Spaghetti tonno e curry

Su certe coppie non ci avrebbe scommesso nessuno: troppe differenze; incompatibilità all’origine. Eppure…
Anche sul Mario e la Maria non ci si permetteva di fare previsioni, per una questione di correttezza. E invece sono ancora lì, dopo dodici lustri, a tenersi per mano. E’ spesso una questione di apparenze, un’idea arcaica, una impressione troppo rapida seguita da giudizi azzardati. Io dico: si prova!
Si prova dapprima con una serena frequentazione o tentativi timidi di approcci, rimanendo ognuno a casa propria. Infatti: uno sta vicino al lavandino, proprio sotto ai biscotti e l’altra sta sopra alla planetaria, dove ci sono tutte le spezie.
In seguito si può pensare ad una convivenza. Capita di frequente che poi  non si lascino più e si sposino assai volentieri.
Succede così per il tonno e il curry in polvere e per tanti altri connubi, che inizialmente paiono davvero temerari  ma, che invece, sfociano nel piacersi più duraturo.

Spaghetti tonno e curry

spaghetti tonno e curry

 

per 4 persone

320 g di pasta formato spaghetti

200 g di tonno in scatola da sgocciolare

200 g di passata di pomodoro

1 spicchio di aglio pelato e schiacciato

Vino bianco

1 cucchiaino abbondante di curry in polvere

olio

sale

prezzemolo tritato (facoltativo)

In una padella capiente versate l’olio e unitevi l’aglio pelato e schiacciato. Fate rosolare, sgocciolate il tonno e versatelo in padella, mescolate e lasciate insaporire. Dopo 3 o 4 minuti sfumate con 2 cucchiai di vino bianco. Lasciate ancora cuocere per 2 minuti e aggiungete la passata di pomodoro. Regolate di sale e mescolate. Proseguite la cottura ancora  per 5 minuti, mescolando. Togliete la padella dal fuoco. Lessate gli spaghetti in acqua bollente salata e scolateli conservando poca acqua di cottura. Versateli nella padella e rimettetela sul fuoco. Unite il curry in polvere e saltate gli spaghetti per 1 minuto. Cospargete con prezzemolo se gradito e servite gli spaghetti ben caldi.

Buona giornata!

 

 

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Dal superfluo il necessario: come riutilizzare gli avanzi di un filetto di pesce

Pare già tutto chiarito nel titolo ma, desiderando essere più precisa, vi racconto. Acquisto dei buoni filetti di branzino congelati. Ci sarebbe di meglio, ovvio: il pesce pescato, fresco, strappato quasi a forza dalla cassettina del pescatore appena giunto al porto. Già.
Mi devo però accontentare, e va bene così. Prevedo il consumo di tutto il sacchetto e lo scongelo interamente. Una volta scongelato il pesce lo lavo sotto l’acqua corrente fredda e lo metto tra due fogli di carta da cucina per asciugarlo.
Desidero una cottura semplice e veloce. Prendo la bistecchiera, la metto a scaldare e nel frattempo verso direttamente nel piatto di portata: olio di oliva, poco sale, mezzo spicchio di aglio a fettine, un cucchiaio di prezzemolo tritato, poco succo di limone. Con una forchetta mescolo la mia citronette, che è pronta per accogliere i filetti. Metto un foglio di carta forno sul fondo della bistecchiera e adagio i filetti. Cuociono in pochissimo tempo, nemmeno due minuti per parte*. Li giro delicatamente con la paletta e, una volta cotti, li adagio sulla citronette cercando di distribuirla molto bene. Hanno veramente un ottimo aspetto. Ma…Squilla il telefono.
Vero quanto chiaro: la pizza con le amiche vale il miglior branzino, anche fosse pescato, di tutti i mari. Il pranzo per domani è già praticamente pronto.

