Il pranzo della domenica

Oggi si pranza fuori.  All’aperto.  In riva a un lago, in riva al mare.  In un bosco, in un prato o in un parco, la scelta è varia.  Approfittiamo di queste belle giornate per fare un picnic, i bambini lo chiamano pranzo al sacco  e lo adorano.  Mi ricordo quando le mie figlie andavano in gita scolastica.  Iniziavano tre giorni prima a raccomandarmi i panini.  Generalmente il rancio era:  due panini, acqua, e contenitori di frutta e verdura crude.  Quando tornavano, l’avanzo era:  mezzo panino, nessun resto di frutta e verdura, perché molte cruditè erano state offerte ai compagni. Questa può essere la dimostrazione che a  volte basta cambiare ambiente, perché i bambini mangino ciò che non avremmo mai creduto potessero mangiare.  Fare un picnic è un modo diverso di condividere il pranzo, allegria e gioco sono i suoi ingredienti fondamentali; prepariamo del cibo trasportabile e pratico da consumare, i bambini potranno aiutarvi nel prepararlo e per loro sarà una festa.  Serviranno poi un bel telo colorato o delle coperte, dei cuscini, le borse termiche, che, vuote, potranno diventare dei pratici tavolini, le stoviglie di plastica e i tovaglioli, molti tovaglioli. Poi, una volta terminato, fate come se foste a casa, intendo dire: lasciate tutto ben pulito.

I tramezzini

 Buoni i panini, buoni davvero, ma il tramezzino… è la morbidezza fatta snack.  Con il panino ti senti in colpa, vero ragazze? Con il tramezzino  ti pare di non aver mangiato.  Sarà per tutto quel morbidume  che avvolge discreto  l’esplosione dei contenuti, che lo finisci in due bocconi.  Piace a tutti e ai bambini in particolare.  Per la mia famiglia i migliori sono in assoluto: tonno e carciofini, tonno e pomodoro, il tutto accompagnato da salsa maionese.  Fatevi aiutare dai vostri figli nel prepararli.  Voi tagliate ciò che è da tagliare: i carciofini e i pomodori a rondelle sottili , ai  più piccoli date da mescolare il tonno e la maionese, mentre i più grandi farciranno i tramezzini e li avvolgeranno nei tovaglioli colorati.

La  frittata

E’ un cibo classico per le scampagnate, può essere tagliata e messa in un contenitore, oppure messa all’interno di sfiziosi panini.  Si può fare una frittata di sole uova e formaggio, oppure di verdure: zucchine, asparagi, carciofi, erbette o spinaci, la base è sempre la stessa.  Calcolate 1 uovo a testa e 1 cucchiaio ogni due uova  di panna o latte; se la volete più saporita, sostituite il latte o la panna con del grana o del formaggio a piacere.

Frittata di zucchine

4 uova

120 g di zucchine tagliate a rondelle

1 cipolla

Prezzemolo, 1 cucchiaio

2 cucchiai di grana grattugiato o altro formaggio

Olio di oliva

Sale e pepe

 Pulite le zucchine e tagliatele a rondelle, mondate la cipolla e tagliatela sottile.  Versate 3/4 cucchiai di olio di oliva in una padella antiaderente, aggiungete la cipolla e fate soffriggere leggerment, poi versate le zucchine.  Portate a cottura,aggiungendo un po’ d’acqua se dovessero attaccare, poi regolate di sale e togliete dal fuoco.  Sbattete le uova con il pepe  e il grana, unite le zucchine e la cipolla, mescolando con cura.  Nella stessa padella antiaderente, unta con pochissimo olio, versate il composto di uova e zucchine, cuocendolo a fuoco medio fino a dorarne il fondo.  Incoperchiate,  abbassate il fuoco al minimo, e cuocete fino a che la frittata non apparirà dorata anche in superficie: così non sarà necessario girarla e le verdure risulteranno più colorate.

Torta di limone e mandorle

Non può mancare una torta per la merenda, così come una bella provvista di frutta fresca tagliata e messa nei contenitori ermetici.  Conclusa la passeggiata pomeridiana, sarà un vero piacere gustarle.  A proposito di passeggiata, se vi recate in campagna, questo è il momento adatto per dedicarsi alla raccolta di cicoria, asparagi, borragine e altre piante spontanee.  I bambini amano molto raccogliere e vogliono sapere tutto.  A casa poi si potrà adoperare il frutto del loro raccolto, per risotti, zuppe, frittate, o insalate originali, ne andranno fieri.

