Le pranzo-idee della Domenica: lo spezzatone di manzo con i piselli

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Niente da dire, ma molto da commentare e positivamente se lo accompagnerete con: riso, risotto, polenta, purè, cuscus, bulgur.
Lo spezzatone di manzo è un ottimo piatto unico che risolve il vostro pranzo della domenica perunoperduepertrepertanti.  

Per 4 persone

Ingredienti: 800 kg di polpa di manzo da spezzatino già tagliata a cubotti, 3 cucchiai di misto di verdure per soffritto, 3 cucchiai di concentrato di pomodoro, 2 bicchieri di brodo vegetale o di carne, 3 cucchiai di farina bianca, 4 cucchiai di olio di oliva evo, 2 cucchiai di vino bianco, 1 cucchiaio di marsala, 450 g di pisellini surgelati, sale e pepe, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato (facoltativo)
Occorrenti: padella alta o casseruola, padellino, colapasta, sacchetto per alimenti, carta da cucina
Tempo di preparazione: 20 minuti+cottura
Costo del piatto: 12€

Nel padellino scalda 2 cucchiai di olio di oliva e rosolamo le verdure per il soffritto per almeno 5 minuti, aggiungendo poco brodo vegetale durante la rosolatura per ammorbidirle. Asciuga la carne e inseriscila nel sacchetto per alimenti assieme alla farina. Scuoti il sacchetto molto bene e rovescia il contenuto nel colapasta per eliminare l’eccesso di farina. Nella padella scalda leggermente 2 cucchiai di olio di oliva, aggiungi i pezzi di carne e rosolali su tutti i lati, poi sfuma con il vino e il marsala.  Unisci alla carne il soffritto di verdure, mescola, versa il concentrato di pomodoro sciolto in poco brodo vegetale e 1 bicchiere di brodo caldo. Porta a bollore, mescola, sala leggermente e abbassa la fiamma. Cuoci coperto per almeno 2 ore, con il fuoco al minimo (se dovesse asciugarsi aggiungi altro brodo). Trascorso il tempo sciacqua brevemente i piselli e aggiungili alla carne, mescola, regola di sale e pepe e alza leggermente la fiamma. Cuoci ancora per 30 minuti aggiungendo poco brodo caldo se il sughetto fosse troppo asciutto. Servi ben caldo, cospargendolo di prezzemolo, se previsto e accompagnalo a piacere. Felice pranzo!

La pranzoidea del Lunedì

Lo spezzatone si può congelare. Se rimane, ti consiglio di aggiungere pomodorini conditi con olio sale e basilico e spadellarlo con penne lisce o gnocchetti di patata.

Buona Domenica a tutti!

P.S. Io cucino sempre con pentole Frabosk.

 

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Biscotti girandola alle nocciole

 

biscotto giravolta

Questa mattina c’è un beato tra le donne capelli a spazzoletta e sguardo volitivo che fa colazione con noi…mangia latte e biscotti. Dice che i biscotti sono delle girandole e sta provando a lanciarli direttamente nella tazza per verificare se faranno come quei sassi piatti che getta lontano nel lago. Prova e riprova riesce davvero a farli volare e proprio nel lago di latte che avanza debordando dalla tazza.
L’aspetto ventoso di questo biscotto conferma la sua leggerezza, la grana fine della sua consistenza.  Quindi non posso che dargli ragione se, dall’alto dei suoi  anni, pochi ma molto autorevoli in materia, ne ha fatto una sorta di frisbee.
Ora è pronto per l’asilo. Di biscotti ne ha voluti due da mettere dentro una piccola scatola, che stringe forte con le sue manine per portarli alla sua fidanzata.
E di nuovo devo dar ragione a lui, perchè ci vuole niente, proprio niente a passare dal latte ai biscotti, dal lago ai sassi, dal vento ai frisbee e dai biscotti all’amore. Niente.

ingredienti: 210 g di farina 00, 200 g di burro morbido, 70 g di zucchero a velo, 2 prese di cannella, 5 gocce di estratto di vaniglia, 140 g di farina di nocciole, 40 g di zucchero semolato, 2 albumi, 5 g di lievito in polvere
Occorrenti: Ciotole, frustino elettrico o impastatrice, spatola, sac a poche e bocchetta a stella aperta o siringa per biscotti
tempo di preparazione: 30 minuti + cottura