Gnocchi di patate al branzino, pomodorini e olive

Gnocchetti di patate al branzino

Ingredienti per 2 persone: 300 g di gnocchetti di patate, almeno 100 g di avanzo di filetto ben pulito dalla pelle (se c’era), 1 cucchiaio di olio di oliva a testa, pepe nero, poco sale, poco zucchero, 8 pomodorini, olive nere denocciolate (a piacere), 1 spicchio di aglio pelato e schiacciato, prezzemolo o timo o basilico tagliati grossolanamente
Occorrenti: padella, coltello, tagliere
Tempo di preparazione: 15 minuti
Mettiamo a bollore l’acqua per lessare gli gnocchetti. Nel frattempo: laviamo e tagliamo i pomodorini in 2 o 4 parti. Versiamo l’olio e poniamo l’aglio in una padella. Scaldiamo e tuffiamo i pomodorini. Saliamo delicatamente, aggiungiamo lo zucchero e lasciamo rosolare a fuoco vivace. Tagliamo le olive nere a rondelle o a metà (possiamo lasciarle intere) e le mescoliamo ai pomodorini; uniamo il pepe e proseguiamo la cottura per un minuto. Tagliamo i filetti a pezzetti eli uniamo  al sugo di pomodorini e olive, a fuoco spento, assieme gli aromi scelti.
Quando l’acqua bolle versiamo gli gnocchetti e lasciamo che inizino a salire in superficie. Teniamo da parte un po’ d’acqua di cottura. Accendiamo il fuoco sotto il sugo e scoliamo gli gnocchetti direttamente nella padella. Saltiamo e serviamo ben caldo.

*La temperatura al cuore di un filetto di pesce è di 65°C

Solare giornata a tutti!

 

 

Pesce d’Aprile: trota in carpione

 

pesce d'Aprile

 

Tra tutti i Pesci d’Aprile che farete questo sarà il più bonario, anzi il più buono. Ho preso in prestito una ricetta di antica tradizione lacustre e ho cambiato il pesce. E già questo potrebbe essere uno scherzo, perché non è tinca ma è trota. Per tutti gli altri giorni dell’anno può valere la tinca; come pesce d’Aprile ho scelto la trota.
Una volta, la trota, era un pesce della Primavera. Ora, poiché allevata, si pesca tutto l’anno e raramente è autoctona.  La tinca invece la chiederete al pescatore di fiducia.
Scherzo a parte, non mi si dica che il pesce di lago o d’Aprile, tinca o trota, non è gustoso.

Ingredienti per 4 persone

800 g di filetti di trota salmonata, acqua, vino bianco, olio di oliva, scalogno, poco sale grosso, pepe nero, 2 cucchiai di prezzemolo tritato, 6 filetti di acciuga, 2 spicchi di aglio pelati e schiacciati

Occorrenti: padella alta, schiumarola, padella, cucchiaio, pellicola

Pulite gli scalogni e tagliateli a metà. Nella  padella mettete gli scalogni, un bicchiere di acqua, un bicchiere di vino bianco secco, 1 bicchiere di olio di oliva, portate ad ebollizione e poi raffreddate. Lavate i filetti di sogliola, togliete le lische più evidenti (passate sopra il dito e le sentirete), metteteli nella padella con il brodo, unite poco sale grosso e qualche grano di pepe nero. Cuocete i filetti per 20 minuti sul fuoco basso. In una altra padella versate 8 cucchiai di olio di oliva, gli spicchi di aglio pelati e schiacciati e unite i filetti di acciuga. Scaldate e con l’aiuto di una forchetta schiacciate i filetti di acciuga e frantumateli. Lasciate insaporire sul fuoco per un minuto, poi togliete dal fuoco e unite il prezzemolo. Versate questo intingolo in una pirofila. Con la schiumarola togliete i filetti dalla padella e levate la pelle (se c’è). Non importa se si romperanno. Appoggiateli direttamente nella pirofila e irrorateli  molto bene con l’intingolo. Potete gustare la trota subito, ma il giorno dopo è ancora più buona. Conservatela in frigorifero coperta con pellicola. Se l’intingolo avanza condite degli spaghetti. Davvero gustosi.