350 g di farina00

3 uova

6 cucchiai di zucchero di canna

100 g di burro

200 g di yogurt greco

100 g di farina di mandorle

La buccia di 1limone non trattato

Una bustina di lievito vanigliato

Mandorle intere

Per lo sciroppo: 150 g di zucchero, 1dl di succo di limone e arancia

Mettete il burro morbido a pezzetti in una terrina e unite lo zucchero di canna.  Lavorate il burro e lo zucchero a crema con un frustino elettrico o con un cucchiaio di legno.  Incorporate uno alla volta le uova ben fredde, la farina setacciata con il lievito, alternandola allo yogurt.  Infine aggiungete la farina di mandorle e la buccia di limone.  Imburrate e infarinate uno stampo rettangolare, versate l’impasto  distribuite in superficie le mandorle intere e infornate a 180° per  50 minuti; sfornate e lasciate raffreddare.  Preparate lo sciroppo: riunite gli ingredienti in un pentolino con 2 dl di acqua.  Lasciate cuocere a fuoco medio fino ad ottenere uno sciroppo biondo e fluido; versatelo tiepido sulla torta e lasciate raffreddare.

Credo non manchi nulla a parte i giochi, quelli sono sempre a piacere.

Felice giornata a tutti.

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Mamma, che buono! Presentazione gustosa al Raccolto

30 marzo ore 11

Società Umanitaria, via Daverio 7, Milano

 

COME EDUCARE I FIGLI

A UNA CUCINA SANA E GUSTOSA?

Ne parlano

ROSITA GHIDINI, autrice del libro “Mamma, che buono!”,

e il critico enogastronomico ALLAN BAY

Milano, 30 marzo – Nell’ambito della manifestazione “Il Raccolto 2012”, la tre giorni di eventi, incontri ed esposizioni dedicati ad arte e cibo organizzata dall’associazione Arte da Mangiare Mangiare Arte, Antonio Vallardi Editore presenta “Mamma, che buono!” di Rosita Ghidini Bosco.

Venerdì 30 marzo, alle ore 11, l’autrice Rosita Ghidini e il critico enogastronomico Allan Bay incontreranno il pubblico nei locali della Società Umanitaria, in via Daverio 7 a Milano, per dialogare intorno ai temi affrontati dal libro: qual è il segreto per far mangiare di tutto ai nostri figli? Come educare i bambini al gusto e alle buone abitudini in cucina? “Mamma, che buono!” risponde a un’esigenza forte della società contemporanea: combattere i disturbi alimentari, in aumento in Italia anche tra i piccolissimi, con un bambino italiano su tre in sovrappeso e il 18% degli adolescenti a rischio anoressia. L’autrice, in linea con le campagne lanciate dal Ministero della Salute, dalla Società Italiana Pediatria e dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, offre ai genitori una guida ricca di ricette gustose e consigli pratici e salutari per riuscire finalmente a mettersi tutti insieme a tavola con piacere e in serenità.

L’ingresso è libero e gratuito ed è fortemente consigliato a tutti i genitori che desiderano riconciliare se stessi con i pasti dei propri bambini.

Rosita Ghidini Bosco è nata e vive a Lumezzane (Brescia). È una mamma che, pur lavorando, è sempre riuscita a ritagliare tempo, interesse e attenzione per l’alimentazione delle sue due figlie. Appassionata di cucina, scrive articoli su riviste specializzate. Ha una pagina Facebook e un blog (mammachebuono.wordpress.com) molto frequentati e apprezzati.

Allan Bay è nato a Milano nel 1949. Si è laureato in economia alla Bocconi. Ha lavorato nell’ambito dell’editoria e della comunicazione. Da sempre appassionato di cucina, dal 1995 è giornalista e scrittore specializzato nel settore enogastronomico. È autore della fortunata serie di libri “Cuochi si diventa” (Feltrinelli) e de “La cucina nazionale italiana” (Ponte alle Grazie). È curatore della collana “Il lettore goloso” (Ponte alle Grazie).

L’età dei “No!”

