Io sono Astolfo e ho il frigo vuoto.
Per me fare la spesa richiede infinite riflessioni e culmina nella resa finale stazionando davanti al portello. Mi arrendo.
Di lavoro faccio il programmatore di computer, ma non ho programmi. Quasi mai.
È Venerdì. Danno un film tra i preferiti, non c’è la mamma, la pizza  d’asporto sa di scatola e mi voglio rilassare.
A dire il vero ci sarebbero buoni motivi per andare a fare la spesa: leggere l’etichetta della uova, contare quanti tipi di cioccolata ci sono… Lulù alla cassa. Lei non sa che mi chiamo Astolfo.
In un freddo Venerdì di un mese che non importa del mio  migliore anno, nasce quello che sarà la mia cena e non a caso, ma considerando il patrimonio di derivazione, scarso: latte, un tubetto di conserva, uova, pane duro, pomodori secchi.
Panzanello lo chiamerò. Panzanello come l’insalata che mi fa mia nonna in campagna. Il nome uno non se lo sceglie.

Per 6 tortini

Ingredienti: 100 g di pane raffermo (crosta e mollica),40 g di grana grattugiato o gruviera, o emmenthal, 1 uovo,  30 g di pomodori secchi, 2 cucchiai rasi di concentrato di pomodoro,  scaglie di formaggio (facoltative), origano, olio di semi di arachide
Occorrenti: ciotole,  elettrico,  spatola, forchetta, stampini monoporzione (ideali quelli da muffin)
Tempo di preparazione: 20 minuti + cottura
Grado di difficoltà: facile

Accendi il forno a 180°C Modalità statica, placca a Metà.  Spezza il pane, mettilo in una ciotola e coprilo con il latte. Lascialo inzuppare schiacciandolo con i rebbi di una forchetta poi strizzalo con le mani. Aggiungi al pane strizzato il tuorlo, il formaggio il concentrato di pomodoro, l’origano e i pomodori secchi tagliati sottilmente. Monta l’albume a neve e uniscilo al composto. Ungi leggermente gli stampini e riempili per circa 2/3 della loro capienza. Cospargili con le scaglie di grana se ti piace.  Metti nel forno pre-riscaldato a 180° in modalita statica, placca a metà e cuoci per 25 minuti. Servili tiepidi.

Buona serata!

Galeotto fu il biscotto

Un giorno qualcuno ebbe a ridire sulle mie polpette dicendo che, se le avessi buttate contro al muro, di certo sarebbe crollato. Non passò molto tempo che, rivisto il mio modo di far polpette, misi al sicuro il muro e chiusi la bocca al bel tendenzioso.
Ma ancora non taceva: ” d’altra parte non si può pretendere…a Brescia non avete tradizione culinaria!?”
” non sono bresciana, sono lumezzanese, che equivale ad un bresciano elevato alla potenza ennesima…” gli risposi, ferita nel mio orgoglio, che ribolliva come magma incandescente. Iniziai con un biscotto semplice, assai rustico, ma talmente buono intinto nel latte… se ne innamorò perdutamente.
“Quanto a biscotti non ti batte nessuno…”mi sussurrava.
Arrivarono poi nell’ordine seguente: minestre con le mereconde, galline ripiene, rustignì e bossolà. Non passo molto tempo che il bel tendenzioso ebbe paura di ingrassare e migrò verso altre cucine…-non si prende un uomo per la gola, non più al giorno d’oggi.
Nella vita, miei cari, tutto serve, poiché feci un salutare ripasso delle mie ricette della tradizione bresciana, che non è vero che non c’è.
Se galeotto fu il biscotto, non lo furono altrettanto il capretto e tutto il resto. Non importa, mi rimangono sempre le ricette e ve le affiderò.  Buona esecuzione!

Biscotto bresciano 

biscotti bresciani 

occorrenti: ciotola, spatola, frustino elettrico, carta forno, teglia
tempo di preparazione: 20 minuti + cottura
grado di difficoltà: medio
per un biscotto di g 20  25 calorie
Ingredienti per circa 20 biscotti: 400 g di farina00,100 g di zucchero semolato,5 g di sale,10 g di miele, 30 g di uovo intero, 20 g di albume, 25 g di latte intero, 60 g di burro, una punta di cucchiaino di vaniglia, 5 g di carbonato di ammonio, 5 g di lievito in polvere

Scaldiamo il latte con la vaniglia e lo lasciamo riposare per almeno mezz’ora. Fondiamo il burro e aggiungiamo lo zucchero e il sale, il miele e il latte filtrato. Mescoliamo e uniamo la farina setacciata con il lievito, l’uovo e il carbonato. Mescoliamo bene e uniamo l’albume montato a neve. Stendiamo l’impasto in un rettangolo non più alto di 4 mm. e tagliamo i biscotti con una rotella dentata. Sistemiamo sulla placca del forno foderata con carta forno e cuociamo placca metà e portello in fessura a 180°C per 15 minuti, e a 200°C per 5 minuti. Si conservano per molti giorni se ben chiusi.

Non accendete il forno per carità…troppo caldo, mettete da parte la ricetta e la riesumerete in tempi più adatti. Buon proseguimento di quest’Estate vera davvero.