Buona giornata a tutti.

trota in carpione

Cannelloni con carciofi e formaggi

Se a Pasqua non cucinerete: sono contenta per voi.
Se cucinerete, ma non sapete ancora cosa: faccio il tifo per voi!
Se non cucinerete primi piatti, sappiate che io farò come voi.
Se avete già scelto nelle belle possibilità offerte e non vi interesso: passate oltre, non ce l’ho con voi.
Ma se avete pensato ad un primo piatto che sia lussuoso e non vistoso, che sia facile ma nello stesso tempo goloso, questi cannelloni potrebbero essere l’ideale. Buona preparazione!

 

cannelloni

Cannelloni con carciofi e formaggi

 

Per 4 persone

 

Ingredienti: 4 fogli di pasta per lasagne (fresca) , 250 g di ricotta vaccina, 300 g di cuori di carciofo o altre verdure a piacere, 3 cucchiai di olio di oliva, 1 spicchio di aglio pelato e schiacciato, 1 peperoncino, poco brodo vegetale, 1 cucchiaio di prezzemolo grattugiato, 100 g di provolone dolce tagliato a cubetti, 350 g di besciamella,  poco concentrato di pomodoro, grana grattugiato, sale
Occorrenti: coltello, tagliere, ciotola, padella, frullatore ad immersione o frullatore, casseruola, schiumarola, carta forno, pirofila, pellicola di alluminio
Pulite i carciofi e ottenetene il cuore (se state usando altre verdure pulitele a tagliatele). Tagliateli in 4 parti e metterli in acqua mescolata a latte o in acqua acidulata con limone. Scaldate nella padella l’olio, l’aglio e il peperoncino. Sciacquate i carciofi,  metteteli nella padella e rosolateli a fiamma vivace; regolate di sale, versate poco brodo vegetale e cuoceteli fino a che non si ammorbidiranno. ine cottura aggiungete il prezzemolo, togliete aglio e peperoncino e frullateli conservandone alcuni spicchi interi. In una ciotola mescolate la purea di carciofi con la ricotta, il provolone e il grana grattugiato  dosato a piacere. Regolate di sale.
Accendete il forno in modalità statica a 180°C. Tagliate i fogli di pasta a metà per la larghezza e sbollentateli per 1 minuto in acqua bollente salata. Scolateli con la schiumarola e posateli sulla carta forno. Farciteli con il composto e completate con qualche spicchio di carciofo e fettine di provolone.
Mescolate alla besciamella (non deve essere densa, se lo fosse allungatela con del brodo caldo) poco estratto di pomodoro e ricoprite con il composto i cannelloni. Cuocete in forno per 30 minuti coperto con pellicola di alluminio. Togliete l’alluminio, alzate la temperatura del forno a 250°C e gratinate per 5 minuti.

Consigli: potete usare verdure surgelate e pasta secca al posto di quella fresca. In questo caso sciacquate i carciofi surgelati prima di metterli nella padella e prolungate il tempo di lessatura della pasta.

Buona giornata!

 

 

 

Cucina tra le righe: crostino con porcini

crostino giuliana
Non posso dire che questo di Cucina tra le righe sia il solito crostino: niente maionese o altre salse, ma solo pane e verdura. Questo è un crostino che nutre senza appesantire e un ottimo spezza-fame. Brava Giuliana!

Crostino con porcini    

200 g di porcini surgelati a fette 1 spicchio di aglio 1/2 cipolla, 1 manciatina di prezzemolo, 3 cucchiai di olio evo, brodo vegetale, sale e pepe

Tritare finemente aglio, cipolla e metà del prezzemolo. Metterli in un tegame appena coperti di brodo e farli ammorbidire a fuoco medio, mescolando ogni tanto. Quando cominciano a profumare, unire i porcini, salare e pepare. Far cuocere a fuoco vivo per pochi minuti. Abbassare la fiamma e stufare i porcini nel liquido di vegetazione, unendo brodo caldo se serve. A fine cottura aggiungere l’olio e il resto del prezzemolo tritato. Si serve con fettine di pane multicereali a lievitazione naturale.