Come trovo dipinto il mio bambino In fin di desinare, è uno sgomento! Ha le patacche addosso a cento a cento E la bocca color di stufatino; Ha il nasetto, si sa, tinto di vino E sulla fronte un po’di condimento, E uno spaghetto appiccicato sul mento Che gli spenzola giù sul grembiulino. E sfido, in tutto pesca e tutto tocca, E si strofina la forchetta in faccia E stenta un’ora per trovar la bocca; E son tutti i miei strilli inefficaci: Egli, vecchio volpone, apre le braccia, Ed io gli netto il muso co’miei baci.

Edmondo de Amicis

Bella poesia: rende bene l’idea di cosa succede quando i bambini iniziano a mangiare da soli. Per loro è una conquista, per noi quasi una disperazione, mettono le mani ovunque, vogliono assaggiare tutto, spargono cibo qua e là…
Ricordate l’ultima festa di compleanno? Compiuti i due anni il vostro bambino cammina già abbastanza sicuro, la cravatta del nonno è completamente spalmata di dolce, la nonna contempla una scarpa di camoscio beige macchiata di vino e voi state pennsando che magari a breve non vorrà più le coccole, la fiaba della sera… Intanto, ora ha la grinta giusta per dirci continuamente di no, e a noi non resta che fare buona scorta di pazienza e fiducia in noi stessi. Le sue abitudini cambiano e noi ci dobbiamo adeguar aiutandolo nei cambiamenti. Per prima cosa, «bonifichiamo» la casa da tettarelle e succhiotti, anche fosse da un giorno all’altro. Piangerà per queste perdite sul campo, perché smettere di suc- chiare per un bambino è come per un adulto lasciare il vizio del fumo. A noi restano i sensi di colpa e il timore che, lasciato il biberon, non vorrà più il latte.
Niente allarmismi: il calcio, che è davvero molto importante, po-trà essere introdotto con altri latticini, e bevendo il latte da una bella tazza colorata come fanno i grandi si sentirà importante. Lodiamolo per i suoi progressi, sempre!
Pensare che un bambino di due-tre anni possa essere indipenden- te è temerario. Certi miei amici si lamentano perché vorrebbero che i figli a quest’età si allacciassero le scarpe da soli… Impossibi- le! Se ci pensiamo bene, però, quella acquisita a tavola è la prima vera indipendenza, e viene quasi naturale se noi genitori ci dimo- striamo fiduciosi nelle sue nuove capacità, come quella di portare una posata alla bocca. Non riesce ancora a vestirsi da solo, lavarsi neanche a parlarne, ma se può e vuole mangiare da solo, lascia- molo fare.
Ricordando ancora la regola d’oro di non riempirgli mai troppo il piatto, aspettando semmai che chieda il bis, ecco qualche suggerimento per accompagnare i suoi passi nell’indipendenza. Prima di tutto, basta seggiolone: mettiamolo su un bell’alzaseggiola omologato, che possa essere fissato al tavolo. Poi verso i tre anni lo possiamo mettere in ginocchio su una sedia con la spalliera appoggiata contro il tavolo: è comodo e può salire o scendere da solo. Bicchiere e piatto o scodella ancora di plastica, per evitarci inutili ansie; ad alcuni bambini i piatti piace farli volare. Per quanto riguarda le posate, possiamo tentare di dargli quelle della frutta, a patto che abbiano le punte stondate, evitando il coltello che per il momento non gli serve, e aspettiamoci che tra un tentativo di usarle e l’altro voglia servirsi delle mani. Ancora la bavaglia e ancora grande. Questo è più o meno tutto il necessario. È ancora troppo presto per insegnargli le buone maniere, ma dar- gli il buon esempio è invece opportuno e indispensabile, perché come ci comporteremo noi, così si comporterà lui. E quando si stancherà di stare a tavola (il primo segnale è quello di trasforma- re il cibo in gioco) lo faremo scendere senza problemi, dicendogli che il suo pasto è terminato, cercando magari di farlo rimanere nelle vicinanze, per non trasformare il pasto della famiglia in un incubo.