In una ciotola monta il burro per qualche minuto. Aggiungi la metà dello zucchero a velo, il sale, gli aromi e continua a montare. Setaccia la farina con il lievito. Trita la farina di nocciole con lo zucchero a velo rimanente e setacciala; poi uniscila al composto di burro, continuando a montare con il frustino. Aggiungi anche metà della farina un poco alla volta. Monta gli albumi a neve con lo zucchero semolato. Con una spatola inserisci al composto la farina rimanente, alternandola con gli albumi montati. Metti l’impasto in una sac a poche o nella siringa da biscotti e modella degli anelli sulla placca del forno leggermente imburrata. Cuoci in forno statico a 170°C placca a metà per 15 minuti; poi alza la temperatura del forno a 200° C e prosegui la cottura per altri 5 minuti con il portello del forno in fessura. Se vuoi che il tuo biscotto non si allarghi, ma risulti più contenuto nella forma, cuocilo in uno stampino da muffin.
Questa ricetta è stata liberamente tratta dalle molteplici e fantastiche ricette di biscotti del maestro Iginio Massari e leggermente modificata. Questo, non perché non fosse valida, ma per meglio adattarla ai forni casalinghi.

Buon fine settimana!

 

 

 

Questa torta è double-face

crostata con le pesche e genovese Questa è una torta double-face.
Posso dire rovesciabile? Sì, lo posso dire.
In pratica è come quei cappotti che si usavano molte volte fa e che uno solo faceva per due.
Bella comodità: quando desideravi i quadretti lo mettevi in un modo, e quando necessitavi della tinta unita lo mettevi nell’altro. Non ci si doveva scomodare più di tanto, lo rovesciavi e voilà les jeux era davvero una cosa bellissima.
Funziona nello stesso modo con questo dolce. Alla fine c’è una torta sola, ma è come se ce ne fossero due.
Buona preparazione.

Crostata double-face con pesche sciroppate

Per un dolce quadrato da cm 20×20 o rettangolare da cm 24×16
Tempo di preparazione: 60 minuti esclusi i riposi e la cottura

Per la pasta frolla

Ingredienti: 200 g di farina 00, 80 g di zucchero semolato, 100 g di burro morbido, 2 tuorli, 1 pizzico di sale
Attrezzatura: ciotola, mattarello, pellicola alimentare

In una ciotola fate la fontana con la farina, lo zucchero, il burro e il sale. Inziate  ad amalgamare gli ingredienti. Aggiungete i tuorli ben freddi e leggermente battuti e impastate, quel tanto che basta ad uniformare l’impasto; poi appiattitelo e avvolgetelo in pellicola alimentare (appiattendolo gli darete modo di raffreddare più velocemente).  Mettete l’impasto a riposare in frigorifero*.
Per la pasta genovese

È la pasta base di molti deliziosi pasticcini e petits fours glassati.
Se dovessimo farla cuocere in una teglia bassa diventerebbe una base sottile per mousse o altro; fatta cuocere in teglia alta è invece molto adatta per essere farcita. In questo caso è stata messa sopra e ha dato un buon risultato.

Ingredienti: 160 g di uova (sono 3 uova di medio peso), 90 g di farina 00, 90 g di zucchero semolato, un pizzico di sale, 40 g di burro fuso e tiepido, un cucchiaino raso di lievito, aroma a piacere (buccia di limone, buccia di arancia, vaniglia)
Attrezzatura: frustino elettrico o impastatrice, ciotola, setaccio, spatola

Rompete le uova nella ciotola, aggiungete lo zucchero, il sale e l’aroma che preferite. Montate quindi fino a quando alzando la frusta formerete il famoso nastro*. Setacciate la farina mescolata al lievito per 2 volte e inseritela con una spatola a mano, alternandola al burro fuso e tiepido che verserete a filo.

Per la finitura

Per farcire questa torta ho usato delle meravigliose pesche conservate in casa.
Se avete delle pesche così, non serve molto altro. Se non le avete, potrete usare tutti i tipi di frutta, sia fresca che sciroppata, avendo cura di zuccherare quella fresca e lasciarla a macerare per almeno mezz’ora.