Quando si prepara un antipasto per una particolare occasione (un compleanno, una festa, o semplicemente un invito tra amici) si pensa prima di tutto agli affettati, a qualche crostino con maionese, a un po’ di insalata russa… E le verdure? Come al solito trovano ben poco posto a tavola, in ogni portata. Perciò voglio stimolarvi a preparare degli antipasti allegri e colorati ricchi di ortaggi. Soltanto se li metteremo all’inizio del pasto avremo l’opportunità di mangiarne un po’, altrimenti non lasceremo loro molto spazio quando lo stomaco comincerà a dare il segnale di pieno. I banchetti sono così, si sa, ma non guasta qualche piccolo accorgimento per attenuare gli “effetti collaterali”. Le verdure a inizio pasto servono proprio a questo. Infatti ci offrono: antiossidanti, per mettere a dura prova i malefici radicali liberi che si formeranno; fibre, che ci aiuteranno a contenere i picchi glicemici causati dai manicaretti che seguiranno; vitamine e minerali. Ci aiuteranno anche a digerire un pochino meglio e a mangiare un pochino meno. Ho scelto di proporre i funghi porcini perché oltre ad essere molto appetitosi, ben si  adattano ad essere completati dalle  verdure fresche, che in tavola non devono mai mancare in quanto fonte immediatamente fruibile di vitamine. Dal punto di vista nutrizionale i funghi sono rimineralizzanti, poco calorici, ricchi di vitamine del gruppo B ed  E  e stimolano la crescita delle difese immunitarie, tanto da essere considerati un vero e proprio antibioico naturale. Inoltre sono tra gli alimenti a più basso indice glicemico. Il pane multicereali lievitato naturalmente, invece, favorisce la digestione, e fornisce le importanti fibre; inoltre previene le intolleranze, il sovrappeso (e molto altro, per la verità…). Vi suggerisco però anche di mettere in tavola un po’ di verdure crude di stagione (carote, finocchi, cimette di cavolfiore, cipollotti, radicchio…) e qualche salsina per renderle più invitanti. Oltre alla classica vinaigrette, ottima la crema di pomodori secchi, che si prepara facilmente così: ammorbidite per qualche ora i pomodori secchi in acqua calda e aceto, quindi tagliateli a filetti e trasferiteli in un contenitore. Unite peperoncino, paprica, rosmarino sfogliato, aglio; coprite di olio extravergine e fate riposare per 2-3 giorni, mescolando ogni tanto. Infine passateli al mixer, unendo un po’ di aceto e l’olio sufficiente per renderli cremosi. Non dimenticate poi di servire anche una bella salsa verde, preparata con prezzemolo e aglio crudi, olio extravergine e sale. Il prezzemolo è ricchissimo di nutrienti, in particolare di vitamine A e C, di bioflavonoidi e di minerali. L’aglio aiuta la flora intestinale “buona”, fluidifica il sangue, è antitumorale e ipotensivo.

Grazie Giuliana deI tuo tempo e dei buoni consigli che dedichi a Mamma che buono!.

Più del cappone potè…il cappone senza le ali

Se non abbiamo un cavallo possiamo ben far trottare un asino: potremmo andare ugualmente al passo, sfoggiare comunque un trotto elegante e forse anche azzardare un repentino galoppo – in verità non so se l’asino può galoppare. Ma se non abbiamo il cappone?
Esattamente questa fu la sorgente del quesito che, in tempi piuttosto lontani, una tenace e affaccendata contadina della Piccola Francia, che non era la Francia dei francesi, ma la Franciacorta, si pose la mattina della vigilia della festa del Patrono quando entrando nel pollaio, pronta all’efferato delitto, non trovò il cappone. Ad esser sinceri, fu il secondo, quello, di quesito, perché  il primo fu: “che fine ha fatto il cappone?”.
Se fosse stata una faina, un ladro, un manipolo di affamati, che il suo era un cappone con i fiocchi, tanti quante erano le piume, non era dato sapere. Ma da persona pratica qual’ era, “la tenace”, non si perse d’animo ed in primis  pensò a come allocare tutto quel ripieno fatto il giorno prima. Sparito il contenente restava pur sempre il contenuto e non si poteva nemmeno pensare di buttarlo, mai fosse!
Così, mentre passava dal pollaio all’orto, cercando di non calpestare niente di quel ben di Dio, vide la verza che s’apriva, apriva le sue foglie trasudanti di rugiada quasi in una sorta di sorriso benedicente, ed ebbe l’idea: avrebbe messo nelle foglie di verza tutto quello che sarebbe dovuto entrare nel cappone volato, sparito, rubato. Molto bene. In tal modo, avrebbe fatto. In seguito avrebbe cercato il suo cappone. E così fece.