Cosa può mangiare

Concluso lo svezzamento, se non ha particolari problemi di al-lergie o intolleranze vostro figlio può e deve mangiare di tutto. Il problema più grande rimane sempre quello di riuscire a capire se ha mangiato abbastanza. Di certo – e vale per noi come per lui – non riempiamo troppo i piatti! Se non sarà sufficiente, ne chiederà ancora. Quante volte finisce per toccare tutto quello che ha nel piatto senza mangiare quasi nulla? Niente stratagemmi del tipo «Mangia tutto che poi ti faccio un regalo», perché il cibo non si deve imporre. Se non vogliamo che diventi un mangione per forza, lasciamolo fare. L’inappetenza ci deve preoccupare solo quando è accompagnata da altri sintomi quali astenia, stanchezza, pallore.
Facciamo in modo che la tavola per la famiglia sia sempre allegra e comunichi la voglia di stare insieme. Via libera a piatti semplici, ma colorati e invitanti, che stimolano la voglia di assaggiare un po’ di tutto, perché il gusto del bambino è in progress.
Il fatto che oramai non siamo più costretti a cucinare apposta per il piccolo ci permette di avere più tempo a disposizione e di essere più aperti alle novità: niente più minestrine, meglio pasta condita e in generale il cibo che si può mangiare con le mani, o infilare nella forchettina senza fare troppi guai. Il modo migliore per evitare che vostro figlio diventi difficile di gusti è offrirgli un’ampia gamma di cibi che tutta la famiglia ama e mangia, senza forzarlo. La nostra tavola è aroma, colore, piacere di stare insieme, non un campo di battaglia dove si costringe e si punisce.

Cosa cucino con….

Leggo , come molti di voi avranno fatto, sul Corriere della sera Economia, che la spesa alimentare degli italiani ha raggiunto i livelli di 30 anni fa e che, nell’ultimo periodo, si è ulteriormente abbassata dell’1,5%. Chiedersi perché è quasi superfluo: l’incremento del costo dei carburanti e l’aumento delle bollette hanno preso molto spazio alla spesa per il cibo, che fa parte dei cosiddetti beni comprimili: i primi soggetti all’adeguamento. Poiché più di tanto non si può comprimere(si deve vivere) non rimane che adattarci alle necessità. Il mio consiglio è di acquistare prodotti di stagione per quanto riguarda frutta e verdura, si può scegliere anche per carne e pesce e per i formaggi optare per le produzioni locali (ogni regione d’Italia ha formaggi tipici). Vi do alcune ricette a cui ho dato un valore complessivo; sono un esempio per confermare il principio che mangiare bene non sempre significa dover spendere molto. Mi sono data un budget per preparare una cena completa per la famiglia o per gli amici: 15 euro possono essere una buona base di partenza, escludendo il vino. Mi sono attenuta ai prezzi del supermercato sottocasa, che è comodo, ma non troppo economico, quindi si può ancora risparmiare. Nutro grande ammirazione per coloro che nell’ambito familiare riescono a fare indagini di mercato, regola fondamentale del risparmio.

Per 4/6 persone

Polpette di cavolfiore – euro 2,50

Si prestano a molte varianti, potete usare tutti i tipi di verdura, e riciclare gli avanzi delle verdure stufate. Se non amate i fritti potete cuocerle nel forno a 200°c per 10 minuti, rivestendo la placca con la carta forno e girandole a metà cottura.

Un cavolfiore grande o due piccoli

60 g di formaggio grattugiato a piacere

100 gr di pane raffermo bagnato nel latte e strizzato

1 spicchio di aglio

1 uovo

1 cucchiaio raso di prezzemolo

Olio di oliva

Pane grattugiato

Sale e pepe

Dividete i cavolfiori a cimette e fateli lessare in acqua bollente leggermente salata per 15 minuti. Poi scolatele, mettetele in una padella antiaderente con l’aglio e 3 cucchiai di olio di oliva. Fatele saltare per insaporire e schiacciatele con una forchetta fino e renderle una purea. Eliminate l’aglio regolate di sale e pepe e togliete dal fuoco. Trasferite la purea nella ciotola dove avrete messo il pane, incorporate l’uovo il formaggio, il prezzemolo e mescolate fino a che non avrete un composto abbastanza sodo, se non lo fosse a sufficienza potete aggiungere del pane grattugiato. Prelevate delle porzioni di impasto, passatele nel pangrattato e friggetele in olio caldo, fino a doratura. Scolatele sulla carta per fritti e servitele calde.

Mezze penne con pesto di rucola e pomodorini –euro 3,50

Le definisco fresche, invitanti e insolite. A piacere possono essere arricchite con della ricotta salata servita tagliata sottile, o grattugiata direttamente sul piatto.