Ingredienti: 300 g di frutta sciroppata, o 300 g di frutta fresca privata della buccia e zuccherata a piacere, zucchero a velo per spolverare (da una parte o dall’altra)

Accendete il forno in modalità statica a 180°C. Togliete lo stampo dal frigorifero e bucate il fondo di pasta con una forchetta. Potete ricoprirlo se lo gradite con 2 cucchiai di confettura gialla (pesche, albicocche) o rossa (prugne rosse ciliegie, frutti rossi). Sistemate la frutta sul fondo, arrivando fino a mezzo centimetro dal bordo e in modo da lasciare dei piccoli interstizi. Con l’aiuto della spatola ricoprite la frutta con la genovese.
Cuocete la torta per 45 minuti. Lasciate raffreddare, sformate e spolverate di zucchero a velo il lato che preferite.   

*La pasta frolla deve “sostare” in frigorifero prima di essere stesa. Ciò permette al burro di riprendere le caratteristiche che donano alla frolla la sua tipica friabilità e all’impasto di perdere anche quel poco di elasticità acquisito durante la lavorazione. Il riposo ideale della pasta frolla è di almeno 2 ore.
Una volta tolta la pasta dal frigorifero lavoratela rapidamente e procedete con lo stenderla. Non usate troppa farina sul piano di lavoro, ma buttatene pochissima, muovendo la mano di lato con il “movimento del seminatore”. Troppa farina indurisce la frolla e le dà un aspetto grigio a cottura avvenuta. Magari abbiate cura di metterne un po’ sul mattarello.

*Quando dobbiamo preparare un impasto che ha come base una montata di uova e zucchero: pasta genovese, pan di spagna, pasta biscotto, pasta margherita, è molto importante che le uova siano a temperatura ambiente perché l’uovo inizia ad inglobare l’aria che lo trasforma in spuma attorno ai 36°C. Infatti: per ottenere una montatura davvero indefettibile, sarebbe meglio scaldare uova e zucchero alla temperatura di 45°C  e poi montare fino a raffreddamento; oppure preparare la montata sopra un bagnomaria caldo e togliere quando l’impasto forma il nastro. L’uso del lievito, che in questa tipologia di impasti solitamente non è previsto, ci dà maggiore sicurezza quando le uova non hanno la giusta temperatura.
Inserite il burro tiepido molto lentamente alternandolo con la farina. Il burro inserito  troppo rapidamente  fa crollare l’impasto.

E mi sento forte e orgogliosa perché voi mi leggete. Felice giornata a tutti!

Cucina tra le righe: crostino con porcini

crostino giuliana
Non posso dire che questo di Cucina tra le righe sia il solito crostino: niente maionese o altre salse, ma solo pane e verdura. Questo è un crostino che nutre senza appesantire e un ottimo spezza-fame. Brava Giuliana!

Crostino con porcini    

200 g di porcini surgelati a fette 1 spicchio di aglio 1/2 cipolla, 1 manciatina di prezzemolo, 3 cucchiai di olio evo, brodo vegetale, sale e pepe

Tritare finemente aglio, cipolla e metà del prezzemolo. Metterli in un tegame appena coperti di brodo e farli ammorbidire a fuoco medio, mescolando ogni tanto. Quando cominciano a profumare, unire i porcini, salare e pepare. Far cuocere a fuoco vivo per pochi minuti. Abbassare la fiamma e stufare i porcini nel liquido di vegetazione, unendo brodo caldo se serve. A fine cottura aggiungere l’olio e il resto del prezzemolo tritato. Si serve con fettine di pane multicereali a lievitazione naturale.