Grande piatto questo, davvero grande. E che i bresciani abbiano a ringraziare la loro cucina, il cappone volato, la signora e la sua verza.
Si chiama Capù sensa ale, cappone senza le ali, e la storiella è inventata, poiché è più plausibile giustificare la sostituzione gastronomica con ragioni dettate dalla carenza – la carne era previlegio di pochi – che non con la fuga o con il ratto del cappone.
Posso definire la preparazione, non esagerando, controversa: sei ricette una diversa dall’altra, e tre nomi diversi. Da alcuni è citata come Capunsei , da alcuni come Capu’ sensa cosse (cappone senza cosce), piatto che prevede di arrotolare la salsiccia nella foglia di verza – infine, appunto, come Capù sensa ale (cappone senza ali).  Che il cappone se la sia data a gambe, perché non aveva ali, o che abbia spiccato il volo, perché non aveva gambe – d’altra parte non piace a nessuno farsi tirare il collo – ha poca importanza, quello che conta è l’invenzione gastronomica che trasforma la semplice necessità nel nutrirsi in vera e propria arte.

Capu’ sensa le ale

Mi sono attenuta alla ricetta che conoscevo e che trasferisco con l’unica variante d’aver sostituito al lardo il burro. E’ un piatto decisamente calorico e sicuramente per stomaci forti, ma tant’è e prendiamolo per tale, evitando di mangiare altro e servendolo con verdurine lessate o fresche.

capù

per 4 persone

occorrenti: ciotola, pentolino, padella, casseruola, colapasta, carta da cucina. spago da cucina, forbici
Ingredienti: 8 foglie di verza, 150 g di formaggio da grattugia misto, 100 g di pane grattugiato, 80 g di pasta di salame o salsiccia,  30+30 g di burro, 1/2 lt di brodo(vegetale o di carne), 2 cucchiai di cipolla tagliata molto sottile, 1/2 spicchio di aglio, 2 cucchiai di prezzemolo tritato, 3 cucchiai di olio, 3 cucchiai di conserva di pomodoro, sale e pepe
tempo di preparazione: 1 ora
grado di difficoltà: medio
Calorie: a richiesta…*

Sbollentiamo le foglie di verza dopo averle lavate in acqua leggermente salata, le scoliamo e le mettiamo su della carta da cucina. In una ciotola mettiamo il pane il formaggio una presa di sale, l’aglio schiacciato e il prezzemolo, aggiungiamo il brodo caldo e mescoliamo con una forchetta per amalgamare. In una padella facciamo rosolare la cipolla in 30 g di burro e aggiungiamo la salsiccia sgranata,  il composto di pane e formaggio  e lo rigiriamo fino a che non avrà ben assorbito il burro. Prendiamo le foglie e con la forbice tagliamo la parte bianca più dura, poniamo al centro un cucchiaio abbondante di ripieno e chiudiamo a involtino che legheremo con lo spago da cucina. In una larga padella scaldiamo il burro rimanente e l’olio, stemperiamo la salsa di pomodoro in un po’ di brodo e la aggiungiamo. Posiamo gli involtini nella padella e li portiamo a cottura coperta per circa 30 minuti, avendo cura di allungare con del brodo se il sugo tendesse a restringersi troppo e di irrorare ogni tanto con lo stesso gli involtini. Serviamoli ben caldi dopo aver tolto lo spago da cucina.

Varianti: è ammesso l’uso di altri involucri che potrebbero  essere foglie di bieta, erbette, perfino lattuga ottimo espediente per utilizzarne le foglie esterne.

*Calorie a richiesta significa che in caso di computo alto, le calorie non vengono precisate per non disincentivarvi all’assaggio – un po’ come succede per il prezzo a richiesta delle parure. Io vi consiglio di chiudere gli occhi, di non pensare alle calorie, e di assaggiare… domani sarà un altro magnifico giorno.

Buona giornata!