400 g di mezze penne

10 pomodorini ciliegia

2 mazzetti di rucola

1 cucchiaio di pinoli

1 spicchio di aglio

3 cucchiai di grana

6 cucchiai di olio di oliva

Pulite i pomodorini e tagliate in 4 pezzi. Mondate la rucola lavatela scolatela e mettetela nel mixer con i pinoli, una presa di sale 2 cucchiai di olio, 1 cucchiaio di grana e frullate fino ad ottenere il pesto. Pulite l’aglio mettetelo in una larga padella antiaderente con l’olio rimanente, fate soffriggere e aggiungete i pomodorini. Saltateli i, schiacciateli leggermente con una forchetta, regolate di sale, aggiungete un pizzico di zucchero e cuoceteli per circa 4/5 minuti. Cuocete la pasta, scolatela molto al dente e tenete da parte un po’ di acqua di cottura. Versatela nella padella, salatatela con i pomodorini, l’acqua di cottura, il grana rimasto. Toglietela dal fuoco, aggiungete il pesto, mescolate con cura e servitela ben calda.

FIletto di maiale al marsala- euro 5,50

Molto saporito e decisamente economico, il filetto di maiale è però molto piccolo, non supera i 500 g di peso. Ha una carne magrissima, che non va cotta a lungo perché rischia di asciugarsi troppo. Al contrario del filetto di manzo, non va mai consumato al sangue, e alcune accortezze coi permettono di cuocerlo a puntino e conservarne la morbidezza ad esempio irrorarlo spesso con il fondo di cottura, usando condimenti cremosi come latte o panna. Il suo sapore deciso si esprime al meglio nei piatti in agrodolce, cucinati con frutta ricca di polpa come mele albicocche, prugne, ananas e agrumi.

500 g di filetto di maiale

Rosmarino, un mazzetto

2 foglie di alloro

2 spicchi di aglio

5 dl di latte

½ bicchiere di marsala

30 g di burro o 2 cucchiai di olio di oliva

Farina

Noce moscata

Bacche di pepe rosa

Sale, pepe

Lagate il filetto con spago da cucina, questo vi permette di mantenergli la forma. Passatelo nella farina e rosolatelo con il burro fuso o l’olio da entrambi i lati, fino a che non avrà preso un colore dorato uniforma. Salate, pepate e profumate con il mezzo bicchiere di marsala. Unite gli aromi e l’aglio lasciato con la camicia, coprite con il latte caldo e proseguite la cottura a fiamma bassa per circa 30 minuti, irrorando spesso la carne con il fondo di cottura. Sgocciolate la carne, avvolgetela in un foglio di alluminio e tenetela in caldo. Passate il fondo di cottura al colino fine, raccogliendolo in un pentolino pulito. Prelevate un poco del fondo e usatelo per stemperare un cucchiaino di farina. Incorporate il composto ottenuto al resto del sugo con l’aiuto di un a frusta e rimettete sul fuoco a fiamma molto bassa, mescolando spesso fino ad ottenere una consistenza cremosa. Al momento di servire private il filetto dallo spago, affettatelo a fette alte 1 cm e disponetele sul piatto di portata. Scaldate la salsa e irrorate il filetto, guarnendolo con alcune bacche di pepe rosa. Servite con il resto della salsa a parte.

Torta morbida di mele-euro 4,50

La torta di mele è uno dei più grandi classici della pasticceria casalinga: una per ogni famiglia, ne esistono infatti innumerevoli varianti. Adatta per colazione, merenda o come in questo caso per un dopocena. Potreste servirla accompagnata da crema inglese o panna acida, o gelato al fiordilatte.

Tortiera 24 cm

300 g di farina 00

160 g di zucchero semolato

100 g di burro

4 mele golden

Un limone non trattato

3 uova

1 bustina di lievito per dolci

Un bicchierino di marsala

Sale, burro e farina per la teglia

Montate con il frustino elettrico il burro, lo zucchero e un pizzico di sale fino a renderli spumosi, aggiungete le uova una alla volta, ben fredde, sempre mescolando. Aggiungete la farina setacciata con il lievito, abbassando al minimo la velocità del frustino. Aggiungete le mele che avrete detorsolato sbucciato tagliato a cubetti, e il marsala. Mescolate ancora con molta cura e travasate l’impasto nella teglia imburrata e infarinata. Cuocete in forno a 180°c per 45 minuti circa.
Precisazione: il numero di persone a cui si riferiscono le ricette è sempre indicativo, perché dipende dall’appetito individuale e dalle abitudini. Io non riempio mai troppo i piatti, soprattutto nel caso di più portate.