Quando si prepara un antipasto per una particolare occasione (un compleanno, una festa, o semplicemente un invito tra amici) si pensa prima di tutto agli affettati, a qualche crostino con maionese, a un po’ di insalata russa… E le verdure? Come al solito trovano ben poco posto a tavola, in ogni portata. Perciò voglio stimolarvi a preparare degli antipasti allegri e colorati ricchi di ortaggi. Soltanto se li metteremo all’inizio del pasto avremo l’opportunità di mangiarne un po’, altrimenti non lasceremo loro molto spazio quando lo stomaco comincerà a dare il segnale di pieno. I banchetti sono così, si sa, ma non guasta qualche piccolo accorgimento per attenuare gli “effetti collaterali”. Le verdure a inizio pasto servono proprio a questo. Infatti ci offrono: antiossidanti, per mettere a dura prova i malefici radicali liberi che si formeranno; fibre, che ci aiuteranno a contenere i picchi glicemici causati dai manicaretti che seguiranno; vitamine e minerali. Ci aiuteranno anche a digerire un pochino meglio e a mangiare un pochino meno. Ho scelto di proporre i funghi porcini perché oltre ad essere molto appetitosi, ben si  adattano ad essere completati dalle  verdure fresche, che in tavola non devono mai mancare in quanto fonte immediatamente fruibile di vitamine. Dal punto di vista nutrizionale i funghi sono rimineralizzanti, poco calorici, ricchi di vitamine del gruppo B ed  E  e stimolano la crescita delle difese immunitarie, tanto da essere considerati un vero e proprio antibioico naturale. Inoltre sono tra gli alimenti a più basso indice glicemico. Il pane multicereali lievitato naturalmente, invece, favorisce la digestione, e fornisce le importanti fibre; inoltre previene le intolleranze, il sovrappeso (e molto altro, per la verità…). Vi suggerisco però anche di mettere in tavola un po’ di verdure crude di stagione (carote, finocchi, cimette di cavolfiore, cipollotti, radicchio…) e qualche salsina per renderle più invitanti. Oltre alla classica vinaigrette, ottima la crema di pomodori secchi, che si prepara facilmente così: ammorbidite per qualche ora i pomodori secchi in acqua calda e aceto, quindi tagliateli a filetti e trasferiteli in un contenitore. Unite peperoncino, paprica, rosmarino sfogliato, aglio; coprite di olio extravergine e fate riposare per 2-3 giorni, mescolando ogni tanto. Infine passateli al mixer, unendo un po’ di aceto e l’olio sufficiente per renderli cremosi. Non dimenticate poi di servire anche una bella salsa verde, preparata con prezzemolo e aglio crudi, olio extravergine e sale. Il prezzemolo è ricchissimo di nutrienti, in particolare di vitamine A e C, di bioflavonoidi e di minerali. L’aglio aiuta la flora intestinale “buona”, fluidifica il sangue, è antitumorale e ipotensivo.

Grazie Giuliana deI tuo tempo e dei buoni consigli che dedichi a Mamma che buono!.

In arte: Flan al pistacchio

flan al pistacchio
I miei sporadici approcci alla pasticceria sono stati…vogliamo parlarne? Nel mio forno sale ciò che deve scendere e scende ciò che deve salire. Così che, in mezzo a questo saliscendi, ho mollato l’osso e i dolci li vado a comprare. Ma…
Ma arriva per tutti il momento. L’ attimo che preghi sia fuggente – nel senso che se ne deve andare in fretta – che segue immediatamente il SUO: melafarestiunatortina? Naaa…ellodovevosapere!
Ti faccio dei canapè?… Oppure dei crostini?! Bruschette pizzette, polpette, schinscette…
Niente: è indomito, indomabile… adorabile! Tra tutti, lui è – sfortunatamente per lui – il più goloso. Potrebbe mangiare senza scomporsi quattro budini, uno dietro l’altro; accompagnarli con una fetta di crostata e terminare con un po’ di cioccolata. Dice che quella è per preservare il buonumore. Dice.
Sarà. Ma io che faccio?
Come al solito le amiche sono una graaande risorsa. Soprattutto le amiche tortaie. Quelle che ti snocciolano a memoria la ricetta dello zabaione come se fosse l’Ave Maria; che arrivano in ufficio con il dolcetto, come se fare madeleines fosse il loro primo gesto di bellezza; che non si perdono un video, ma neanche…Che covano il desiderio segreto di sposare Montersino . Quelle, ci vogliono, in un momento come questo.
La ricetta è arrivata: flan al pistacchio. Dice lei che in  arte è un flan, un flan al pistacchio. In realtà, cioè nella vita vera di una non tortaia è un budino. Sotto al flan-budino c’è un biscottone. Mi vengono già i sudori freddi…
Però un budino con biscotto sarà perfetto. Sì’ proprio un budino ci vuole.Verde, bello, buono…pronto!
Ah, dimenticavo: io sono Giada e non so, anzi, non sapevo fare dolci.