Grazie e felice giornata a tutti, a mercoledì per nuovi contenuti!

Il pranzo della Domenica

Non è un giorno uguale agli altri, è l’occasione per trascorrere più tempo assieme. Se avete programmato una gita, è molto bello godere di nuovi paesaggi, visitare musei o le fattorie in campagna, e della preziosa opportunità di conoscere e assaggiare i prodotti tipici. Ma se avete deciso di trascorrere la domenica a casa, potrebbe essere il momento per farci aiutare dai bambini a preparare qualcosa di buono, invitare gli amici o i nonni e rendere il pranzo un momento speciale.

Il menù

Muffin-focaccine

Maltagliati con le verdure

Filetto di manzo al forno

Sfogliatine panna e frutta

Muffin-focaccine, ovvero le mani in pasta

I bambini amano impastare e giocare con la farina. Già da piccolissimi potete dargli un impasto di farina e acqua e insegnarli a modellare in scala le varie forme del pane; crescendo possono creare con voi tante cose buone di cui essere orgogliosi.

Per 6 persone

250 g di farina 0

½ cubetto di lievito di birra fresco, o mezza bustina di lievito essiccato

175 g di acqua(usate acqua oligominerale, se l’acqua del vostro rubinetto non è molto gradevole)

10 g di olio di oliva

½ cucchiaino di zucchero

½ cucchaino di sale

rosmarino tritato
Sbriciolate il lievito in una ciotola unite lo zucchero e un dl di acqua, mescolate con una forchetta e lasciate riposare per 15 minuti. Trascorso il tempo, prendete la farina e mettetela in una ciotola, fate la fontana, aggiungete il panetto lievitato. Mettete il sale intorno alla farina, non a contatto con il lievito, e iniziate ad impastare, aggiungendo l’acqua in cui avrete messo anche l’olio. Impastate nella ciotola, poi quando l’impasto prenderà forma rovesciatelo sul tavolo leggermente infarinato e continuate ad impastare fino a che non sarà ben liscio(ci vorranno in tutto circa 10 minuti). Mettete l’impasto nella ciotola, coprite e lasciate riposare per un’ora in un luogo tiepido della casa, oppure nel forno con la sola luce accesa, fino a quando non sarà raddoppiato. Lavorate la pasta ancora per poco e dividetela in piccole porzioni da circa 30g l’una, che metterete nello stampo da muffin foderato con i pirottini di carta. Ungeteli con una miscela di olio e acqua in parti uguali, ben emulsionata con una forchetta. Lasciate lievitare i muffin ancora per 20 minuti, poi cospargeteli di rosmarino tritato, aggiungete qualche grano di sale grosso, e infornate a 200° per 20 minuti. Serviteli tiepidi, ma sono buoni anche freddi, come alternativa al pane.

Maltagliati con le verdure

I bambini, in questo caso, potranno divertirsi a tagliare la pasta fresca con la rotella dentata, nelle forme che più gli piacciono. Il nostro occhio vigile, comunque, non dovrà mai mancare.
Per 6 persone
600 g di pasta fresca per lasagna
3 zucchine medie
2 carote medie
5 cucchiai di piselli surgelati
1 spicchio di aglio
6 cucchiai di olio
Sale
Pepe nero
1 cucchiaio di erba cipollina
6 cucchiai di panna fresca

Mettiamo l’acqua della pasta sul fuoco e aggiungiamo il sale prima che arrivi a bollire. Nel frattempo prepariamo il sugo. Puliamo l’aglio e lo schiacciamo leggermente, puliamo le verdure e le tagliamo a dadini. Portiamo a bollore dell’acqua leggermente salata e sbollentiamo le carote e i piselli per cinque minuti, mettiamo l’aglio e l’olio in una larga padella, rosoliamo per 1 minuto e versiamo le zucchine . Mescoliamo e cuociamo per 5 minuti circa, poi aggiungiamo carote e piselli, mescoliamo, regoliamo di sale e pepe e portiamo a cottura, aggiungendo se necessario, un po’ di brodo vegetale o acqua, se le verdure si dovessero asciugare. Togliamo dal fuoco e teniamo da parte. Mettiamo a cuocere i maltagliati, li scoliamo quando sono ancora molto al dente e li spadelliamo con le verdure, la panna e se è necessario un po’ di acqua di cottura, che avremo tenuto da parte. Devono risultare cremosi.