Per un flan rotondo del diametro di cm 20

Ingredienti: 60 g di burro, 60 g di zucchero semolato, 120 g di farina 00, un pizzico di sale, 1 busta di budino al pistacchio, 500 g di latte intero, scaglie di cioccolato fondente per completare
Occorrenti: ciotola, burro e farina per spolverare lo stampo, stampo, pellicola alimentare, forchetta
tempo di preparazione: 30 minuti + cottura+ raffreddamento
Grado di difficoltà: facile

Ho acceso il forno in modalità statica a 170°. Ho ammorbidito il burro dando 20 sec di microonde. Ho messo il burro nella ciotola e ho aggiunto il sale e lo zucchero. Ho mescolato fino ad ottenere una crema. Poi ho versato la farina e ho iniziato ad amalgamarla con una forchetta. Ho versato l’impasto sul piano di lavoro e l’ho lavorato, molto poco, solo il necessario per renderlo ben amalgamato. Ho imburrato e infarinato lo stampo e ho steso l’impasto con la punta delle dita. Mi sembrava insufficiente, invece alla fine l’impresa è riuscita perfettamente. Ho bucherellato tutta la superficie e ho infornato per 25 minuti.
Nel frattempo ho preparato il budino al pistacchio. Facile, ma non è così semplice per me. La buona notizia è che si può usare il budino pronto di qualsiasi gusto. 
Ho preso un pentolino ho versato tutta la polvere e il latte un po’ per volta mescolando molto bene con la frusta. Poi l’ho portato ad ebollizione e ho lasciato bollire per il tempo indicato. Il budino si solidifica durante il raffreddamento.
Per  non sciogliere il biscotto ho lasciato raffreddare il budino fino a intiepidirlo, poi l’ho mescolato e l’ho versato sulla base. Ho coperto lo stampo e ho messo tutto in frigorifero. Dopo circa  quattro ore è pronto. Si rovescia con facilità.
Ho grattugiato del cioccolato fondente (l’ideale è usare la cioccolata a cubotti) e ho decorato il flan con una spolverata di piccole scaglie.

 

L’amore rimane sempre la causa più giusta. Complimenti a Giada e un saluto a tutti voi.

Panzanello

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Il nome uno non se lo sceglie. Il nome te lo porti addosso: lo trascini come un masso o lo sollevi con una mano e lo fai volare a soffio. Per me è sempre buona la prima.
Come mi chiamo lo dico prima di tutto, così mi libero, mi tolgo il pensiero. Fosse mai che poi mi si venga a dire perché non me l’hai detto prima.
Salve. Io sono Astolfo e ho il frigo vuoto.
Per me fare la spesa richiede infinite riflessioni e culmina nella resa finale stazionando davanti al portello. Mi arrendo.
Di lavoro faccio il programmatore di computer, ma non ho programmi. Quasi mai.
È Venerdì. Danno un film tra i preferiti, non c’è la mamma, la pizza  d’asporto sa di scatola e mi voglio rilassare.
A dire il vero ci sarebbero buoni motivi per andare a fare la spesa: leggere l’etichetta della uova, contare quanti tipi di cioccolata ci sono… Lulù alla cassa. Lei non sa che mi chiamo Astolfo.
In un freddo Venerdì di un mese che non importa del mio  migliore anno, nasce quello che sarà la mia cena e non a caso, ma considerando il patrimonio di derivazione, scarso: latte, un tubetto di conserva, uova, pane duro, pomodori secchi.
Panzanello lo chiamerò. Panzanello come l’insalata che mi fa mia nonna in campagna. Il nome uno non se lo sceglie.

Per 6 tortini

Ingredienti: 100 g di pane raffermo (crosta e mollica),40 g di grana grattugiato o gruviera, o emmenthal, 1 uovo,  30 g di pomodori secchi, 2 cucchiai rasi di concentrato di pomodoro,  scaglie di formaggio (facoltative), origano, olio di semi di arachide
Occorrenti: ciotole,  elettrico,  spatola, forchetta, stampini monoporzione (ideali quelli da muffin)
Tempo di preparazione: 20 minuti + cottura
Grado di difficoltà: facile

Accendi il forno a 180°C Modalità statica, placca a Metà.  Spezza il pane, mettilo in una ciotola e coprilo con il latte. Lascialo inzuppare schiacciandolo con i rebbi di una forchetta poi strizzalo con le mani. Aggiungi al pane strizzato il tuorlo, il formaggio il concentrato di pomodoro, l’origano e i pomodori secchi tagliati sottilmente. Monta l’albume a neve e uniscilo al composto. Ungi leggermente gli stampini e riempili per circa 2/3 della loro capienza. Cospargili con le scaglie di grana se ti piace.  Metti nel forno pre-riscaldato a 180° in modalita statica, placca a metà e cuoci per 25 minuti. Servili tiepidi.