Filetto di manzo al forno

Il taglio di carne è di per sé morbido, e questa cottura ne esalta la morbidezza. Se ne dovesse avanzare, ma ne dubito, è buono  anche freddo, tagliato sottile, o per farcire, insieme a delle verdure  brasate, un sontuoso panino.

800 g di filetto di manzo (preferibilmente la parte centrale), ben pulito e privato del grasso

1 spicchio di aglio

1 dado

1 rametto di rosmarino

olio di oliva

pepe nero in grani

sale

Accendiamo il forno a 200°. Prepariamo la carne, praticandovi delle incisioni e inserendovi pezzetti di aglio (non piccoli, perché dovranno essere tolti). Se non amiamo particolarmente l’aglio  possiamo metterne 2 spicchi, interi e non sbucciati, nella teglia in  cui versiamo 1 dito di olio di oliva, qualche grano di pepe pestato, il rosmarino e il dado sciolto in poco liquido bollente. In una padella antiaderente leggermente unta di olio rosoliamo velocemente a fuoco alto il filetto da entrambi i lati; quindi lo adagiamo nella teglia. Inforniamo e cuociamo per 20 o 30 minuti, abbassando la temperatura a 180° dopo 10 minuti e irrorandolo ogni tanto con il suo sughetto. Quando sarà cotto lo estraiamo e lo avvolgiamo in un foglio di alluminio, lasciandolo riposare per almeno 15 minuti.
Lo serviamo tagliato a fette spesse ½ cm, irrorato con il suo sugo passato al colino fine.

Sfogliatine alla frutta

1 rotolo di pasta sfoglia rettangolare

200 g di panna da montare

40 g di zucchero a velo

½ busta di vanillina

100 g di ricotta

1 uovo

20 g di zucchero semolato

Frutta fresca o sciroppata a piacere

Dalla pasta sfoglia ricavate dei rettangoli, o delle losanghe, tagliando prima il rotolo in verticale e poi in diagonale, poi disponete la sfogliatine su una placca ricoperta con carta da forno. Con i rebbi della forchetta bucherellate la pasta. Sbattete un uovo con 2 cucchiai di acqua e pennellate con questa miscela la pasta, poi spolverizzatela con lo zucchero semolato e infornate a 200° per 8 minuti. Fate raffreddare sulla gratella del forno. Montate molto bene la ricotta con lo zucchero a velo e poi unite la panna che avrete montato. Al momento di servire mettete una o due sfogliatine in ogni piatto, mettete sopra la crema con l’aiuto di due cucchiai o con la sac a poche, e guarnite con la frutta.

Mamma, ti mangio tutta, ho i denti!

Da 1 a 2 anni.

Il dentino piccolino è spuntato all’improvviso, la bocchina birichina ce lo dice in un sorriso
Per entrambe le mie figlie la dentizione è stata lenta: secondo le nonne era meglio così, perché più tardi i denti spuntavano, più  sarebbero stati forti. Io in verità non vedevo l’ora di poter mettere lì una bella bistecca e che si arrangiassero da sole. Denti o no, con il primo anno di età arriva il momento di introdurre nuovi alimenti, come l’uovo, cominciando dall’albume; il pesce e i crostacei, grandi esclusi fino a ora, perché, nonostante siano più magri di una carne magra, possono provocare allergie; la carne di manzo, qualche insaccato (esclusi cotechino, salame, zampone); i vari tipi di riso in grani, la pasta di grano duro e sapori più decisi, come quelli delle spezie. Cerchiamo di non essere troppo rigidi, o lasceremo ai nonni e ai vari parenti la gioia di fargli gustare i cibi «proibiti».
Può succedere che tra un pasto e l’altro voglia morsicare di tutto, perché le gengive fanno male. In questo caso possiamo dargli un gambo di sedano ben pulito, una grossa foglia di finocchio, un asparago grande oppure una crosticina di pane raffermo, oppure ancora un biscotto durissimo, che si sbriciola ma non si spezza (per me i pezzi grossi di cibo erano una continua fonte di ansia), e di cui troverete qui la ricetta.
Da ora in poi non emulsioniamo troppo il cibo, ma iniziamo a sminuzzarlo; non tanto la carne, quanto la verdura lessa e la frutta, così come il biscotto da merenda. Vostro figlio vi ringrazierà per questo: il sapore si sente di più. Attenzione però: potrebbe anche appallottolare tutto in bocca per poi sputarlo. Ribadisco, niente preoccupazioni, lo fa apposta! Vuole divertirvi e sa come farlo.
I bambini hanno le antenne. Avete mai sentito parlare dei neuroni specchio? Scoperti di recente, sono dei particolari circuiti nervosi attraverso cui, fin da pochi mesi d’età, i bambini percepiscono i nostri stati d’animo e le nostre sensazioni molto più chiaramente
di quanto si creda. Mi sono sempre chiesta perché mia figlia più grande sputasse minestrina a ripetizione e, nonostante la sgridassi, continuava divertita. Ora ho capito: semplicemente avvertiva che non ero veramente arrabbiata.
Comperiamogli delle posatine di plastica o, meglio ancora, di legno levigato che non si logora, e lasciamo che ci giochi. Pian piano inizierà ad adoperarle, ma se persiste a voler mangiare con le mani lasciamoglielo fare. Il cibo a quest’età è anche scoperta tattile.
Da questo momento è bello fare in modo che il bimbo faccia almeno un pasto al giorno, generalmente quello serale, insieme al resto della famiglia; possiamo ormai evitare di cucinare apposta per lui, perché se gli ingredienti usati per gli adulti sono freschi e i
metodi di cottura salutari, è in grado di poter assaggiare e godere di quasi tutte le novità.
«Quasi» perché, oltre agli alimenti elencati sopra, dobbiamo ancora evitare i fritti o il burro cotto e fare attenzione alle dimensioni, perché non può ancora mangiare spaghetti o pasta troppo grande.
Mettiamo nel suo piattino un po’ di quello che stiamo mangiando noi, oppure – non inorridite, ai bambini piace molto – mastichiamo un po’ del nostro cibo e diamoglielo.
nfine, andiamo in pizzeria o al ristorante tutti insieme. Può darsi, anzi è quasi certo, che la prima esperienza si riveli drammatica, ma non arrendiamoci troppo facilmente. Magari evitiamo di portarli al ristorante alle nove di sera, quando sono stanchi, e i bambini stanchi, si sa, diventano capricciosi; oppure quando non hanno particolarmente fame perché il nonno li ha ingozzati di caramelle.
Smettiamo di pensare che i bambini al ristorante non si possano portare, e i primi che dovrebbero pensarla così sono proprio i ristoratori. Ben venga il «menù bambini», anche se credo che in un buon ristorante l’unica cosa fatta apposta per i bambini dovrebbe essere il seggiolone…
Ma passiamo alle ricette, tenendo presente che vanno bene per tutta la famiglia così come sono o con qualche piccola variante.

La spesa di marzo

La primavera è oramai alle porte, e Marzo ne offre i primi frutti.  Questi sono i miei consigli per la vostra spesa mirata.

Marzo, cosa ci offre il banco frutta e verdura.

Arance,  limoni: per un pieno di vitamina C e sali minerali che ci aiuta ad affrontare il cambio della stagione.  Si conservano a temperatura ambiente e nel portafrutta ci ricordano che ogni momento della giornata è buono per una spremuta.

Pere, mele:  in frigorifero si conservano per molto tempo, ma se le teniamo a portata di mano…  Ottime per iniziare i nostri piccoli al gusto della frutta, non zuccheriamole quando le frulliamo, non è lo zucchero a dare sapore.

Patate novelle:  sono piccole, delicate, si prestano ad essere mangiate anche con la buccia, che è davvero sottilissima.  Conserviamole in luogo fresco, asciutto, al riparo dalla luce, per non farle germogliare.

Barba di frate: dalle foglie filiformi, è un’erba tipicamente primaverile.  Leggermente acidula è ottima sia lessata che brasata.  Si acquista a piccoli mazzi. Sceglieteli croccanti, e conservateli in frigorifero per non più di due giorni.

Ravanelli:  fanno parte dei cibi che le mie figlie definivano da sgranocchiare.  Ottimi nelle insalate e nei pinzimoni.  Perdono in fretta la loro croccantezza, per cui vanno consumati nell’arco della giornata.

Lattughino:  lattuga da taglio con foglie fresche e croccanti, conservatela in frigorifero in sacchetti di carta per non più di due giorni.

Sono ancora molto buoni i carciofi e i finocchi, che se sono freschi durano in frigorifero fino a un massimo di cinque giorni, mentre fanno la loro entrée gli asparagi.