Buona serata!

Deliziosi cocco-meringa

deliziosi di cocco

È in corso un discorso tra il cocco e la meringa. E mentre loro se la raccontano piacevolmente, vado a ripassare alcune nozioni di base.

Come preparare una noce di cocco

Con un coltello robusto elimina il ciuffo in cima alla noce di cocco. Con uno spiedino (se usi un cavatappi e batti con un batticarne vai alla grande) forala in corrispondenza delle tre fossette ovali dette anche “occhi”. Rovescia la noce di cocco su una tazza capiente ed estrai tutto il latte.
Aiutandoti con un coltello appoggiato sul dorso e il batticarne o se ce l’hai un mannarino dai un colpo secco alla noce di cocco a circa un terzo dall’estremità opposta a quella con gli occhi. Essa si romperà lungo una linea di frattura naturale Se prima la batti su una delle linee più scure che vedi, farai molto prima. Batti con energia fino a che la noce di cocco non si romperà definitivamente. Con  un coltello taglia la polpa della noce di cocco a pezzi che si staccheranno facilmente dal guscio. Oppure mettila in forno a 150° per 3/4 minuti. Ripuliscila poi dalla pellicola bruna e grattugiala con un tritatutto, oppure ottieni delle scaglie. La polpa tritata e le scaglie possono essere essiccate nel forno a 50° per un minimo di tre ore con il portello in fessura (manico di legno inserito),  o con l’essiccatore o nel microonde per 30 secondi, facendo attenzione perché può bruciare facilmente.

Per 20 deliziosi del peso di 20 g cadauno

Ingredienti: 200 g di cocco grattugiato, 150 g di latte, 60 g di albume,120 g di zucchero, 15 g di amido di riso, farina di cocco essiccata per ricoprire
Occorrenti: ciotola, frustino elettrico
Tempo di preparazione: 30 minuti + riposi
Grado di difficoltà: facile
Per fare questi dolcetti ho speso: 3 euro

Metti la polpa grattugiata del cocco in una ciotola, scalda il latte e versalo sulla polpa. Mescola bene, copri con pellicola alimentare e metti in frigorifero per due giorni. Trascorso il tempo scola la polpa dal latte e strizzala molto bene con le mani. Tieni il latte da parte, perché potrai usufruirne per altre preparazioni. Monta l’albume fino a sbiancarlo, poi aggiungi lo zucchero in tre volte, montando per 5 minuti prima di ogni nuova aggiunta. Alza le fruste e vedrai che la meringa si piegherà in una sorta di becco. È pronta. Nella ciotola della polpa aggiungi la meringa un po’ alla volta e infine l’amido di riso setacciato. Forma delle palline e passale nella farina di cocco essiccata. Sistemale sulla teglia rivestita con carta forno e lasciale asciugare per almeno 6/7 ore (per una notte sarebbe perfetto). Inforna a 210° C in modalità statica, con il portello in fessura e la placca del forno a metà e cuoci per 10/12 minuti. Prova sempre: io non conosco il tuo forno. Lascia raffreddare sulla teglia prima di toglierli.

Precisazione: la polpa fresca richiederebbe un periodo di riposo in immersione molto più lungo, che arriva anche ad un mese: più passera il tempo, più il dolcetto risulterà morbido. È possibile fare questi dolcetti con farina di cocco essiccata usando la stessa quantità della polpa fresca. La differenza sta nella morbidezza. Ma considerando il fatto che la preparazione della polpa fresca è abbastanza laboriosa, la sostituzione e ampliamente giustificata. Buona preparazione!

…E parlando, parlando hanno scoperto di essere fatti l’uno per l’altra.

Buona ed energica giornata a tutti!